Un appello alle forze politiche dopo la messa in liquidazione della cooperativa Gardenia. I soci chiedono di poterle utilizzare in attesa del rogito

«Quelle case sono nostre»

22/07/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

«Ci siamo incon­trati pochi giorni fa anche con il sin­da­co Moran­do Peri­ni e il vice Davide Bac­cinel­li che si sono dichiarati disponi­bili ad aiutar­ci. Ora ci riv­ol­ger­e­mo a tutte le forze politiche lonate­si, indis­tin­ta­mente, e ai sem­pli­ci cit­ta­di­ni per­ché ci diano l’appoggio per non subire pas­si­va­mente il fal­li­men­to del­la coop­er­a­ti­va». A par­lare è Davide Ori­oli, uno dei 22 soci del­la Coop­er­a­ti­va Gar­de­nia, alla quale si era affida­to per avere final­mente un appar­ta­men­to in pro­pri­età. Per sfor­tu­na sua e degli altri soci, men­tre le case (16 appar­ta­men­ti e 6 vil­lette a schiera) si sta­vano real­iz­zan­do vici­no al San­tu­ario di San Mar­ti­no, un anno fa, nel giug­no 2000, arrivò la doc­cia fred­da. Con decre­to dell’allora sot­toseg­re­tario al min­is­tero del Lavoro e del­la Prev­i­den­za sociale, sen. Ornel­la Piloni, la coop­er­a­ti­va venne pos­ta in liq­uidazione coat­ta ammin­is­tra­ti­va, con la nom­i­na del com­mis­sario liq­uida­tore. Lo sta­to di insol­ven­za venne dec­re­ta­to con sen­ten­za dal Tri­bunale di Como. I soci, per lo più lonate­si, ora temono non solo di perdere le case, ma anche il denaro fin qui ver­sato. Cias­cu­na delle 22 famiglie ha infat­ti già antic­i­pa­to somme più o meno cospicue, met­ten­do insieme i rispar­mi di una vita: chi 50, chi 70 mil­ioni, chi addirit­tura 200. In totale 1 mil­iar­do e 700 mil­ioni sec­on­do la memo­ria del legale nom­i­na­to dalle famiglie. «Noi chiedi­amo di pot­er uti­liz­zare le abitazioni che da alcu­ni mesi sono state com­ple­tate. Il com­mis­sario liq­uida­tore — con­tin­ua Davide Ori­oli, por­tav­oce insieme a Donatel­la Gal­leri­ni, Mau­r­izio Vez­zoli e Ste­fano Sganz­er­la del grup­po di soci — ci ave­va promes­so che a opere con­cluse ci avrebbe fat­to entrare nelle case, dan­dole in comoda­to o in affit­to. Tut­to questo in atte­sa di andare al rog­i­to finale. Purtrop­po con il Com­mis­sario liq­uida­tore non rius­ci­amo a par­lare. Insom­ma, la nos­tra situ­azione è trag­i­ca. Con il fal­li­men­to del­la coop­er­a­ti­va rischi­amo di perdere tut­to: casa e sol­di. Alcu­ni di noi devono con­tin­uare a pagare l’affitto altrove o abitare in situ­azioni decisa­mente pre­carie». Tut­ta la sto­ria era com­in­ci­a­ta quan­do la coop­er­a­ti­va edile Gar­de­nia con sede a Como ave­va stip­u­la­to come altre imp­rese una con­ven­zione con il Comune di Lona­to per real­iz­zare case in un’area col­lo­ca­ta tra il San­tu­ario di San Mar­ti­no e la local­ità Pozze. Un inter­ven­to edilizio con­sis­tente con alcune centi­na­ia di locali. Il cantiere lonatese del­la Gar­de­nia prevede­va in par­ti­co­lare 22 allog­gi per un cos­to di 4 mil­iar­di e 342 mil­ioni. Altri cantieri del­la coop­er­a­ti­va era­no aper­ti a Fino Mor­nasco (Como), Can­zo (Como), Com­e­rio (Varese) e Ura­go d’Oglio. Sem­pre la Gar­de­nia face­va parte del più ampio con­sorzio Fidal scrl, insieme ad altre sette coop­er­a­tive. Quat­tro di queste e il con­sorzio stes­so, sec­on­do la memo­ria stor­i­ca del legale dei soci, sono state messe in liq­uidazione coat­ta ammin­is­tra­ti­va. La Gar­de­nia risultò tra l’altro anche esclusa dal con­trib­u­to di edilizia res­i­den­ziale pub­bli­ca del­la Regione, non aven­do ottenu­to un adegua­to pun­teg­gio. Al momen­to del­la mes­sa in liq­uidazione del­la coop­er­a­ti­va stes­sa, i lavori nel cantiere di Lona­to pote­vano definir­si com­piu­ti al 60%. Il 18 luglio del­lo scor­so anno l’autorità di vig­i­lan­za autor­iz­za­va l’esercizio provvi­so­rio per il com­ple­ta­men­to delle opere a Com­e­rio e Lona­to. Lavori, che, dopo la stip­u­la degli oppor­tu­ni con­trat­ti con le imp­rese orig­i­nar­i­a­mente appal­ta­tri­ci, si sono con­clusi ver­so la fine del­lo scor­so aprile. Ora i soci sono dis­perati e inten­dono pub­bli­ciz­zare la loro situ­azione anche per le piazze di Lona­to attra­ver­so dei volantini.