La Comunità del Garda scrive al ministro chiedendo il ripristino del servizio per la prossima stagione turistica. «Motovedetta strumento indispensabile per sicurezza e situazioni di emergenza»

«Ridateci la Guardia costiera»

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Tornerà la motovedet­ta del­la a sol­care le acque lacus­tri garde­sane? La visti «gli otti­mi risul­tati e l’unanime gen­erale con­sen­so» con­se­gui­ti dal­la pre­sen­za sul lago dell’unità di pron­to inter­ven­to del­la Mari­na, ha già provve­du­to a richiedere il rin­no­vo del servizio per la prossi­ma sta­gione tur­is­ti­ca. La doman­da, sot­to­scrit­ta dal pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo anche a nome e per con­to degli Ammin­is­tra­tori pub­bli­ci e oper­a­tori pri­vati bena­cen­si, è già sul tavo­lo del min­istro per Infra­strut­ture e Trasporti, Pietro Lunar­di. «La pre­sen­za del­la Guardia Costiera e il pun­tuale inter­ven­to in moltissime occa­sioni», dice il pres­i­dente del­la Comu­nità del Gar­da nel­la let­tera, «han­no con­sen­ti­to, non solo di comu­ni­care tran­quil­lità e sicurez­za psi­co­log­i­ca a numerosi diportisti ma, soprat­tut­to, han­no rap­p­re­sen­ta­to un insos­ti­tu­ibile stru­men­to per le, purtrop­po, numerose situ­azioni d’emergenza e di soc­cor­so». Mongiel­lo ha trasmes­so il doc­u­men­to anche al coman­dante gen­erale delle Cap­i­taner­ie di Por­to ammi­raglio Euge­nio Sicurez­za, ai par­la­men­tari dell’area garde­sana e per conoscen­za ai pres­i­den­ti e asses­sori ai trasporti delle regioni Lom­bar­dia, Vene­to del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to e ai sin­daci dei Comu­ni riv­ieraschi, Lo scor­so anno infat­ti la motovedet­ta del Cor­po ha com­pi­u­to un’ottantina di uscite, ha soc­cor­so 40 per­sone e assis­ti­to 17 imbar­cazioni di vario tipo, per­cor­ren­do com­p­lessi­va­mente 1.800 miglia. Un servizio che è risul­ta­to «apprez­za­to», pun­tu­al­iz­za il pres­i­dente del­la Comu­nità nel chiedere il rin­no­vo dell’iniziativa per la prossi­ma sta­gione tur­is­ti­ca, «anche dalle altre isti­tuzioni oper­an­ti sul lago (Arma dei cara­binieri, Polizia di Sta­to, Guardia di Finan­za; Vig­ili del fuo­co e volon­tari) per le quali ha altresì cos­ti­tu­ito un utile pun­to di rifer­i­men­to e momen­to di col­lab­o­razione». La richi­es­ta del pres­i­dente Mongiel­lo, che va oltre il rin­no­vo del servizio in for­ma sper­i­men­tale e cioè nel peri­o­do esti­vo, ma ori­en­ta­ta all’obiettivo di con­seguire «una pre­sen­za sta­bile sul del­la Guardia Costiera, mag­a­ri poten­zi­a­ta in mezzi e risorse umane». Per arrivare a questo la Comu­nità coa­d­i­u­va­ta dai par­la­men­tari dell’area garde­sana, ha da tem­po pre­dis­pos­to e sol­lecita­to un provved­i­men­to leg­isla­ti­vo che non solo preve­da l’intervento del­la Guardia Costiera nelle acque interne (fiu­mi e laghi), ma anche lo isti­tuzion­al­izzi in for­ma per­ma­nente. E per affrontare in «modo com­pi­u­to la ques­tione» il pres­i­dente Mongiel­lo e il seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità han­no dato la loro disponi­bil­ità a un incon­tro a Roma, o, se oppor­tuno, sul Gar­da. Alvaro Joppi

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