La provincia

«Quei turisti non avevano la licenza»

17/07/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
c.f.

«Sti­amo facen­do le appo­site ver­i­fiche, se saran­no riscon­trate irre­go­lar­ità pro­ced­er­e­mo come da legge». Dami­ano Cap­pel­lari, respon­s­abile del cor­po di polizia munic­i­pale del­la Provin­cia, per tut­to il pomerig­gio non si è sbi­lan­ci­a­to. «Pri­ma di emet­tere sen­ten­ze», ha con­tin­u­a­to a spie­gare, «è nec­es­sario capire cosa sia effet­ti­va­mente suc­ces­so e, in modo par­ti­co­lare, se quei tur­isti ave­vano i per­me­s­si per pot­er pescare nel Gar­da. Se non li han­no, sono colpevoli di un atto abu­si­vo. Se, oltre a questo, trovas­si­mo con­ferme anche per le modal­ità con cui è sta­to cat­tura­to il pesce (per cari­car­lo sul can­ot­to, sarebbe sta­to tramor­ti­to con colpi alla tes­ta, ndr ), allo­ra potreb­bero esser­ci gli estre­mi per andare oltre alla sem­plice sanzione». Tut­ta la gior­na­ta a ripetere con pru­den­za che «gli accer­ta­men­ti sono in cor­so, che ricostru­ire a pos­te­ri­ori la vicen­da non è facile, che sti­amo cer­can­do di rac­cogliere più dati pos­si­bili per fare chiarez­za» e che «comunque, sia chiaro, anche sen­za canne o stru­men­ti sim­ili, si trat­ta di pesca illeg­git­ti­ma — per­ché in assen­za di licen­za — anche quel­la real­iz­za­ta solo con le mani». Poi, ieri sera, dopo che la tro­ta era già sta­ta ven­du­ta al tito­lare del ris­torante «La Log­gia» che vol­e­va imbal­samar­la — i tre pesca­tori ave­vano addirit­tura avvi­a­to una sor­ta di asta per ced­er­lo al miglior offer­ente — è arriva­to il fer­mo degli agen­ti provin­ciali: pesca ille­git­ti­ma. La sen­ten­za, alla fine, in tar­da ser­a­ta è con­fer­ma­ta anche da Cap­pel­lari: «Sì, è vero, i miei agen­ti sono anco­ra a , han­no seques­tra­to il pesce». E mul­ta­to i tur­isti? «Han­no fat­to ciò che prevede la nor­ma­ti­va». Quin­di sì: han­no mul­ta­to per 100 euro i pesca­tori-nov­el­li che pen­sa­vano di avere vin­to al lot­to. «Le guardie», riprende il diri­gente, «han­no ver­i­fi­ca­to che non possede­vano alcun per­me­s­so, quin­di che si sono resi colpevoli di un atto abu­si­vo, di pesca ille­gale. La legge, in questi casi, par­la chiaro: seque­stro ammin­is­tra­ti­vo del pesce e, come sec­on­do pas­sag­gio, con­fis­ca auto­mat­i­ca». E poi? «La tro­ta resterà alla Provin­cia» — smorza così sul nascere ogni pos­si­bile ipote­si, subito cir­co­la­ta al ris­torante, di fare ricor­so per tornare in pos­ses­so del pesce -, «la imbal­samer­e­mo e la ter­re­mo come esem­plare raro, viste le dimen­sioni e il peso».