L’intervento è stato condotto a più riprese a Punta San Vigilio, sulla sponda veronese

Recuperata una barcadagli abissi del lago

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

I Volon­tari del Gar­da han­no ripor­ta­to in super­fi­cie un’imbarcazione affon­da­ta in agos­to, che si trova­va alla pro­fon­dità di 180 metri! Un record, dato che nes­suno era mai rius­ci­to in un’impresa sim­i­le. Il recu­pero è avvenu­to per mer­i­to del nucleo som­moz­za­tori, guida­to da Mau­ro Fusato, in local­ità San Vig­ilio a Gar­da, sul­la spon­da veronese.L’unico inter­ven­to sim­i­le, tra l’altro ese­gui­to a poche decine di metri di dis­tan­za, fu oper­a­to da Ange­lo Mod­i­na nel 2005, con la col­lab­o­razione dei Volon­tari. Allo­ra si scese a ‑128 metri. Sta­vol­ta si è fat­to di più.«IL NATANTE, di sette metri, con motore fuori­bor­do, pro­pri­età di un noleg­gia­tore del­la riv­iera bres­ciana, era affonda­to sen­za vit­time o fer­i­ti — ricor­da Fusato -, dopo che un forte ven­to ave­va sor­pre­so l’equipaggio, facen­do imbar­care una grande quan­tità di acqua. For­tu­nata­mente altri tur­isti nei parag­gi ave­vano recu­per­a­to i naufraghi, pri­ma che il loro scafo scom­par­isse. Il relit­to giace­va in asset­to di su un fon­dale fan­goso al largo di Pun­ta S. Vig­ilio. L’operazione, che ha richiesto tre uscite pre­lim­i­nari ed una di recu­pero in super­fi­cie, ha vis­to l’impiego delle nuove attrez­za­ture donate dal­la Guardia Costiera. Si trat­ta di Vol­ga 2026, lan­cia di 12 metri e mez­zo des­ti­na­ta alla ricer­ca in pro­fon­dità, equipag­gia­ta con un sis­tema Sonar-tele­cam­era in gra­do di scan­dagliare aree di fon­dale fino a cen­to metri di rag­gio, e di un mez­zo teleguida­to dal­la super­fi­cie, dota­to di tele­cam­era e pin­za (Rov) che con­sente la visione degli obi­et­tivi ed even­tual­mente il loro aggan­cio in vista del recupero».CON L’AIUTO del sonar il relit­to è sta­to indi­vid­u­a­to dopo cir­ca quat­tro ore di scan­daglio. Nelle due uscite suc­ces­sive si è trova­to il modo di aggan­cia­re una cima che arrivasse fino alla super­fi­cie. L’altro giorno, lavo­ran­do con i som­moz­za­tori a — 35 mt., si è provve­du­to a riportare a gal­la l’imbarcazione. Fat­ta riemerg­ere dall’acqua, è sta­ta svuo­ta­ta ed infine traina­ta fino al por­to di partenza.«Questo inter­ven­to, uti­liz­za­to dai Volon­tari del Gar­da come test per ver­i­fi­care l’efficacia delle nuove attrez­za­ture, oper­a­tive dal­lo scor­so feb­braio — con­clude Fusato -, apre la stra­da ad un nuo­vo modo di inten­dere l’esplorazione dei fon­dali del lago. Con questi sis­te­mi è pos­si­bile ispezionare vaste aree a qual­si­asi pro­fon­dità, e andare a visu­al­iz­zare ogni obi­et­ti­vo poten­ziale. Il recu­pero di pun­ta San Vig­ilio ha com­por­ta­to molti prob­le­mi, vis­to che sarebbe un po’ come buttare una cor­da dota­ta di calami­ta dal novan­tes­i­mo piano di un gratta­cielo e cer­care di cat­turare una mon­eti­na al piano ter­reno! Siamo cer­ti che i fon­dali nascon­dano cose di cui nes­suno mai ha saputo o rac­con­ta­to, e che aspet­tano solo di essere scoperte».

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