Un contributo della Cariverona e la volontà dell’amministrazione per un intervento storico-musicale

Restaurato uno dei diecirarissimi organi di Trice

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«L’idea che ci ha moti­vati risiede nel fat­to che non avrebbe sen­so recu­per­are uno stru­men­to di così grande pre­gio per poi las­cia­r­lo iso­la­to a sé stes­so. L’organo del­la nos­tra par­roc­chiale è uno stru­men­to che la comu­nità deve conoscere per­ché solo così può capirne il val­ore e dunque apprez­zare il fat­to di aver­lo nel­la nos­tra cit­tad­i­na». Emil­ia Bres­sanel­li, diri­gente sco­las­ti­co di Castel­n­uo­vo, è tra i pro­mo­tori delle cel­e­brazioni per il restau­ro del­l’organo, costru­ito nel 1884 da George William Trice, un inglese di Cardiff fat­to trasferire in Italia, a Quar­to al Mare (Gen­o­va) con tut­ta la sua fab­bri­ca su insis­ten­za di molti musicisti e organologi.La sua opera di restau­ro in ter­ra castel­n­uovese rap­p­re­sen­ta una «rar­ità da tut­ti i pun­ti di vista», come sot­to­lin­ea sin­teti­ca­mente il mae­stro orga­naro Gior­gio Car­li, autore del recu­pero del­lo stru­men­to musicale.«Il fat­to è che gli organi Trice dovreb­bero esistere una deci­na di esem­plari o poco più», con­tin­ua la Bres­sanel­li, «di cui solo qual­cuno fun­zio­nante e recu­per­a­to allo splen­dore orig­i­nale com’è ora questo di Castelnuovo».«Il nos­tro isti­tu­to», pros­egue il diri­gente, «è sta­to il pri­mo a essere coin­volto con il prog­et­to “L’organo a scuo­la”, pro­pos­to dal mae­stro Mar­cel­lo Rossi, diplo­ma­to in organo e clav­icem­ba­lo ed apprez­za­to ese­cu­tore, com­pos­i­tore e docente pres­so Scuole verone­si di ogni grado».«Abbiamo così orga­niz­za­to, con il patrocinio del­l’am­min­is­trazione comu­nale, una serie di “lezioni con­cer­to” per i ragazzi del­la scuo­la sec­on­daria. Questi han­no potu­to apprez­zare sia la sto­ria del­l’organo, stru­men­to non “di moda” ma di grande impor­tan­za anche per la for­mazione dei musicisti, che le pecu­liar­ità di quel­lo pre­sente nel­la nos­tra chiesa».Rossi e Car­li han­no sve­la­to e illus­tra­to non solo la strut­tura inter­na del­lo stru­men­to ma i mec­ca­n­is­mi e le par­ti che deter­mi­nano il suo funzionamento.Il recu­pero del­l’organo di Castel­n­uo­vo è costa­to cir­ca 120 mila euro; la Fon­dazione Cariverona ha con­tribuito con un con­trib­u­to di 70 mila euro. La restante som­ma è sta­ta recu­per­a­ta «gra­zie all’im­peg­no dei fedeli, delle asso­ci­azioni e di quan­ti han­no cre­du­to nel­l’im­por­tan­za di un’­op­er­azione che è anche cul­tur­ale», sot­to­lin­ea don Eros Car­di­ni, par­ro­co di San Maria.«Mi fa molto piacere», aggiunge, «che sia sor­to questo comi­ta­to di volon­tari che ha dato vita a questo inten­so pro­gram­ma di cel­e­brazioni: un per­cor­so che per­me­t­terà all’organo di Trice e al suo recu­pero di diventare pat­ri­mo­nio ed orgoglio di tut­ti. L’au­gu­rio è che i nos­tri concit­ta­di­ni vogliano parte­ci­pare numerosi a questi momenti».«È già accadu­to troppe volte», inter­viene Mar­cel­lo Rossi, «che il recu­pero di un impor­tante stru­men­to si risol­va con la sod­dis­fazione di un ristret­to numero di esper­ti sen­za che poi la mag­gio­ran­za delle per­sone ne sia nep­pure a conoscenza».«Ecco allo­ra la nos­tra pro­pos­ta, con pro­tag­o­nista l’organo, stru­men­to “dif­fi­cile” e “severo” per eccel­len­za, che vuole far­si davvero stru­men­to “di” tut­ti e “per” tut­ti. Non solo uno stru­men­to per il “pub­bli­co” dei fedeli in Chiesa, spes­so di mero accom­pa­g­na­men­to del can­to litur­gi­co, ma anche uno stru­men­to da impara­re a conoscere ed apprez­zare come stru­men­to musi­cale di per sé oltre che in fun­zione di ele­vazione spir­i­tuale e intellettuale».