Ricercatori a confronto sulle novità della fisica quantistica.

31/08/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
b.f.

Fisi­ca quan­tis­ti­ca: enig­ma incom­pren­si­bile, o qua­si. Per fare il pun­to sul­la ricer­ca, si tiene a Gargnano (nel­la sede stac­ca­ta del­la Statale di Milano, a Palaz­zo Fel­trinel­li) un impor­tante con­veg­no. Il tema: «Mis­teri, enig­mi e para­dos­si del­la fisi­ca quan­tis­ti­ca». Si trat­ta del­la quar­ta assise sull’argomento: la con­clu­sione è pre­vista per domani. L’organizzazione fa capo a Rodol­fo Boni­fa­cio, ordi­nario di fisi­ca atom­i­ca quan­tis­ti­ca all’ statale di Milano. Con lui col­lab­o­ra Pao­lo Tombe­si, ritenu­to il mas­si­mo esper­to ital­iano di «Quan­tum com­put­ing», un ramo del­la mate­ria. Boni­fa­cio è garde­sano di adozione: abi­ta nel bas­so lago. Illus­tra il con­veg­no attra­ver­so alcu­ni prin­cipi fon­da­men­tali del­la ricer­ca quan­tis­ti­ca. La ril­e­van­za dell’evento sci­en­tifi­co traspare dall’elenco dei nom­i­na­tivi dei ricer­ca­tori, a liv­el­lo mon­di­ale, che sono pre­sen­ti in riva al Gar­da. Tra gli inter­venu­ti agli incon­tri di Palaz­zo Fel­trinel­li c’è Ennio Ari­mon­do, dell’Università di Pisa, caposcuo­la di Fisi­ca in quel­la cit­tà. Dall’Inghilterra è giun­to Michael Berry, ricer­ca­tore del «caos quan­tis­ti­co». Insieme a lui, il con­nazionale Peter Knight, londi­nese dell’Imperial col­lege. Altra figu­ra di spic­co a liv­el­lo mon­di­ale è Her­bert Walther, del Max Plank Insti­tute di Mona­co di Baviera, il mas­si­mo isti­tu­ito di ricer­ca tedesco. Non ci sono pre­mi Nobel tra i pre­sen­ti, ma non man­cano gli aspi­ran­ti. Entrare nel mer­i­to dei temi in dis­cus­sione nel con­veg­no appare impre­sa ard­ua. La Fisi­ca quan­tis­ti­ca assume un fas­ci­no mis­te­rioso, che pre­sen­ta un volto diver­so a sec­on­da che le osser­vazioni avvengano a liv­el­lo micro­scop­i­co o macro­scop­i­co. In prat­i­ca, al micro­sco­pio accade ciò che l’ev­i­den­za sen­so­ri­ale non accetta nelle nor­mali con­dizioni e, nel pic­co­lo, avviene ciò che è ritenu­to impos­si­bile nel­la realtà conosci­u­ta. La stes­sa fisi­ca quan­tis­ti­ca si limi­ta a descri­vere quan­to accade, sen­za spie­gar­lo. Dif­fi­cile? «Molto più che dif­fi­cile — spie­ga Boni­fa­cio — Richard Fay­man, un ricer­ca­tore statu­nitense, sostenne che nes­suno capisce la fisi­ca quan­tis­ti­ca». Questo genere di ricer­ca sec­on­do Boni­fa­cio «potrebbe essere alla base di enor­mi riv­o­luzioni tec­no­logiche, ren­den­do le comu­ni­cazioni migli­a­ia di volte più veloci di quelle attuali» Un argo­men­to osti­co, ma perfi­no il grande Albert Ein­stein, che morì sen­za avere accetta­to la mec­ca­ni­ca quantistica.

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