Marchio Doc del sole e della luna su un milione e mezzo di bottiglie

Questa la produzione di 26 aziende distribuite in 16 Comuni

07/11/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
a.j.

una prim­izia autun­nale di «sole e luna». Al deblocage di ieri il Nov­el­lo 2001 è appar­so in for­ma smagliante: ele­gante nel col­ore rubi­no, invi­tante dal pro­fu­mo frut­ta­to di lam­pone, frago­la e maras­ca, nonché avvin­cente per il sapore sapi­do, fres­co e del­i­cata­mente vel­lu­ta­to. Per di più si è pre­sen­ta­to sup­por­t­a­to da un bigli­et­to da visi­ta, a garanzia di oltre un mil­ione e mez­zo di bot­tiglie prodotte da 26 aziende, con il mar­chio Doc del sole e del­la luna, gli astri che accom­pa­g­nano la mat­u­razione delle uve e il far­si del in un ter­ri­to­rio dal cli­ma mediter­ra­neo este­so su 16 Comu­ni del Gar­da e dell’entroterra. Un Nov­el­lo dalle dif­fer­en­ti sfu­ma­ture di gus­to dovute dalle diver­sità dei ter­reni di colti­vazione del­la vite e dal­la espo­sizione al sole, ma in par­ti­co­lare dal­la tec­nolo­gia e dalle scelte per­son­ali dei pro­dut­tori. Sic­chè il cogliere le iden­tità armo­niose di ogni sin­go­la can­ti­na, è indub­bi­a­mente un piacere aggiun­to del­la degus­tazione del «nou­veau». Un prodot­to frut­to del­la lavo­razione delle migliori uve Corv­ina, Rondinel­la, Moli­nara e Negrara, rac­colte inte­gre e chiuse ermeti­ca­mente nei recip­i­en­ti vinari per cubire la mac­er­azione car­bon­i­ca. «Vino ottenu­to per­tan­to con una tec­nolo­gia», fa pre­sente il diret­tore del Con­sorzio tutela Giulio Liut, «che val­oriz­za il potere enz­i­mati­co e bio­logi­co con­tenu­to negli aci­ni e nel­lo stes­so tem­po annul­la quel sapore aspro dei vini gio­vani». Per­tan­to pratiche eno­logiche che ven­gono usate non per «ricreare» un vino nuo­vo, ma per esaltarne le carettes­tiche vari­etali di un Bar­dolino sul­la base del legame vit­ig­no-ambi­ente, dota­to di par­ti­co­lari con­dizioni pedo­cli­matiche, tec­niche tradizion­ali di viti­coltura e di vinifi­cazione. Un Nov­el­lo Bardolino,dunque, come vino ver­sa­tile che esprime il meglio di sé nei pri­mi sei mesi per le sue carat­ter­is­tiche di fra­gran­za e fres­chez­za. È un vino che può accom­pa­gnare un pran­zo intero in quan­to si abbina sia con gli antipasti che con i pri­mi e sec­on­di piat­ti. È vis­to benevol­mente da chi è por­ta­to ver­so i vini fres­chi di pronta bevu­ta. Va servi­to alla tem­per­atu­ra di 14°-15° e va con­suma­to fres­co entro la pri­mav­era suc­ces­si­va all’anno di pro­duzione. In Italia la pro­duzione del vino nov­el­lo è in costante cresci­ta: quest’anno dalle can­tine ne usci­ran­no qualche cosa come 19 mil­ioni di bot­tiglie con un incre­men­to del 7,1 per cen­to rispet­to alla pro­duzione del­lo scor­so anno. Il Vene­to con i 6 mil­ioni di bot­tiglie è il mag­gior pro­dut­tore, segui­to dal­la Toscana con tre mil­ioni e tre­cen­tomi­la bot­tiglie, dal Trenti­no e dall’Emilia-Romagna. Sig­ni­fica­ti­vo l’incremento del Sud e delle Isole (»7,5) dove a primeg­gia­re res­ta la Sardeg­na con più di un mil­ione di bottiglie.

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