Lungo la linea fortificatoria del monte Brione a Riva del Garda

Riapre forte Garda tutti i fine settimana fino a ottobre

02/06/2016 in Attualità
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Di Redazione

Con la pri­mav­era 2016, sono state ria­perte le for­ti­fi­cazioni del monte Brione a Riva del Gar­da, gra­zie a un pro­gram­ma coor­di­na­to tra MAG Alto Gar­da, Asso­ci­azione Trenti­no Sto­ria Ter­ri­to­rio, Grup­po S. Alessan­dro  e Ingar­da Trenti­no.
Dal 3 giug­no al 16 otto­bre 2016 inoltre, gra­zie al Sevizio per il sosteg­no e la val­oriz­zazione ambi­en­tale del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to e il Comune di Riva del Gar­da, forte Gar­da sarà vis­itabile ogni fine set­ti­mana dal ven­erdì alla domeni­ca dalle 10.00 alle 17.00 a ingres­so libero.

 

La linea fortificatoria dell’Alto Garda

Le opere for­ti­fi­ca­to­rie nel set­tore di Riva del Gar­da com­pren­dono la Tagli­a­ta del Ponale, il Forte Bellav­ista, la bat­te­ria sul­la spi­ag­gia, il Forte San Nicolò, il Forte Gar­da, la Bat­te­ria di Mez­zo, il Forte S. Alessan­dro, due bat­terie mor­tai sul Brione, il Forte Tombio ed i due For­ti di Nago.
Da parte ital­iana lun­go il con­fine non viene con­trap­pos­ta alcu­na opera per­ma­nente di carat­tere for­ti­fi­ca­to­rio, essendo il fronte piut­tosto avan­za­to rispet­to alle posizioni di parten­za e rite­nen­dosi suf­fi­ciente per far pres­sione con­tro la lin­ea aus­tri­a­ca il dominio diret­to del monte ed il sosteg­no di due grossi can­noni da Mari­na instal­lati a Mal­ce­sine e a Limone.
Lo sbar­ra­men­to dei for­ti altog­a­rde­sani aus­triaci viene a incernier­ar­si su un fronte abbas­tan­za com­pos­i­to che dal Doss del­la Tor­ta-Gavar­di­na scende alla Roc­chet­ta e quin­di attra­ver­sa la pia­nu­ra del Bas­so Sar­ca e si iner­pi­ca sul­lo Sti­vo e sul Creino, com­pren­den­do anche il capos­al­do di Mal­ga Zures, nel set­tore del Bal­do, impor­tante sbar­ra­men­to all’avanzata delle truppe ital­iane prove­ni­en­ti dal­la cima dell’Altissimo, da Doss Casi­na e da Doss Alto.

Descrizione itin­er­ario

Dal Forte San Nicolò si sale lun­go il Sen­tiero del­la Pace che, seguen­do la cres­ta del monte Brione, incon­tra Forte Gar­da pri­ma e la Bat­te­ria di Mez­zo poi.
Giun­ti alla Bat­te­ria di Mez­zo si imboc­ca la stra­da bian­ca fore­stale che scen­den­do incon­tra, sul pri­mo tor­nante, un sen­tiero che por­ta alla stra­da asfal­ta­ta del monte Brione (chiusa al traf­fi­co); si pros­egue fino ad trovare una stra­da bian­ca che sale leg­ger­mente a destra: da qui si arri­va a Forte S. Alessan­dro: si rimane sem­pre sul Sen­tiero del­la Pace fino ad arrivare al piaz­za­le dove ci sono le polver­iere: da qui si prende la stra­da asfal­ta­ta e la si riper­corre per intero, fino al pun­to di parten­za pres­so il por­to San Nicolò.
A par­tire dal­la rel­a­ti­va facil­ità con la quale nel­la pri­mav­era del 1848 le colonne dei Cor­pi franchi lom­bar­di rius­cirono a pen­e­trare nel Trenti­no Occi­den­tale, durante la Pri­ma guer­ra d’indipendenza, che si ripro­pose la ques­tione del pre­sidio delle val­late ver­so la pia­nu­ra Padana. Dal­la sec­on­da metà dell’’800 fino alla Pri­ma guer­ra mon­di­ale quan­do il Trenti­no diven­ta ter­ra di con­fine, ven­gono costru­ite cinque gen­er­azioni di for­ti­fi­cazioni, che mutarono al vari­are delle modal­ità di svol­gi­men­to del­la guer­ra.

Sen­tiero del­la Pace

Il Sen­tiero del­la Pace è un trac­cia­to che col­le­ga i luoghi e le mem­o­rie del­la Grande guer­ra sul fronte del Trenti­no, dal pas­so del Tonale alla Mar­mo­la­da, per una lunghez­za di oltre 350 chilometri. Questo stra­or­di­nario itin­er­ario venne real­iz­za­to unen­do sen­tieri ed ex strade mil­i­tari negli anni dal 1986 al 1990. Pro­tag­o­nisti del­la real­iz­zazione furono gli uomi­ni del Con­sorzio Lavoro Ambi­ente e del Servizio Ripristi­no e Val­oriz­zazione Ambi­en­tale del­la Provin­cia di Tren­to. E´ un per­cor­so con­trasseg­na­to da seg­navia con una colom­ba gial­la che attra­ver­sa le mem­o­rie ed i luoghi del con­flit­to per­me­t­ten­do ad ognuno di riflet­tere e med­itare.

Forte San Nicolò

Ubi­ca­to alle pen­di­ci del monte Brione pres­so l’omonimo por­to di Riva del Gar­da. Costru­ito fra il 1860 e il 1862, è sta­to poi amplia­to e rimod­er­na­to nel 1911/1912. Forte di pri­ma gen­er­azione, defini­to tagli­a­ta val­li­va: casamat­ta non arma­ta di pietra a vista ben lavo­ra­ta e calce; quan­do venne rimod­er­na­to venne usato il cal­ces­truz­zo arma­to. La sua fun­zione era quel­la di con­trol­lo del lago e del traf­fi­co tra Riva e Tor­bole: infat­ti era anche un esem­pio di tagli­a­ta con tan­to di por­tone di fer­ro che chi­ude­va la stra­da.
Forte Gar­da

Local­iz­za­to lun­go il Sen­tiero del­la Pace del monte Brione vici­no al Forte S. Nicolò. Venne real­iz­za­to fra il 1904 e il 1907. Forte Coraz­za­to (quar­ta gen­er­azione): di cal­ces­truz­zo arma­to, molto razionale all’interno per pot­er ospitare 150–200 uomi­ni, mime­tiz­za­to e ader­ente al ter­reno. Dal fos­sato di gola del forte parte una lun­ga gal­le­ria di cir­ca 300 metri, con scali­nate e pun­ti di osser­vazione sul­la parete del Brione. La sua fun­zione era sia difen­si­va che offen­si­va data la sua posizione alta­mente strate­gi­ca sul lago di Gar­da.

Bat­te­ria di Mez­zo

Sit­u­a­ta sul Sen­tiero del­la Pace del monte Brione nei pres­si delle antenne. Venne costru­i­ta fra il 1898 e il 1900. Forte di mon­tagna – Gebirgs­forts (terza gen­er­azione): for­ti­fi­cazione sui dos­si per­ché le tagli­ate non era­no più suf­fi­ci­en­ti al con­trol­lo del ter­ri­to­rio.
Una parte è in pietre squadrate, tra le quali alcu­ni grossi gran­i­ti, men­tre la cop­er­tu­ra è in cal­ces­truz­zo. Pote­va ospitare 100/150 uomi­ni.
Nel 1915 è sta­to dota­to di una lun­ga gal­le­ria molto capi­ente che por­ta­va ad osser­va­tori sul­la parete stra­pi­om­bante del Brione. Il Forte ser­vi­va a con­trol­lare la zona di Nago e del­la foce del fiume Sar­ca.

Forte Sant’Alessandro

Ubi­ca­to sul Sen­tiero del­la Pace del monte Brione all’estremità nord. Venne real­iz­za­to fra il 1880 e il 1881 e rimod­er­na­to in parte nel 1908 e nel 1911, quan­do fu dota­to di una stazione radiotelegrafi­ca e di una polver­iera. Forte in stile trenti­no o leg­gero (sec­on­da gen­er­azione): tale tipolo­gia si riscon­tra solo nel­la nos­tra regione; sono for­ti costru­iti su ter­reni con poche asper­ità e real­iz­za­ti in una for­ma gen­eral­mente sem­plice: l’edificio si svilup­pa più oriz­zon­tal­mente che ver­ti­cal­mente. Le artiglierie era­no poste all’aperto (in “bar­bet­ta”) e la guarni­gione pote­va arrivare a 50 uomi­ni. La sua fun­zione era quel­la di con­trol­lore la zona ver­so Arco e come sup­por­to per seg­nalazioni ottiche agli altri For­ti.

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