Gli archeologi scandaglieranno il sottosuolo

Resti romani alle Pozze. Al via campagna di studi

16/04/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Il sot­to­suo­lo di Lona­to ed in par­ti­co­lare la local­ità Pozze, un’area fra S. Zeno, S. Mar­ti­no e Moli­ni, sarà sot­to­pos­to per un anno ad una appro­fon­di­ta anal­isi «geo­radar». Obi­et­ti­vo dell’indagine arche­o­log­i­ca sco­prire la Lona­to romana di un tem­po. Il sot­to­suo­lo nascon­derebbe infat­ti i resti di un grande inse­di­a­men­to e forse trac­ce più antiche risalen­ti alla preis­to­ria. Il sin­da­co, Moran­do Peri­ni, con­fer­ma che è sta­ta pre­sa un’apposita delib­era con la quale viene approva­to un accor­do con il Dipar­ti­men­to di geolo­gia, pale­on­tolo­gia e geofisi­ca dell’ di Pado­va, per uno stu­dio com­p­lessi­vo ed appro­fon­di­to del­la zona. Il prog­et­to di scan­dagliare nel det­taglio ques­ta area arche­o­log­i­ca non è comunque nuo­vo, ma affon­da le radi­ci agli inizi degli anni ’60, quan­do da alcune fotografie dei campi delle Pozze, com­plice un peri­o­do di forte sic­c­ità, si rilevò la pre­sen­za nel sot­to­suo­lo di strut­ture murarie. C’è poi una tesi di lau­rea, sem­pre sulle Pozze, con cui si è lau­re­ato pro­prio a Pado­va un cit­tadi­no lonatese, Dami­ano Scalvi­ni, che ha fra l’altro fonda­to anni fa, con altri appas­sion­ati l’associazione stori­co arche­o­log­i­ca «La Pola­da». La pri­ma cam­pagna di scavi venne con­dot­ta alla fine del 1962, dal­la Soprint­en­den­za alle anti­chità con risul­tati incor­ag­gianti. Le ultime indagi­ni, con stru­men­tazione geo­radar, sono state invece con­dotte tra il 1997 e il 2000. Nel 1990, durante alcu­ni sopral­lu­oghi e rel­a­tivi sondag­gi è sta­ta rin­venu­ta tra l’altro una mon­e­ta romana del IV sec­o­lo. Insom­ma, tan­ti seg­nali che fan­no com­pren­dere l’importanza di ques­ta oper­azione di ril­e­va­men­ti con la sper­an­za (ma l’aspetto eco­nom­i­co non sarà sec­on­dario) di arrivare ad una nuo­va ed este­sa cam­pagna di scavi. Nel frat­tem­po i nuovi dati ver­ran­no con­frontati e rielb­o­rati con quel­li già in pos­ses­so del­la Soprint­en­den­za alle Belle arti. Res­ta da sta­bilire cosa celi effet­ti­va­mente il sot­to­suo­lo di quest’area, sem­pre più lam­bi­ta da grossi inter­ven­ti res­i­den­ziali. Siamo di fronte a resti di una ? O invece alle fon­dazioni di un com­p­lesso rus­ti­co, arti­co­la­to su vari edifici?

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