Questa sera un poliziotto e giocatore di pallacanestro tenta di attraversare a nuoto il Garda tra Riva e Sirmione. La dietista: «L’ho ingrassato perché perderà almeno sei chili»

Resterà in acqua per più di 20 ore

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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Da qualche tem­po sta ingras­san­do a vista d’occhio, ma fra oggi e domani crede di perdere in un colpo solo sette o otto chili. Mira­coli dieto­logi­ci di un incal­li­to ghiot­tone? Mac­ché: è ques­tione di sport. Di nuo­to, per la pre­ci­sione. Fra oggi e domani un atle­ta poliziot­to di Riva del Gar­da, Chris­t­ian Sar­tori, ten­terà di attra­ver­sare a nuo­to il lago fra la cit­tad­i­na trenti­na e la peniso­la di Sirmione: cir­ca 50 chilometri d’acqua. Per immagazz­inare energie suf­fi­ci­en­ti ha segui­to una dieta ipercalor­i­ca: ha assun­to tut­ti i giorni dalle 5.000 alle 7.000 calo­rie. L’obiettivo è aumentare la mas­sa gras­sa del cor­po, che nel giorno del­la tra­ver­sa­ta deve ali­menta­re mus­coli e cervel­lo. Ne brucerà così tan­ta di ener­gia che alla fine sarà cala­to di sette o otto chili. Il tut­to sec­on­do le indi­cazioni del­la dietista-nutrizion­ista di orig­ine polac­ca Ali­na Sud­er. Non res­ta che augu­rar­gli buona for­tu­na, anche per­ché se fos­se costret­to a dare for­fait, quei chili che ha mes­so su come se li cava di dos­so? Il nuo­ta­tore che ten­terà la mara­tona nata­to­ria, è un trentaduenne agente di polizia in servizio pres­so il com­mis­sari­a­to rivano. Gio­ca anche a bas­ket: mili­ta in C2, nel Giesse Riva. Del ces­tista ha la staz­za: 1 metro e 92 d’altezza, un gigante. Da un mese e mez­zo si allena dura­mente: tre giorni di nuo­to (quindi­ci chilometri alla vol­ta) e uno di moun­tain bike. Entr­erà in acqua ques­ta sera , ver­so le 19, per cer­care di rag­giun­gere le a Sirmione. Indosserà muta e pinne, le stesse in uso da parte dei marò del battaglione San Mar­co. La muta è asso­lu­ta­mente nec­es­saria se si vuole restare a bag­no così a lun­go. E poi di notte la tem­per­atu­ra dell’acqua cala brus­ca­mente. Nuoterà a stile libero: 56 brac­ciate al min­u­to è il rit­mo che dovrebbe rius­cire a man­tenere per un’ora di fila, pri­ma di con­ced­er­si un breve risposo e ripar­tire per un’altra ora di nuo­to e così di segui­to per una venti­na d’ore. Nel­la lunghissi­ma nuo­ta­ta ver­rà accom­pa­g­na­to da tre canoe e da un cab­i­na­to. Avrà con sé i volon­tari dell’associazione trenti­na di sal­vatag­gio e del­la soci­età can­ot­tieri Vir­tus. Sul­la bar­ca sarà in fun­zione uno stru­men­to col­le­ga­to alla rete satel­litare, per dare le coor­di­nate direzion­ali. «Non inten­do bat­tere nes­sun record», ha det­to Sar­tori ‚« ma con­to di rius­cire nell’attraversata in un tem­po fra le sedi­ci e le ven­tidue ore». Nell’agosto del ’61 il vicenti­no Wal­ter Destavola ave­va per­cor­so lo stes­so trat­to in 27 ore. Pri­ma di lui il padovano Amoret­ti ci ave­va mes­so 23 ore e 52 minu­ti. Tem­pi enor­mi rispet­to alle 21 ore e 58 minu­ti imp­ie­gati nel giug­no ’97 da Mar­co Battag­gia, croupi­er al cas­inò di Venezia per mestiere e nuo­ta­tore estremo per pas­sione, per tra­ver­sare i 60 chilometri di lago fra Riva e Desen­zano, lot­tan­do anche con­tro il tem­po­rale. Nell’ottobre ’99 Mar­tin Streel, record­man mon­di­ale di nuo­to su dis­tanze estreme, a nuotare fra Riva e Desen­zano ci mise «solo» 21 ore e 25 minu­ti. Andò avan­ti zigza­gan­do, sposta­to dalle cor­ren­ti: si cal­colò che avesse super­a­to i set­tan­ta chilometri. Cor­ren­ti e stanchez­za sono malan­drine: nell’87 un avvo­ca­to barese era fini­to a Lazise, sul­la spon­da veronese, anziché a Desen­zano: ave­va per­so l’orientamento.

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