Il parroco sta sensibilizzando i cittadini

Restauri dell’organo appello alle famiglie

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ci vor­ran­no 150 mila euro per restau­rare l’organo del­la chiesa di San Felice che, in questi giorni, è sta­to smon­ta­to e trasporta­to a Dar­fo, pres­so una dit­ta spe­cial­iz­za­ta, la Chiminel­li. Ottenute in tem­pi rapi­di le nec­es­sarie autor­iz­zazioni (Soprint­en­den­za ai mon­u­men­ti stori­ci, vari uffi­ci del­la Curia, ecc.), il par­ro­co don Bruno Rossi ha lan­ci­a­to una cam­pagna di sen­si­bi­liz­zazione, invi­tan­do le famiglie a dare con­tribu­ti (che, tra l’al­tro, sono detraibili fis­cal­mente) o a con­cedere presti­ti. In un cer­to sen­so gli abi­tan­ti pos­sono «adottare» o «com­prare» una can­na dell’organo. Uno sfor­zo cui ven­gono chia­mate tutte le con­trade: Mon­tan­era, Pal­a­da, Pos­sa, Marce­na­go. Altri quat­tri­ni (130 mila) bisogn­erà spender­li per met­tere a nor­ma l’impianto elet­tri­co e il riscal­da­men­to. Un comi­ta­to oper­a­ti­vo, for­ma­to dal sin­da­co, avvo­ca­to Ambro­gio Flo­ri­oli, dal­lo stori­co Pier­lui­gi Maz­zol­di, da Mario Rosi­na, ex diret­tore di ban­ca, Giampiero Bac­co­lo, Ste­fano Borghi, Piera Bertan­za e Nor­ma Salvi­ni, ha pre­so in mano la situ­azione. E si attiverà anche pres­so enti, isti­tuzioni, ecc. Il pro­fes­sor Flavio Dassen­no, l’es­per­to chiam­a­to a gestire l’op­er­azione, ha spie­ga­to alla popo­lazione riu­ni­ta in chiesa che lo stru­men­to era piut­tosto malanda­to, e suon­a­va al 25–30% delle sue poten­zial­ità. Ormai l’anziano organ­ista (Dino Flo­ri­oli, papà del sin­da­co) e il suo aiu­tante fat­i­ca­vano a cavare musiche armo­niose e solen­ni. Il tim­bro era insom­ma diven­ta­to flebile e mal­in­con­i­co. Non bas­tasse, la can­to­ria ha com­in­ci­a­to a cedere, tan­to da richiedere una pun­tel­latu­ra provvi­so­ria. Dassen­no, che ave­va com­in­ci­a­to come criti­co su Bres­ciaog­gi e su alcune riv­iste milane­si, è diven­ta­to un’au­torità in mate­ria. Mae­stro-tito­lare, in cit­tà, nel­la chiesa di S.Giuseppe (e scel­to poi anche per il Duo­mo), ha inseg­na­to in numerosi con­ser­va­tori, diri­gen­do i lavori di restau­ro di ven­ti organi stori­ci a Ragusa, in Sicil­ia, e, come ispet­tore ono­rario del min­is­tero per i Beni cul­tur­ali, seguen­do gli inter­ven­ti più del­i­cati nelle provin­cie di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona. Assieme a Ugo Rava­sio, ha orga­niz­za­to le cel­e­brazioni per il 450esimo anniver­sario del­la nasci­ta di Gas­paro da Salò. Attual­mente è uno dei con­sulen­ti sci­en­tifi­ci per il restau­ro del­lo splen­di­do Anteg­nati del 1565, all’in­ter­no del­la basil­i­ca dei Gon­za­ga a Man­to­va. Il pro­fes­sore ha spie­ga­to che l’organo è nato in Egit­to, 700 anni pri­ma di Cristo. All’inizio ser­vi­va per spaventare i nemi­ci, poi per accom­pa­gnare le gare tra i glad­i­a­tori. «Questo di S.Felice — aggiunge — è opera del veronese Gae­tano Zan­fret­ta (peri­o­do 1894–97), che ha uti­liz­za­to par­ti del prece­dente Mon­te­san­ti del 1820, sit­u­a­to nel­la vec­chia chiesa. E’ com­pos­to da diec­im­i­la pezzi, tut­ti da cat­a­log­a­re. Le canne pesano dai 50 ai 70 chili. Fate un po’ voi il cos­to di ognuna, con­sideran­do che lo stag­no vale dalle 25 alle 27 mila lire, e il mate­ri­ale deve essere fuso, pial­la­to, taglia­to, salda­to. Alla som­mità ho nota­to degli squar­ci. Inoltre i tar­li han­no sca­v­a­to gal­lerie nelle assi. La ten­da che lo pro­tegge­va dal­la pol­vere è sta­ta tol­ta; forse ver­rà ripristi­na­ta. Il man­tice sarà ricostru­ito». I lavori in Val­ca­mon­i­ca dur­eran­no almeno 18 mesi. Alla fine bisogn­erà effet­tuare il col­lau­do e l’ac­cor­datu­ra, ris­mon­tan­do di nuo­vo il tut­to. Il par­ro­co, chiam­a­to scher­zosa­mente «don ter­re­mo­to» (una set­ti­mana dopo essere arriva­to dal­la spon­da veronese si è vis­to cadere tra i pie­di un grande quadro appe­na ricol­lo­ca­to alle pareti, poi ha com­in­ci­a­to a bar­col­lare la can­to­ria), spera che la gente di San Felice col­la­bori con gen­erosità.