A buon punto la sede della Protezione civile. Nell’edificio troverà posto anche la sezione degli alpini

Recupero dell’ex macello comunale

06/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

A Toscolano Mader­no sono a buon pun­to i lavori riguardan­ti la sis­temazione del­l’ex macel­lo, che diven­terà la nuo­va sede del­la e degli . Il cos­to com­p­lessi­vo del­l’in­ter­ven­to è di cir­ca 200 mila euro. La Soci­età gen­er­ali costruzioni si è aggiu­di­ca­ta la gara di appal­to con un rib­as­so del 7% sul prez­zo a base d’as­ta (135 mila euro), fir­man­do un con­trat­to di 127 mila euro. Prog­et­to redat­to dal respon­s­abile del­l’uf­fi­cio tec­ni­co comu­nale, architet­to Ste­fano Zil­iani. L’ed­i­fi­cio di via Belli­ni, a pochi metri dal tor­rente, risale al 1930. È inser­i­to in un con­testo ambi­en­tale di edilizia rada. Ha una for­ma rego­lare, a pianta quadra­ta, con una corte inter­na. La super­fi­cie cop­er­ta è di 267 metri qua­drati. I muri perime­trali sono in cal­ces­truz­zo mis­to a pietre e mat­toni. La cop­er­tu­ra, in las­tre ondu­late di cemen­to. Porte e finestre risul­tano degra­date, come pure le par­ti interne. Evi­den­ti i seg­ni di ced­i­men­to strut­turale. Sta­to di con­ser­vazione assai sca­dente. A lun­go uti­liz­za­to per la macel­lazione degli ani­mali, l’im­mo­bile è sta­to poi adibito dal comune a parcheg­gio degli automezzi e a mag­a­zz­i­no. Per un cer­to peri­o­do, in pas­sato, ser­vi­va da «iso­la eco­log­i­ca»: lì veni­vano con­vogliati (per alcune ore) i sac­chi delle immon­dizie, rac­colti dai cas­sonet­ti, per essere inviati alla dis­car­i­ca. Col risul­ta­to di trasfor­mar­si in un ricetta­co­lo di spor­cizia, e in un carosel­lo di topi. Vivaci, a suo tem­po, le polemiche soll­e­vate dagli abi­tan­ti, e numerose le denunce spedite alla mag­i­s­tratu­ra. Il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione prevede di mod­i­fi­care le des­ti­nazioni interne, for­man­do un sop­pal­co con uti­liz­zo di putrelle, e suc­ces­si­va dis­po­sizione di un doppio assi­to, in larice. Demoli­to il solaio, ver­rà for­ma­ta una nuo­va cop­er­tu­ra. Le nuovi sedi degli alpi­ni e del­la pro­tezione civile, cias­cu­na con ingres­so autonomo, avran­no seg­rete­ria, uffi­cio, sala riu­nioni, sop­pal­co per l’archiv­io, mag­a­zz­i­no, due servizi igien­i­ci e altret­tante doc­ce doppie. La corte inter­na comune prevede il ripristi­no del­la pavi­men­tazione in ciot­toli, un nuo­vo mar­ci­apiede e la creazione di alcu­ni posti auto. Le aper­ture sui muri non saran­no alter­ate, tranne una por­ta di 210 cen­timetri x 90, già esistente e suc­ces­si­va­mente tam­pona­ta, che ver­rà ripristi­na­ta, rispet­tan­do le dimen­sioni orig­i­nar­ie. I lavori, come det­to, sono in fase avan­za­ta. Risis­tem­ato l’ed­i­fi­cio e posa­ta la rete delle tubazioni di scari­co, entr­eran­no in azione gli alpi­ni e gli uomi­ni del­la Pro­tezione civile. Gli impianti elet­tri­ci, idrauli­ci, di riscal­da­men­to e san­i­tari sono a loro cari­co. Sul retro del fab­bri­ca­to rimar­rà il fab­bri­ca­to comu­nale, che occu­pa una super­fi­cie com­p­lessi­va di 138 metri quadrati.

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