Mentre la Navigarda per ora non risente del problema-siccità. Dalle 7 alle 22 ne è vietato l’utilizzo in strade e giardini

Razionata l’acqua potabile

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

Un uomo stringe una can­na per innaf­fi­are il pro­prio gia­rdi­no ma un grande nodo impedisce all’acqua di scor­rere. E’ questo il sim­bo­lo del­la nuo­va cam­pagna con­tro lo spre­co dell’acqua avvi­a­ta dal Comune di Desen­zano pro­prio in questi giorni: «L’acqua pota­bile è un bene comune: non sprechi­amo­la». Il 7 giug­no il sin­da­co di Desen­zano ha emes­so un’ordinanza di divi­eto, fino al 15 set­tem­bre, dalle 7 alle 22 di uti­liz­zo dell’acqua pota­bile per innaf­fi­are orti, gia­r­di­ni e strade. Chi non rispet­ta il provved­i­men­to sarà puni­to con una mul­ta che va da 25 a 200 euro e, in caso di par­ti­co­lare grav­ità, sarà sospe­sa l’erogazione dell’acqua pota­bile. Nel frat­tem­po c’è chi pen­sa a soluzioni alter­na­tive, come nel caso dell’assessore all’Ambiente Mau­ro Guer­ra. «Sti­amo stu­dian­do un prog­et­to per recu­per­are l’acqua pio­vana che per­me­t­ta di innaf­fi­are i gia­r­di­ni, ma quel­lo che man­ca è però un prog­et­to d’insieme. Anche se non pos­si­amo anco­ra par­lare di allarme, abbi­amo già inizia­to a sen­si­bi­liz­zare la cit­tad­i­nan­za al risparmio e a un uso con­sapev­ole dell’acqua pota­bile». E in questi giorni è già emer­gen­za sic­c­ità. Pre­oc­cu­pati soprat­tut­to gli agri­coltori del Bas­so Gar­da, che temono per i pro­pri rac­colti. L’asta grad­u­a­ta su Ponte vec­chio ha toc­ca­to ‑90 cen­timetri, 10 in meno rispet­to alla scor­sa set­ti­mana. Nel frat­tem­po si sono già com­piu­ti alcu­ni lavori, come il raschi­a­men­to delle alghe in local­ità «Zat­tera», dove il liv­el­lo del lago è molto bas­so. Per nul­la pre­oc­cu­pa­to il diret­tore del­la , Mar­cel­lo Cop­po­la: «Non bisogna allar­mare i tur­isti pri­ma del tem­po. Di acqua ce n’è anco­ra e, a parte il por­to di Castel­n­uo­vo, il servizio di non ha prob­le­mi. Cer­to non si può negare che la situ­azione stia peg­gio­ran­do, ma l’unico sca­lo che ci pre­oc­cu­pa è quel­lo di Peschiera, che prob­a­bil­mente dovrà essere dra­ga­to. Se sarà nec­es­sario comunque, adot­ter­e­mo il piano d’emergenza già sper­i­men­ta­to nel 2003».

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