Stasera convegno a Calmasino

Regole e segreti del Bardolino vino «garantito»

19/09/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
a.j.

Il riconosci­men­to del­la Denom­i­nazione di orig­ine con­trol­la­ta e garan­ti­ta (Docg) dei vini supe­ri­ore è avvenu­to in piena estate con un decre­to. Per infor­mare i pro­dut­tori dell’attestazione di par­ti­co­lare pre­gio asseg­na­ta alla pro­duzione del Bar­dolino, pri­mo e uni­co rosso del Vene­to a Docg, il Con­sorzio tutela in col­lab­o­razione con l’Associazione Poliedro di Cal­masi­no han­no orga­niz­za­to un con­veg­no in pro­gram­ma stasera alle ore 20.30 alla sala del Grup­po ital­iano vini di Cal­masi­no, con rela­tori: Lan­fran­co Paronet­to che si sof­fer­merà su «I nuovi prob­le­mi eno­logi­ci del mer­ca­to inter­nazionale» e Jacques Rousseau che si sof­fer­merà sul­la «Mat­u­razione feno­li­ca dell’uva Bar­dolino supe­ri­ore Docg». Entram­bi i rela­tori, otti­mi conosc­i­tori delle poten­zial­ità pro­dut­tive del Bar­dolino e dell’evoluzione del mer­ca­to vini­co­lo mon­di­ale non mancher­an­no quin­di di dare delle impor­tan­ti indi­cazioni per ottimiz­zarne la pro­duzione. «Per cor­rispon­dere alle aspet­ta­tive di piacere dei con­suma­tori ed esprimere la natu­ra vocazionale dei ter­reni Docg», antic­i­pa Giuseppe degli Alber­ti­ni pres­i­dente del Con­sorzio tutela vino Bar­dolino «occorre che ogni chic­co di ogni grap­po­lo, di ognuna delle vigne selezion­ate sia ben maturo, in modo da ottenere aro­mi frut­tati, speziati, con mor­bidez­za in boc­ca, quan­to l’evoluzione del gus­to attuale sem­bra indi­care come carat­ter­is­tiche pref­eren­ziali di una Docg». La neces­sità quin­di di arrivare a ottenere un pre­ciso equi­lib­rio tra peso dell’uva e super­fi­cie di foglie esposte al sole attra­ver­so una «com­bi­na­ta scelta di ter­reni a bas­sa fer­til­ità, una den­sità suf­fi­ciente di piante per ettaro, una potatu­ra adat­ta­ta dei cep­pi che las­ci il numero gius­to di gemme per cep­po e per ettaro». A questi fat­tori chi­ave del pro­ced­i­men­to vini­co­lo va però affi­an­ca­to, pre­cisa degli Alber­ti­ni, il con­trol­lo rego­lare (oltre alle anal­isi chimiche di rou­tine) attra­ver­so l’assaggio «per capire gli ele­men­ti fini dell’uva, del mosto e del vino che fan­no la qual­ità e l’originalità di un vino Docg». Una pro­duzione mas­si­ma d’uva per­tan­to non supe­ri­ore ai 90 quin­tali per ettaro di vigne­to a cul­tura spe­cial­iz­za­ta e resa mas­si­ma di uva in vino non supe­ri­ore al 70 per cen­to. Il peri­o­do di affi­na­men­to del vino deve essere almeno di un anno a decor­rere dal pri­mo novem­bre dell’annata di pro­duzione, e quin­di con in com­mer­cio le prime bot­tiglie Bar­dolino con fascetta Docg a par­tire dal pri­mo novem­bre del prossi­mo anno. A con­clu­sione del con­veg­no saran­no con­seg­nati i diplo­mi di medaglia d’oro ai viti­coltori dell’undicesimo con­cor­so spuman­ti Doc veronesi.

Parole chiave: