Sono rientrati dalle zone alluvionate del Piemonte gli uomini della Protezione civile con tanti teneri episodi. «L’abbiamo strappata dall’acqua e rifocillata con una tazza di latte»

«Quella bimba ci ha dato coraggio»

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo

Sono appe­na rien­trati da Ivrea gli uomi­ni del­la del­la sezione bas­so lago dell’Associazione nazionale , e nei loro occhi e nel loro rac­con­to c’è tut­ta la dis­per­azione trova­ta ma anche la sper­an­za che han­no saputo trasmet­tere alle popo­lazioni piemon­te­si col­pite dal­la tracimazione del Po. Una bim­ba di soli dieci giorni trasporta­ta sul­la ter­ra fer­ma insieme alla gio­vane e ter­ror­iz­za­ta mam­ma; gli anziani con­vin­ti a fat­i­ca a las­cia­re le loro case e, quan­do non ci si rius­ci­va, rifocil­lati con peri­od­i­ci viag­gi per portare anche solo un pani­no o del lat­te cal­do da bere: la vita che vede cam­biare in un atti­mo i suoi val­ori, e le cose più sem­pli­ci e real­mente essen­ziali tor­nano ad essere quelle più impor­tan­ti. «Sono solo alcu­ni episo­di dei tan­ti, tan­tis­si­mi che ti restano impres­si e che non scorderai per tut­ta la vita» rac­con­ta Enri­co Fasoli, respon­s­abile del grup­po degli otto uomi­ni del bas­so lago inviati insieme ai col­leghi di Verona. «Siamo sta­ti i pri­mi ad arrivare e oltre­tut­to non da casa ma da Pol, una frazione di Pas­tren­go, dove erava­mo impeg­nati da ven­erdì mat­ti­na del­la scor­sa set­ti­mana: ci ave­va aller­ta­to il sin­da­co per­ché era tracima­to l’Adige e noi stava­mo lavo­ran­do per arginare e lib­er­are le case dall’acqua; siamo rimasti sul pos­to sino a domeni­ca per il mon­i­tor­ag­gio e ver­so le quat­tro e mez­za del pomerig­gio è arriva­to l’allarme dal Piemonte e siamo subito par­ti­ti». Tren­tuno uomi­ni, anzi, alpi­ni e la cosa fa mol­ta differenza.

Parole chiave: -