Il «caso» Gardesana. Amministratori a confronto: gran lavoro in Comunità montana. Garantire il traffico è la priorità, ma c’è il nodo-gallerie

Riapertura, primo spiraglio

11/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Geolo­gi e politi­ci indaf­farati attorno alla . Sot­to l’aspet­to tec­ni­co, dopo il sopral­lu­o­go di ieri, i respon­s­abili del­l’Anas con­tat­ter­an­no ques­ta mat­ti­na la Prefet­tura di Bres­cia per stu­di­are forme e modi del­la chiusura a Nanzel, a sud di Limone. È prob­a­bile la vari­azione dei tem­pi di aper­tu­ra, che ver­reb­bero antic­i­pati. I sin­daci di Limone (Bat­tista Mar­tinel­li) e Tremo­sine (Diego Ardigò) han­no chiesto l’aper­tu­ra not­tur­na, sub­or­di­na­ta alla pre­sen­za di pat­tuglie che avran­no il com­pi­to di seg­nalare even­tu­ali smot­ta­men­ti e di bloc­care il traf­fi­co. Ver­rebbe, in questo modo, pro­l­un­ga­ta l’es­pe­rien­za col­lau­da­ta dal 22 dicem­bre fino a pochi giorni orsono, pri­ma che ripren­dessero i lavori dopo le ultime vacanze. L’Anas ha fis­sato la vig­ilia di Pasqua come data ulti­ma per com­pletare le opere ma, se non nascer­an­no altri intop­pi, si dovrebbe finire pri­ma. Al lavoro anche i politi­ci, ieri, in Comu­nità mon­tana . Il pres­i­dente Bruno Faus­ti­ni ha illus­tra­to le con­clu­sioni del­l’in­con­tro avvenu­to a Tren­to (Bres­ciaog­gi ne ha par­la­to nel­l’edi­zione di ieri) tra politi­ci bres­ciani gui­dati da Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia, e i col­leghi tren­ti­ni. Sul tap­peto la situ­azione di chiusura tra Limone e Riva. C’è il forte ris­chio che, men­tre si attende il nuo­vo tun­nel di 1250 metri, l’at­tuale 45 bis resti chiusa fino a metà del 2002. Antic­i­pare i tem­pi di lavoro, con inizio ad otto­bre, richiederebbe comunque dai dod­i­ci ai sedi­ci mesi, sem­pre che l’im­pre­sa esecutrice pos­sa uti­liz­zare l’at­tuale Garde­sana, sgom­bra da vet­ture. «La Comu­nità mon­tana ha com­mis­sion­a­to una per­izia geo­log­i­ca per inter­loquire con Tren­to anche sot­to l’aspet­to tec­ni­co e non solo politi­co», ha spie­ga­to il pres­i­dente Faus­ti­ni, che ha sog­giun­to: «Entro tre o quat­tro giorni, Provin­cia e Comu­nità mon­tana indicher­an­no un tec­ni­co qual­i­fi­ca­to da affi­an­care ad un pro­fes­sion­ista trenti­no nel­lo stu­dio delle con­dizioni del­la Garde­sana». Prospet­tive? «Si è par­la­to di mon­i­tor­ag­gio umano per­ma­nente del­la zona fra­nosa anche con l’ausilio di stru­men­ti tec­ni­ci, con aper­ture vig­i­late in alcune ore del giorno». L’oc­ca­sione è sta­ta utile per fare il pun­to anche sul­la situ­azione di alcune gal­lerie (in par­ti­co­lare i due chilometri di tun­nel a for­ma di ogi­va), che cre­ano non poche dif­fi­coltà al tran­si­to con­tem­po­ra­neo di due mezzi, specie se si trat­ta di bus. Faus­ti­ni ha snoc­ci­o­la­to alcune cifre: «Allargare la som­mità a ogi­va stret­ta costerebbe cir­ca 5 mil­ioni al metro, per una spe­sa totale di 7–10 mil­iar­di sui 2 chilometri. Si ten­ga con­to che 1 chilometro di gal­le­ria nor­male cos­ta attorno ai 25–30 mil­iar­di. Abbas­sare la stra­da di 50–70 cen­timetri costerebbe 1 mil­ione al metro, per un totale di un paio di mil­iar­di». Sono segui­te anal­isi di carat­tere politi­co: «Scon­ti­amo l’assen­za di per­son­ag­gi di grossa statu­ra polit­i­ca» (Rena­to Cobel­li, di Salò, che ha sol­lecita­to la con­vo­cazione del­l’assem­blea), men­tre Daniela Vas­sali­ni (Toscolano Mader­no) ha ricorda­to «la fram­men­tazione del ter­ri­to­rio e la dif­fi­coltà di per­cor­rerlo in modo nor­male. Ser­vono azioni for­ti da parte dei sin­daci e degli enti sovra­co­mu­nali». Gui­do Tosi (Limone) ha ricorda­to alcune cifre: «In questo momen­to a Limone sono aper­ti 24 cantieri edili che, per l’ap­provvi­gion­a­men­to, grav­i­tano sul Trenti­no. Non è pens­abile tenere fer­ma l’e­cono­mia di Limone, ma anche di Tremo­sine, Tig­nale e Gargnano». Risol­vere defin­i­ti­va­mente la ques­tione garde­sana richiede, è sta­to rib­a­di­to, un finanzi­a­men­to con una legge stra­or­di­nar­ia del­lo Sta­to (300–350 mil­iar­di). E la Cee? «Finanzia inter­ven­ti supe­ri­ori ai 100 mil­iar­di e per la Lom­bar­dia ce ne sarebbe al mas­si­mo uno — ha con­clu­so Faus­ti­ni — prover­e­mo». Altra promes­sa: Comu­nità mon­tana e la Provin­cia andran­no incon­tro, eco­nomi­ca­mente, alle famiglie di stu­den­ti e operai dan­neg­giate dal­l’in­ter­ruzione stradale.

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