AI via l'applicazione del «regolamento comunale per un controllo, il contenimento e l'abbattimento delle emissioni sonore».

Regolamentata la musica all’aperto

05/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

AI via l’ap­pli­cazione del «rego­la­men­to comu­nale per un con­trol­lo, il con­teni­men­to e l’ab­bat­ti­men­to delle emis­sioni sonore». Dopo la recente approvazione del­la nuo­va nor­ma­ti­va in con­siglio comu­nale ora, con una riu­nione pub­bli­ca di qualche giorno fa, l’am­min­is­trazione gui­da­ta dal sin­da­co Alber­to Vedovel­li ha pre­sen­ta­to uffi­cial­mente le «regole» per pot­er far musi­ca durante la sta­gione tur­is­ti­ca. «In questo modo ha illus­tra­to üpri­mo cit­tadi­no — vogliamo sen­tire il parere delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria per dis­cutere ed even­tual­mente recepire pro­poste pri­ma del via lib­era defin­i­tive all’ap­pli­cazione del nuo­vo rego­la­men­to». «In prat­i­ca — ha illus­tra­to il vicesin­da­co Gior­gio Bonol­di al numeroso pub­bli­co inter­venu­to, com­pos­to preva­len­te­mente da baristi, ge-storid’al­ber­go, gela­terie e pub­bli­ci eser­centi vari — la musi­ca dal vivo all’ester­no dei locali sarà con­sen­ti­ta, con il lim­ite dei 55 deci­bel, fino alle 23.30». Dopo quest’o­rario, si potrà fare musi­ca solo dietro speci­fi­ca autor­iz­zazione del sin­da­co, in occa­sione di par­ti­co­lari man­i­fes­tazioni, e comunque con una richi­es­ta di dero­ga moti­va­ta. Gli eser­centi inoltre dovran­no adeguar­si alla nor­ma­ti­va con una sor­ta di cer­ti­fi­cazione, emes­sa da ditte spe­cial­iz­zate, ehe garan­ti-sca il rispet­to dei deci­bel imposti. Per far questo, gli appa­rati musi­cali dovran­no essere «tarati» e bloc­cati per non super­are le emis­sioni sonore con­sen­tite. Dopo le 23.30 invece, nei bar, pub e quan­t’al­tro ci potrà essere musi­ca sola­mente a porte e finestre ben chiuse, «in modo da non dis­tur­bare, specie in cen­tro stori­co, res­i­den­ti, tur­isti e ospi­ti di alberghi». Una nor­ma­ti­va sul­la car­ta piut­tosto restrit­ti­va insom­ma, dato ehe 55 deci­bel equiv­al­go­no al rumore prodot­to da una con­ver­sazione a tono di voce medio-ele­va­to, ma ehe di fat­to «non intro­duce grosse dif­feren­ze rispet­to al pas­sato». Questo aspet­to comunque, è sta­to accetta­to di buon gra­do dagli eser­centi, ehe invece sono rimasti molto più «per­p­lessi», ed ale­u­ni anche «con­trariati», su un’al­tra novità per l’es­tate Duemi­la, e cioe quel­la rel­a­ti­va al plateati­ci. «A Tor­ri — ha illus­tra­to anco­ra Bonol­di — abbi­amo la nor­ma­ti­va meno restrit­ti­va di tut­ti i pae­si del lago. Ovunque infat­ti, si puö restare ai tavoli­ni dei bar solo fino all’u­na di notte. Dopo di ehe, i cli­en­ti ven­gono «invi­tati» a trasferir­si all’in­ter­no dei locali. Da noi fino­ra invece, il plateati­co pote­va essere sfrut­ta­to fino alle due del mat­ti­no». Di qui, l’idea di «adeguar­si», con una parziale restrizione del tem­po di per­ma­nen­za, a quan­to sta­bil­i­to nei pae­si vici­ni. D’o­ra in poi, all’u­na e trenta invece che alle due, i baristi dovran­no smet­tere di servire da bere ai tavoli esterni, ma dovran­no anche con­tem­po­ranea­mente far «spostare» gli avven­tori all’in­ter­no dei locali. Cosa ques­ta, accol­ta non sen­za malu­mori da una parte dei gestori pre­sen­ti, che han­no lamen­ta­to la «dif­fi­coltà di appli­cazione del­la nor­ma­ti­va». dato che «non si pos­sono costrin­gere i cli­en­ti a spostar­si all’in­ter­no del locale per con­sumare una bibi­ta, servi­ta mag­a­ri pochi minu­ti pri­ma», e «nè impedire loro di uscire dal locale con i bic­chieri in mano, dopo l’u­na e trenta». Dopo ani­ma­ta dis­cus­sione, si e deciso in prat­i­ca per l’ap­pli­cazione del­la nor­ma­ti­va, che quin­di di fat­to va a ridurre di trenta minu­ti le pre­sen­ze sui plateati­ci dei locali. Vedremo perö se, come pare prob­a­bile, almeno per i pri­mi tem­pi, le autorità pre­poste al con­trol­lo del rispet­to dei lim­i­ti saran­no propense a non sanzionare imme­di­ata­mente gli eser­centi, nei caso di «accetta­bili e non reiterati ritardi».