Restare o andare: cosa accadrà al gambling con la Brexit

29/11/2016 in Attualità
Di Redazione

Nel Reg­no Uni­to, a causa del­l’in­certez­za riguar­do all’ac­ces­so al mer­ca­to uni­co, sono a ris­chio il fat­tura­to (mil­iar­di di euro) e il pos­to di lavoro di migli­a­ia di addet­ti. La deci­sione di las­cia­re l’Unione Euro­pea ha gen­er­a­to un’in­ten­sa pre­oc­cu­pazione tra gli oper­a­tori del set­tore, che già guardano ad altre even­tu­ali sedi alter­na­tive alla fin qui appetibile Gran Bre­tagna, vista come luo­go per­fet­to per inve­stire e come sede per le imp­rese di i‑Gaming, come ful­cro inter­nazionale del com­mer­cio e del libero movi­men­to attra­ver­so i Pae­si del­l’U­nione Euro­pea.

L’in­certez­za è tut­ta su Gibil­ter­ra, sette chilometri di par­adiso fis­cale per l’in­dus­tria del­l’az­zar­do, orig­ine di licen­ze ingle­si che, qui rilas­ci­ate, val­go­no per lavo­rare nel­lo spazio comune. Sul­la Roc­ca incombe la richi­es­ta di co-sovran­ità da parte del­la Spagna, nonos­tante il 96% del­la popo­lazione abbia vota­to per il Remain: se ques­ta venisse con­ces­sa al paese iberi­co, sorg­erebbe il prob­le­ma degli addet­ti delle aziende di gam­ing, che si tro­vereb­bero a dover var­care una fron­tiera che la Spagna ha espres­so l’in­ten­zione di chi­ud­ere.

Per con­tin­uare a oper­are dal Reg­no Uni­to, le aziende inter­nazion­ali di gio­co online che vi han­no sede dovran­no con ogni prob­a­bil­ità aprire delle fil­iali in uno degli sta­ti mem­bri, il che implicherebbe entrare con una for­mu­la con­cor­da­ta o aderire allo Spazio eco­nom­i­co europeo (che com­prende tra gli altri Norve­g­ia e Islan­da). Per quan­to con­cerne la legge ital­iana sull’“adeguamento degli obb­lighi comu­ni­tari” – ricor­diamo che l’I­talia impone una rego­la­men­tazione rig­orosa del gio­co d’az­zar­do. L’AAMS (Ammin­is­trazione Autono­ma dei Monop­o­li di Sta­to) prevede che “gli oper­a­tori di giochi online e tito­lari di una licen­za siano soci­età con sede nel­lo Spazio eco­nom­i­co europeo (SEE) e che le infra­strut­ture tec­niche hard­ware e soft­ware, ded­i­cate alle attiv­ità ogget­to del­la licen­za appartengano ad un paese del­lo SEE.” In Italia fin dal 2011 i cas­inò online con licen­za AAMS, come Casino.com sono sta­ti rego­lar­iz­za­ti, in modo da favorire il gio­co legale.

Una buona alter­na­ti­va alle dif­fi­coltà gen­er­ate da una mag­giore lim­i­tazione di movi­men­to, norme e fat­turazione potrebbe essere Mal­ta, che dal­la Brex­it potrebbe trarre van­tag­gio con­sol­i­dan­do la sua posizione – forte del­l’au­tono­mia riso­lu­ta­mente volu­ta dal gov­er­no, che sec­on­do le dichiarazioni del pre­mier Joseph Mus­cat non pro­por­rà il ref­er­en­dum sul­l’us­ci­ta dal­l’Eu­ropa ma neanche accetterà impo­sizioni da Brux­elles. Dal­l’of­fer­ta di gio­co Mal­ta potrebbe spostar­si sem­pre più ver­so l’of­fer­ta di servizi. Sec­on­do i dati del 2015, pre­sen­tati dal­la Mal­tese Gam­ing Author­i­ty, il fat­tura­to com­p­lessi­vo è sta­to di 60,9 mil­ioni di euro, a fronte dei 58,4 mil­ioni del 2014, tra gio­co online e gio­co di ter­ra. Nonos­tante la perdi­ta dei suoi due mer­cati prin­ci­pali, Gran Bre­tagna e Italia, si è ver­i­fi­ca­to un aumen­to del numero delle licen­ze, orig­i­na­to da un miglio­ra­men­to e snel­li­men­to delle pro­ce­dure di asseg­nazione e dal con­sol­i­da­men­to delle infra­strut­ture del­l’In­for­ma­tion and Com­mu­ni­ca­tions Tech­nol­o­gy. Tut­to questo, uni­to all’in­de­boli­men­to di Gibil­ter­ra, uno dei suoi mag­giori com­peti­tors, garan­tisce a Mal­ta un futuro di pos­si­bili ottime oppor­tu­nità: l’al­ter­na­ti­va alla Brex­it?