Inaugurata la mostra di disegni dei bimbi della Scuola S. Pellegrino E in reparto c'è il dottor Caputo come Patch Adams

Ricoverati in ospedale ma col sorriso

Di Luca Delpozzo
Castiglione delle Stiviere

Inau­gu­ra­ta ieri, nei locali d’in­gres­so del­l’ospedale S. Pel­le­gri­no, la mostra di dis­eg­ni dei bam­bi­ni del­la Scuo­la in Ospedale. Isti­tui­ta nel set­tem­bre del ’90 pres­so il repar­to di pedi­a­tria, la scuo­la offre ai pic­coli ricoverati uno spazio di attiv­ità ludi­co-educa­tive durante il ricovero.Spiega il pri­mario del repar­to Francesco Zani­ni: “L’ospedal­iz­zazione è un momen­to trau­mati­co per il bam­bi­no, in un con­testo seg­na­to dal­la malat­tia e dal­la sof­feren­za. Il lavoro, che con gli inseg­nan­ti del­la scuo­la abbi­amo con­di­vi­so in questi anni, ha cer­ca­to di inter­venire in par­ti­co­lare sul­l’ap­proc­cio al bam­bi­no ricov­er­a­to. La mostra ha rap­p­re­sen­ta­to per noi un’oc­ca­sione di ver­i­fi­ca di questo per­cor­so, che attra­ver­so le pro­duzioni dei bam­bi­ni ci ha con­sen­ti­to di cogliere l’e­lab­o­razione fat­ta del­l’es­pe­rien­za”. C’è un dis­eg­no, forse emblem­ati­co del­l’in­tera mostra, dove l’ospedale è raf­fig­u­ra­to come una casa dai col­ori cal­di, con vivaci ten­dine alla fines­tra e un bal­cone fior­i­to. Mer­i­to anche del­l’Am­bu­la­to­rio del Sor­riso, dove il Clown Celesti­no (il dot­tor Nico­la Rober­to Caputo, una sor­ta di Patch Adams cas­tiglionese) accoglie i ricoverati, con l’in­ten­to di creare un con­tat­to che esuli dai per­cor­si del­l’ospedal­iz­zazione: “L’o­bi­et­ti­vo è che nei bam­bi­ni non scat­ti l’i­den­ti­fi­cazione con la malat­tia e che ques­ta sia vis­su­ta come un fat­to tran­si­to­rio”. Il clown Cele­stone (il mae­stro Pao­lo Ghi­rar­di), invece, ha segui­to il prog­et­to mul­ti­cul­tur­ale, con­cretiz­zatosi in una rac­col­ta di testi, video e giochi, scelti per ricreare intorno ai bam­bi­ni la famil­iar­ità del­la loro cul­tura di prove­nien­za, vis­to che oggi le degen­ze riguardano per il 35% bim­bi stranieri. Non man­cano i lavori di ricer­ca com­par­a­ti­va, volti alla conoscen­za e allo scam­bio delle tradizioni, né l’at­ten­zione alla comu­ni­cazione con i famil­iari dei pic­coli, gra­zie all’at­tiv­ità di mem­bri del­la comu­nità d’o­rig­ine dei bam­bi­ni, che aiu­tano il mae­stro e gli oper­a­tori san­i­tari con la loro attiv­ità di medi­azione cul­tur­ale. Il repar­to è dota­to di dod­i­ci posti let­to per degen­ti ed altret­tan­ti per i gen­i­tori, men­tre altri otto posti let­to sono pre­visti in neona­tolo­gia, diret­ta­mente col­le­ga­ta all’oste­tri­cia dove per le mamme c’è la pos­si­bil­ità di tenere con sé i neonati.