A S. Giovanni la benedizione del vescovo. L’associazione prende il posto delle suore della Sacra Famiglia

Riapre la scuola materna gestita da mamme e papà

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

«Spesse volte ci sen­ti­amo dire da qual­cuno a cui ci riv­ol­giamo per chiedere aiu­to che i sol­di sono fini­ti; mi rac­co­man­do a voi che almeno non fini­ate di fare bam­bi­ni». Con ques­ta bat­tuta, accom­pa­g­na­ta da un lun­go ed affet­tu­oso applau­so dei pre­sen­ti, il vesco­vo di Verona, Flavio Rober­to Car­raro, ha pre­ce­du­to il tradizionale taglio del nas­tro del­la rin­no­va­ta scuo­la mater­na par­i­fi­ca­ta S. Gio­van­ni, ret­to fino ad un anno fa dalle Suore del­la Sacra Famiglia ed ora da un’as­so­ci­azione di gen­i­tori. Il cor­tile del­la scuo­la mater­na ieri mat­ti­na era gremi­to di gen­i­tori, bam­bi­ni ed autorità, a tes­ti­mo­ni­an­za del­l’af­fet­to che, dopo oltre un sec­o­lo, anco­ra lega la popo­lazione del più anti­co rione di Desen­zano, Cap­o­later­ra, alle reli­giose ed alla strut­tura infan­tile. Oggi, al pos­to delle suore che han­no dovu­to sospendere l’at­tiv­ità per la crisi delle vocazioni, c’è appun­to la neona­ta asso­ci­azione gui­da­ta da Romano Micoli che, gra­zie all’im­peg­no del­la Curia, di bene­fat­tori e delle famiglie, ha potu­to met­tere mano alla ristrut­turazione del­l’ed­i­fi­cio. In questo modo il servizio educa­ti­vo intrapre­so più di un sec­o­lo fa dalle Suore del­la Sacra Famiglia a Cap­o­later­ra è sta­to rilan­ci­a­to. Per questo, nel suo breve inter­ven­to il Vesco­vo Car­raro ha avu­to parole di apprez­za­men­to per gli orga­niz­za­tori e per i gen­i­tori, ai quali ha ind­i­riz­za­to quel sim­pati­co e cris­tiano invi­to a non dimen­ti­care di far figli. La scuo­la mater­na S. Gio­van­ni offre un eccel­lente servizio: aper­tu­ra alle 7.30 e chiusura alle 18. Fino al 30 giug­no. Le sue porte sono aperte ad oltre 75 bam­bi­ni, ma anche a chi fre­quen­ta le ele­men­tari ed han­no neces­sità del doposcuo­la. La ret­ta base è di 98 euro men­sili, ma la direzione si ris­er­va di dare un aiu­to a quelle famiglie in par­ti­co­lari dif­fi­coltà eco­nomiche. Il menù viene con­trol­la­to ed approva­to dal­l’Asl di Bres­cia, i locali e gli impianti sono sta­ti tut­ti ristrut­turati sec­on­do i più mod­erni canoni pre­visti dalle norme di sicurez­za e di assis­ten­za infan­tile. Aule, sala men­sa, lab­o­ra­tori e servizi sono dis­tribuiti su tre piani, col­le­gati tra loro attra­ver­so scale ed ascen­sore. All’in­ter­no ci sono anche sale gio­co oltre allo spazioso cor­tile ester­no. I lavori sono durati più di un anno, ma sicu­ra­mente ne è val­sa la pena. L’asi­lo è, infat­ti, un pun­to di rifer­i­men­to per i gen­i­tori in una zona den­sa­mente abi­ta­ta ma anche per la tradizione che ha accom­pa­g­na­to per cen­t’an­ni le suore e il rione. Dopo aver cel­e­bra­to la mes­sa nel­l’at­tigua chiesa di S. Giuseppe, il vesco­vo, accom­pa­g­na­to da don Lui­gi Lim­i­na (oggi par­ro­co di Colom­bare di Sirmione) e da altri prelati, ha fat­to la sua apparizione nel cor­tile dove ad atten­der­lo c’er­a­no il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, gli asses­sori Maria Vit­to­ria Papa e Sil­via Colas­an­ti, il coman­dante del­la stazione luo­gote­nente Peruz­zo ed altre personalità.

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