Importante ritrovamento in piazza San Salvatore: si tratta di una testimonianza del periodo altomedievale. Risale al VI-VII secolo d.C.: scoperti uno scheletro e un pettine

Quella tomba, un raggio di luce

27/12/2001 in Storia
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Nicola Alberti

Sem­bra che il sot­to­suo­lo sirmionese non deb­ba pro­prio mai delud­ere, almeno dal pun­to di vista arche­o­logi­co; ogni vol­ta che, per un qual­si­asi moti­vo, una pala affon­da i suoi den­ti nel ter­reno del­la peniso­la cat­ul­liana, ecco spuntare un tesoro grande o pic­co­lo. La nuo­va occa­sione è sta­ta for­ni­ta dal rifaci­men­to dei sot­toservizi nel cen­tro stori­co sirmionese; durante tali lavori, ocu­lata­mente mon­i­torati dal­la Soprint­en­den­za, l’arche­ol­o­go Ange­lo Ghi­rol­di e la sua equipe, sot­to la preziosa gui­da del­la dot­tores­sa Elis­a­bet­ta Rof­fia, han­no por­ta­to alla luce in piaz­za San Sal­va­tore all’al­tez­za del civi­co numero 5, alcune tombe risalen­ti al ses­to o set­ti­mo sec­o­lo dopo Cristo. «Abbi­amo trova­to un sito arche­o­logi­co — spie­ga la dot­tores­sa Rof­fia pre­sente sug­li scavi — par­ti­co­lar­mente inter­es­sante. Abbi­amo segui­to con atten­zione i lavori di rifaci­men­to dei sot­toservizi in accor­do con l’Am­min­is­trazione comu­nale. Sape­va­mo che il luo­go ogget­to degli scavi era già sta­to inter­es­sato da inter­ven­ti prece­den­ti all’at­tuale, ma sper­ava­mo vi potesse essere anco­ra una parte del sot­to­suo­lo non alter­ata da tali lavori. «For­tu­nata­mente le sper­anze non sono andate deluse ed è sta­ta rin­venu­ta una zona d’inse­di­a­men­to alto-medio­e­vale in cui sono state trovate alcune tombe, in una delle quali è sta­to ritrova­to uno scheletro e un pet­tine dec­o­ra­to». Lo scheletro risul­ta essere sta­to pro­tet­to da una las­tra di pietra, ma gli scavi prece­den­ti e l’usura del tem­po han­no deter­mi­na­to il dan­neg­gia­men­to del cranio e di altre par­ti del cor­po. E’ prob­a­bile che la tom­ba apparte­nesse a una don­na, ma saran­no anal­isi più speci­fiche a fornire mag­giori infor­mazioni sul­la stes­sa. Inter­es­sante la pre­sen­za del pet­tine di osso all’in­ter­no del­la tom­ba, carat­ter­iz­za­to da belle dec­o­razioni, ma la dot­tores­sa Rof­fia e l’arche­ol­o­go Ghi­rol­di ci ten­gono a sot­to­lin­eare come tale pet­tine non sia il pri­mo ritrova­to a Sirmione. Altri fan­no bel­la mostra di sè in espo­sizione nel sirmionese. Delle pic­cole radichette di pianta si era­no inserite tra i frag­ili den­ti del pet­tine impe­den­do il recu­pero del pez­zo inte­gro, ma toc­cherà ai restau­ra­tori ricom­porre il tut­to. Altret­tan­to curioso è il fat­to che nel­la tom­ba vi fos­se un dente di cinghiale; dif­fi­cile capire come mai fos­se pre­sente insieme allo scheletro. «La parte più inter­es­sante del­la scop­er­ta — spie­ga l’arche­ol­o­go Ghi­rol­di — è sta­ta pot­er trovare un sito arche­o­logi­co che ci per­me­tte di aver quel nec­es­sario tas­sel­lo stori­co per pot­er far luce sul peri­o­do che inter­corre tra la fine del peri­o­do romano e l’inizio di quel­lo lon­go­b­ar­do». Infat­ti, oltre alle tombe, sono sta­ti ritrovati resti di ceram­i­ca e opere di con­teni­men­to del ter­reno, tra cui alcu­ni lavori di ter­raz­za­men­to. Insom­ma, l’arche­ol­o­go Ange­lo Ghi­rol­di e la dot­tores­sa Elis­a­bet­ta Rof­fia han­no potu­to arric­chire di un ulte­ri­ore pez­zo non solo il museo del­la cit­tad­i­na cat­ul­liana, ma anche la sto­ria del­la peniso­la stes­sa. E a col­oro che temono, infon­data­mente, ral­len­ta­men­ti nel rifaci­men­to dei sot­toservizi, dovu­ti alla nuo­va scop­er­ta, viene nat­u­rale rispon­dere facen­do rifer­i­men­to all’enorme numero di vis­i­ta­tori, cir­ca 200 mila, che nel 2001 han­no potu­to apprez­zare il sito arche­o­logi­co sirmionese, che oggi bril­la ancor più di luce pro­pria.

Parole chiave: