Ospiterà il Centro studi sulla sostenibilità ambientale. Iniziato il recupero di alcuni locali per l’Università Cattolica

Resta il nodo del recupero complessivo dell’edificio. Spazio alla scie

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Pon­teg­gi e mura­tori attorno al castel­lo di Desen­zano: il cantiere è sta­to allesti­to l’altro ieri, dan­do gius­to l’illusione che sia inizia­ta la grande oper­azione di restau­ro dell’antica fortez­za. In realtà i lavori appe­na com­in­ciati riguardano solo una porzione lim­i­ta­ta dell’ala nordest, accan­to alla torre Speco­la, per sis­temare i locali che dovran­no ospitare il Cen­tro stu­di sul­la sosteni­bil­ità ambi­en­tale dell’ Cat­toli­ca di Bres­cia, in coabitazione con il lab­o­ra­to­rio sis­mo­logi­co dell’Istituto di geofisi­ca. Ques­ta porzione del castel­lo sarà insom­ma ded­i­ca­ta alla scien­za: si faran­no stu­di sull’atmosfera, sull’acqua del lago, sull’attività microsim­i­ca del sot­to­suo­lo eccetera. I lavori in cor­so (rifaci­men­to del tet­to, dei muri interni e degli impianti) coster­an­no 200 mila euro con con­tribu­ti del­la provin­cia e di altri enti, e si con­clud­er­an­no per la pri­mav­era. Res­ta val­i­da, intan­to, l’idea per il resto del casel­lo, dove il Comune prevede di real­iz­zare un teatro da 700 posti, sale con­gres­si e ambi­en­ti espos­i­tivi: per questo, però, ser­vono ben 10 mil­ioni di euro (che per ora man­cano) e non ci sono novità. Da non sot­to­va­l­utare, comunque, è l’apertura del cantiere sot­to la Speco­la, che creerà a Desen­zano un cen­tro di prim’ordine per gli stu­di ambi­en­tali. Oltre al cen­tro stu­di ambi­en­tali dell’, con base nei locali restau­rati dell’ala nordest del castel­lo nascerà innanz­i­tut­to la pri­ma rete sis­mi­ca del­la Lom­bar­dia, dove si rac­coglier­an­no i dati prove­ni­en­ti da cen­tra­line sis­miche sparse su tut­to il ter­ri­to­rio provin­ciale. Si potrà avviare il cen­tro di stu­di di lim­nolo­gia, ded­i­ca­to cioè all’acqua del lago e ali aspet­ti chimi­ci, fisi­ci bio­logi­ci dell’ecosistema lacus­tre, dota­to di una boa ocean­i­ca già acquis­ta­ta nei mesi scor­si dall’Istituto di geofisi­ca. «L’inizio dei lavori è una buona notizia ­ com­men­ta il pro­fes­sor Gian­fran­co Bertazzi, diret­tore dell’Istituto desen­zanese — E va dato atto all’amministrazione comu­nale dell’impegno e del­la sen­si­bil­ità dimostrate. Soprat­tut­to si potrà dar cor­so alla col­lab­o­razione con l’ Cat­toli­ca, di cui si par­la da tan­ti anni. Inoltre si potran­no espan­dere gli spazi dell’istituto, avvian­do le attiv­ità di ricer­ca e di pre­ven­zione sull’ambiente, la cui man­can­za cos­ti­tu­isce da sem­pre una grave lacu­na per la provin­cia di Bres­cia e per tut­ta la Lom­bar­dia». Nasce una cit­tadel­la del­la scien­za, dunque: questo è il des­ti­no di una parte (rel­a­ti­va­mente pic­co­la) del castel­lo. Per la restante parte del­la fortez­za le idee sono chiare, ma si res­ta in atte­sa dei tan­ti quat­tri­ni nec­es­sari che dovran­no arrivare da finanzi­a­tori pri­vati. Un tema, quel­lo del recu­pero del castel­lo più volte seg­nala­to vici­no ad una svol­ta, fino­ra sem­pre dis­at­te­sa. L’unica indis­crezione è che ci sareb­bero quat­tro o cinque impren­di­tori inter­es­sati alla par­ti­ta, e se son rose fiori­ran­no.

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