I genitori sono inviperiti: «Se i pericoli non cessano, terremo i bambini a casa»

«Quella scuola è un autentico cantiere»

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Di Luca Delpozzo
s.z.

Mugug­ni e proteste, a Toscolano Mader­no, in occa­sione del trasfer­i­men­to delle scuole ele­men­tari dal­la sede (dove è indis­pens­abile effet­tuare lavori di adegua­men­to degli impianti e dei servizi) allo sta­bile dei padri Pia­mar­ta, sul lun­go­la­go (pre­so in affit­to sino alla fine del­l’an­no, con pos­si­bil­ità di pro­l­unga­men­to del con­trat­to). Le clas­si sono 15, i ragazzi 250. «All’e­poca del­la sof­fer­ta deci­sione, molte era­no le per­p­lessità e gli inter­rog­a­tivi, ma nul­la face­va pre­sa­gire lo sta­to attuale del­la situ­azione», scrivono in un doc­u­men­to comune i rap­p­re­sen­tan­ti dei gen­i­tori. E sti­lano l’e­len­co delle caren­ze. Pun­to numero uno: «Man­ca la scala di sicurez­za, e la stan­no costru­en­do ora, con gravis­si­mo ris­chio di inci­den­ti per alun­ni e inseg­nan­ti. All’in­ter­no c’è un cantiere aper­to, con carichi sospe­si e rumore. L’ac­ces­so è uni­co, per camion e bam­bi­ni. Lo sboc­co del­la scala ai piani avver­rà nei bag­ni, e i più pic­coli potreb­bero uscire dal fab­bri­ca­to. A nos­tro parere l’at­tiv­ità in cor­so non è con­cil­i­a­bile con le lezioni». E anco­ra: «Alcune aule han­no una metratu­ra net­ta­mente insuf­fi­ciente ad accogliere il numero pre­vis­to di alun­ni. La palestra è occu­pa­ta dal­la Ban­da cit­tad­i­na. Inoltre da alcu­ni giorni si è insp­ie­ga­bil­mente trasfer­i­to al Pia­mar­ta anche il Cen­tro di aggregazione gio­vanile (con la men­sa e il doposcuo­la, ndr), sen­za atten­dere il per­me­s­so del Con­siglio di cir­co­lo. Il decre­to pres­i­den­ziale 416 del luglio ’74 sta­bilisce l’op­por­tu­nità di uti­liz­zare le strut­ture solo dopo il ter­mine del­l’o­rario sco­las­ti­co, e non durante. Esistono infine una serie di prob­le­mi minori, quali il caos dei trasporti, gli odori nau­se­an­ti, la tem­per­atu­ra trop­po ele­va­ta nelle aule che, in nome del­la situ­azione di emer­gen­za (non esistono alter­na­tive valide), si era dis­posti a sop­portare». Con­clu­sione dei gen­i­tori: «Nes­suno possiede la bac­chet­ta mag­i­ca, ma noi vor­rem­mo scuotere chi deve decidere, per cer­care di tam­ponare la situ­azione. Molti sono dis­posti a tenere i bam­bi­ni a casa fino a quan­do non cesserà il peri­co­lo». In prece­den­za ave­vano pre­so posizione anche gli inseg­nan­ti, ricor­dan­do che «non sono anco­ra sta­ti com­ple­tati i lavori per le opere di sicurez­za. Il perimetro del cantiere non è min­i­ma­mente iso­la­to. Spes­so entra­no auto­mo­bili e mezzi pesan­ti, anche quan­do sono pre­sen­ti i bam­bi­ni. La gin­nas­ti­ca? Si svolge in gia­rdi­no, con­dizion­a­ta dal­la tem­per­atu­ra e dalle pre­cip­i­tazioni. La stan­za che ospi­ta la I B è ampia­mente infe­ri­ore ai para­metri di legge, tan­to è vero che i 19 alun­ni non han­no lo spazio fisi­co per spostar­si dal pro­prio ban­co». Altre lamentele delle maestre riguardano gli scom­pen­si del­l’at­tiv­ità didat­ti­ca, dovu­ti ai cam­bi­a­men­ti di orari effet­tuati per assec­on­dare le parten­ze dei bus navet­ta; la neces­sità di sorveg­liare i ragazzi anche oltre l’o­rario con­trat­tuale di lavoro; la trasfor­mazione del cor­tile del Pia­mar­ta in spazio di uso pub­bli­co, con pos­si­bil­ità di ingres­so indis­crim­i­na­to (e in caso di infor­tu­ni cosa potrebbe suc­cedere?); la deci­sione del Comune di trasferire il cen­tro di aggregazione gio­vanile da via Ver­di all’is­ti­tu­to dei Padri. «Tale scelta non com­pete al potere ammin­is­tra­ti­vo, ma al Con­siglio di cir­co­lo. Non rite­ni­amo pos­si­bile — con­cludono gli inseg­nan­ti — sot­trarre ulte­ri­ori spazi alla didat­ti­ca, né far con­vi­vere forzata­mente le due attiv­ità in ambi­en­ti ristret­ti e inadeguati». Il sin­da­co Pao­lo Ele­na ha chiesto di pazientare e di non dram­ma­tiz­zare, assi­cu­ran­do che le cose si met­ter­an­no a pos­to.

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