Regione Lombardia: sì alla cattura di uccelli selvatici ai fini di richiamo e al prelievo di storni

22/06/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Sono autor­iz­zate le cat­ture di cese­na, mer­lo, tor­do bot­tac­cio e tor­do sas­sel­lo a fini di richi­amo e il pre­lie­vo di storni per pre­venire dan­ni alle col­ture agri­cole. Queste le novità che oggi la Giun­ta Regionale di cui fac­cio parte ha approva­to — ha dichiara­to l’assessore Regionale Mau­ro Paroli­ni -. Si trat­ta di provved­i­men­ti che inter­esser­an­no il mon­do vena­to­rio bres­ciano. Per­me­t­ter­an­no, infat­ti, un pre­lie­vo respon­s­abile e rispet­toso dell’ambiente, delle norme Europee e delle richi­este che giun­gono dal mon­do agri­co­lo e vena­to­rio.”

La delib­era che, attra­ver­so le Province, mira a rein­te­grare le dotazioni per la cac­cia con apposta­men­to fis­so è il risul­ta­to migliore che si pote­va ottenere oggi. Cer­to è pos­i­ti­vo il fat­to che anche quest’anno è utor­iz­za­ta la cat­tura di richi­a­mi vivi, nec­es­sari per l’esercizio del­la cac­cia da apposta­men­to fis­so. Però è poco coer­ente, anche sot­to il pro­fi­lo logi­co, che la Com­mis­sione Euro­pea e l’ISPRA obb­ligh­i­no le Regione ad una pro­gram­mazione pluri­en­nale delle cat­ture, con una riduzione pro­gres­si­va delle stesse, men­tre la Diret­ti­va uccel­li prevede che ques­ta e altre deroghe deb­bano essere annu­ali.

L’incontro del set­tem­bre scor­so con la Direzione Gen­erale Ambi­ente del­la Com­mis­sione Euro­pea, da me pro­mosso, ha aper­to uno spi­raglio sul­la cac­cia del tor­do, del­la pep­po­la e del fringuel­lo. E’ nec­es­sario doc­u­mentare sci­en­tifi­ca­mente l’assenza di alter­na­tive alla cac­cia in dero­ga sulle basi di moti­vazioni cul­tur­ali e delle tradizioni dei luoghi, pre­tenden­do poi dall’ISPRA che fac­cia il suo dovere e for­nisca i dati la cui pro­duzione rien­tra tra i suoi com­pi­ti isti­tuzion­ali.”

Il provved­i­men­to di oggi autor­iz­za le Province ad effet­tuare la cat­tura di uccel­li sel­vati­ci per la ces­sione ai cac­cia­tori ai fini di richi­amo da uti­liz­zarsi nel­la cac­cia da apposta­men­to. Le specie cat­tura­bili sono: cese­na (Tur­dus pilaris), mer­lo (Tur­dus meru­la), tor­do bot­tac­cio (Tur­dus philome­los) e tor­do sas­sel­lo (Tur­dus ili­a­cus). La nor­ma sta­bilisce il numero mas­si­mo di uccel­li cat­tura­bili, sud­di­vi­so per specie e per

provin­cia. La cat­tura potrà essere effet­tua­ta dal 21 set­tem­bre al 31 dicem­bre 2014, da un’ora pri­ma dell’alba al tra­mon­to, con l’impiego di richi­a­mi vivi apparte­nen­ti alle specie che si inten­dono cat­turare, in impianti fis­si a reti ver­ti­cali con maglia non infe­ri­ore a 32 mm. E’ pre­vis­to il numero mas­si­mo, sud­di­vi­so per specie, di uccel­li cat­tura­bili da ogni Provin­cia. Lo stes­so ente dovrà provvedere ai con­trol­li e alla vig­i­lan­za.

Diver­sa è invece la dis­po­sizione che autor­iz­za il pre­lie­vo di esem­plari apparte­nen­ti alla specie

storno (Stur­nus vul­garis), al fine di pre­venire gravi dan­ni alle col­ture agri­cole, nel rispet­to

dei tem­pi e modi pre­visti dal­la vigente dis­ci­plina nazionale e regionale in mate­ria di attiv­ità

vena­to­ria e dalle pre­scrizioni del parere ISPRA. Il pre­lie­vo potrà essere effet­tua­to nel peri­o­do

com­pre­so tra il 21 set­tem­bre 2014 e il 31 otto­bre 2014 ed esclu­si­va­mente nei vigneti, uliveti

e frut­teti in pre­sen­za del frut­to pen­dente e del con­tem­po­ra­neo uti­liz­zo di meto­di incru­en­ti

di dis­sua­sione, nonché in prossim­ità degli stes­si per un rag­gio di 100 metri, local­iz­za­ti nei

seguen­ti comu­ni: Adro, Bedi­z­zole, Bot­ti­ci­no, Bres­cia, Capri­o­lo, Cas­tenedo­lo, Caz­za­go San

Mar­ti­no, Cel­lat­i­ca, Colle­beato, Cologne, Con­ce­sio, Corte Fran­ca, Desen­zano, Erbus­co,

Gam­bara, Gavar­do, Gus­sa­go, Lona­to del Gar­da, Maclo­dio, Maner­ba del Gar­da, Pader­no,

Pas­sir­a­no, Polpe­nazze, Poz­zolen­go, Provaglio D’Iseo, Pueg­na­go, Roden­go, Rova­to, Saiano,

Salò, Sirmione.

Il provved­i­men­to si riv­olge ai cac­cia­tori res­i­den­ti in Lom­bar­dia iscrit­ti negli ambiti ter­ri­to­ri­ali

di cac­cia e nei com­pren­sori – con­clude Paroli­ni — ogni cac­cia­tore potrà prel­e­vare fino

a un mas­si­mo di 20 capi gior­nalieri e di 100 capi com­p­lessivi per l’intero peri­o­do e dovrà

anno­tare i capi prel­e­vati sul tesseri­no vena­to­rio e sulle schede di mon­i­tor­ag­gio.”

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