Non è stata certo una sorpresa la nomina a cardinale dell'arcivescovo monsignor Giovan Battista Re

Quel figliolo prediletto del Papa

23/01/2001 in Religione
Di Luca Delpozzo
Giacomo Danesi

Non è sta­ta cer­to una sor­pre­sa la nom­i­na a car­di­nale del­l’ar­civesco­vo mon­sign­or Gio­van Bat­tista Re, tito­lare di Vescov­ìo Forum Novum pr. Lazio, fino a qualche mese fa insos­ti­tu­ibile Sos­ti­tu­to alla Seg­rete­ria di Sta­to del­la Cit­tà del Vat­i­cano, e ora prefet­to del­la Con­gre­ga­tio pro Epis­co­pus, ovvero la Con­gregazione per i Vescovi. Nom­i­na a por­po­ra­to che Gio­van­ni Pao­lo II ha annun­ci­a­to domeni­ca scor­sa dal­la fines­tra del suo stu­dio pri­va­to, pri­ma del­la recita del­l’An­gelus. Non ha cer­to sor­pre­so nes­suno che il pri­mo nome a assere pro­nun­ci­a­to fos­se pro­prio quel­lo di Mon­sign­or Re, bres­ciano, che il 19 luglio del 1998 riuscì addirit­tura a portare nel­la sua casa di cam­pagna a Bor­no in Val­le­ca­mon­i­ca uno strema­to pon­tefice! Gli stu­diosi di semi­olo­gia han­no nat­u­ral­mente inter­pre­ta­to l’episo­dio come una supre­ma investi­tu­ra. Come non abbina­re, infat­ti, questo gesto a quel­lo com­pi­u­to da Pao­lo VI quan­do, in visi­ta a Venezia, si tolse la sto­la e la fece indos­sare all’al­lo­ra patri­ar­ca Albi­no Luciani, elet­to vesco­vo di Roma e dunque Papa alla morte di papa Mon­ti­ni? Par­ti­co­lare curioso. Il pri­mo nome di por­po­ra­to che Gio­van­ni XXIII pro­nun­ciò nel suo pri­mo con­cis­toro nel gen­naio del 1959 fu quel­lo di Gio­van­ni Bat­tista Mon­ti­ni, ex Seg­re­tario di Sta­to e pure lui bres­ciano. Mon­ti­ni gli suc­cesse poi sul­la cat­te­dra di Pietro. Che Karol Wojty­la abbia per il neo por­po­ra­to una par­ti­co­lare predilezione è fat­to noto. Bas­ta leg­gere l’Osser­va­tore Romano e anno­tare quante volte alla set­ti­mana il pon­tefice lo riceve in udien­za. L’in­car­i­co poi che gli ha affida­to è sicu­ra­mente, dopo quel­lo del Seg­re­tario di Sta­to, il più pres­ti­gioso. La Con­gregazione dei Vescovi, un anti­co dicas­t­ero isti­tu­ito da Sis­to V il 22 gen­naio del 1588 con la Cos­ti­tuzione «Immen­sa», è sta­ta nei sec­oli rifor­ma­ta. L’ul­ti­ma rifor­ma por­ta la data del 28 giug­no del 1988 quan­do, con la Cos­ti­tuzione Apos­toli­ca «Pas­tor Bonus», l’at­tuale pon­tefice nè definì le com­pe­ten­ze. Com­pe­ten­ze che van­no dal­la cos­ti­tuzione, divi­sione, unifi­cazione, sop­pres­sione e cam­bi­a­men­ti vari delle Chiese e degli Ordi­nar­iati Cas­tren­si. Non solo ma provvede a tut­to quan­to con­cerne la nom­i­na dei vescovi, indice le (temi­bili) vis­ite apos­toliche e pre­dispone le vis­ite «ad lim­i­na apos­tolo­rum», ovvero esam­i­na tut­ti i doc­u­men­ti delle dio­ce­si pri­ma del­la visi­ta al Papa dei vescovi. Un potere immen­so, sec­on­do solo al Papa. Par­ti­co­lare curioso. Di ques­ta con­gregazione Gio­van Bat­tista Re fu dal 1987 al 1989 seg­re­tario. Ora il 21 gen­naio prossi­mo i neo por­po­rati si recher­an­no nel­l’aula Pao­lo VI in Vat­i­cano per rice­vere la berret­ta col­or por­po­ra dalle mani del pon­tefice. A ogni neoelet­to ver­rà anche affi­data­la tito­lar­ità di una chiesa romana. Saran­no con­siderati Prin­cipi del sangue, con i tito­lo di Emi­nen­za. Mon­sign­or Re potrà così entrare a pieno tito­lo nel futuro con­clave. Con quale ruo­lo? Sicu­ra­mente con quel­lo di grande elet­tore. Per il resto meglio stare zit­ti. Per­ché qua­si sem­pre chi entra Papa in con­clave ne esce poi car­di­nale. di Gia­co­mo Danesi