Poprio quando sembrava che tra opposizioni e maggioranza del consiglio comunale di Arco ci fosse un timido riavvicinamento, è successo a quanto pare il patatrac.

Ricorso al Tar per i Consigli irregolari

22/02/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Cornalio Galas

Poprio quan­do sem­bra­va che tra oppo­sizioni e mag­gio­ran­za del con­siglio comu­nale di Arco ci fos­se un timi­do riavvic­i­na­men­to, è suc­ces­so a quan­to pare il pata­trac. E’ sta­to pre­sen­ta­to ricor­so al Tar sulle delibere (le vari­azioni di bilan­cio, mica si par­la di deci­sioni di poco con­to) che le mino­ranze con­sid­er­a­no adot­tate nel cor­so di sedute con­sil­iare con­vo­cate sen­za rispettare tut­ti i cris­mi. Insom­ma, non si scherza più. Tut­to questo, per assur­do, a fronte di una sor­ta di ammis­sione di pec­ca­to for­male, non sostanziale) da parte del pres­i­dente del con­siglio comu­nale arcense Mar­co Jop­pi. Che però avrebbe aspet­ta­to l’us­ci­ta dal­l’aula dei gior­nal­isti e di qualche con­sigliere — ques­ta l’ac­cusa mossagli — per ques­ta ester­nazione. E soprat­tut­to sarebbe rimas­to splen­di­da­mente solo nel­la sua richi­es­ta di pub­bli­co per­dono. Zit­ti sin­da­co, giun­ta e altri espo­nen­ti del­la mag­gio­ran­za. E così — a parte Euro­civi­ca e Castel­lo — tutte le altre forze politiche d’op­po­sizione han­no sot­to­scrit­to quel ricor­so più volte minac­cia­to ma fino­ra tenu­to nel cas­set­to. Spet­terà al Tar val­utare la legit­tim­ità o meno di quegli atti sui quali per­al­tro la Provin­cia ave­va già for­ni­to un parere legale, favorev­ole per cer­ti ver­si ai ricor­ren­ti. Con le nuove “regole”, però, si sa, non bas­ta il “ni”. Deve esser­ci un ricor­so appun­to al tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo regionale. Che ieri è par­ti­to rego­lar­mente alla vol­ta di Tren­to. Per la ver­ità non tut­ti era­no con­vin­ti di ques­ta azione. Anzi, tra le stesse oppo­sizioni i rap­p­re­sen­tan­ti di Euro­civi­ca ad esem­pio si era­no det­ti sod­dis­fat­ti delle “scuse”, sia pure tar­dive di lop­pi. Su ques­ta lin­ea a quan­to pare anche Mir­ri del Castel­lo. Qualche dis­tin­guo anche in altri grup­pi. Ma alla fine, pur con qualche defail­lance, ha preval­so la “lin­ea dura”. Res­ta da capire a questo pun­to che cosa suc­ced­erà nel­la con­feren­za dei capogrup­po. Quel­la fino a poche set­ti­mane fa di fat­to dis­er­ta­ta dalle mino­ranze, rimaste costan­te­mente sul­l’Aventi­no. E poi fre­quen­ta­ta solo dai rap­p­re­sen­tan­ti di Euro­civi­ca e del Castel­lo. “Cre­do che si deb­ba ripar­tire dal­la con­feren­za per miglio­rare non solo i rap­por­ti tra grup­pi in con­siglio, ma lo stes­so lavoro in aula — dice il pres­i­dente Jop­pi — tan­to più che mi pare ci sia disponi­bil­ità al dial­o­go, a val­utare sul piano oper­a­ti­vo, for­male, le esi­gen­ze di tut­ti. Cer­to, se ci si chi­ude a ric­cio, se preval­go­no i bizan­ti­nis­mi allora…”.Severino Bom­bardel­li (Arco Domani) ieri accen­na­va per­al­tro agli “atteggia­men­ti stiz­zosi” del capogrup­po dei Ds, che avreb­bero com­pli­ca­to viep­più le cose. De Lau­ren­tis (An) parla­va dopo la sedu­ta di ven­erdì di un pres­i­dente “las­ci­a­to solo, allo sbaraglio, prob­a­bil­mente per scari­care su di lui le colpe di tut­ti”. Su questo non è d’ac­cor­do evi­den­te­mente il sin­da­co Veronesi:“Presidente e sin­da­co rico­prono due ruoli ben dis­tin­ti in con­siglio. Sono d’ac­cor­do sul­l’in­ter­ven­to di Jop­pi. Anche per questo non sono inter­venu­to: avrei det­to le stesse cose. In ogni caso una vol­ta l’ac­cusa era quel­la di con­niven­za tra mag­gio­ran­za e pres­i­den­za del con­siglio. Adesso è esat­ta­mente quel­la oppos­ta. Forse è il caso che si met­tano d’accordo…”.

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