In vigore su tutto il lago la normativa per la navigazione. In Trentino resta valido il divieto assoluto ai mezzi a motore

Ridotti i limiti di velocità e meno problemi per i sub

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Nel­la riu­nione svoltasi a Salò per i con­trol­li legati alle con­ces­sioni di boe, pon­tili, spi­agge e quan­t’al­tro (si trat­ta del cosìdet­to «extra­por­tuale»), cui han­no parte­ci­pa­to , e Vig­ili urbani delle varie local­ità riv­ierasche, si è accen­na­to anche del­la nuo­va dis­ci­plina del­la sul Gar­da, divenu­ta oper­a­ti­va su tut­to il lago dopo l’ap­provazione del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to. Con l’ar­ri­vo del­la bel­la sta­gione, i tur­isti com­in­ciano a met­tere in acqua i moto­scafi. E le affi­lano le armi per evitare scon­tri tra chi vuole provare l’eb­brez­za del­la veloc­ità e chi, invece, ama la tran­quil­lità (velisti, bag­nan­ti, appas­sion­ati di can­ot­tag­gio). Tra quan­ti si dan­no da fare per pub­bli­ciz­zare la nuo­va nor­ma­ti­va c’è , fun­zionario del­la Comu­nità (l’ul­ti­mo incon­tro lo ha effet­tua­to con gli stu­den­ti del­l’Is­ti­tu­to tec­ni­co «Bat­tisti» di Salò). Cere­sa spie­ga i cam­bi­a­men­ti appe­na entrati in vig­ore. La pro­tezione del­la fas­cia costiera, entro la quale i natan­ti a motore non pos­sono nav­i­gare, è ridot­ta a 300 metri dal­la riva (anzichè 500) e a 150 metri in alcune zone (il promon­to­rio di Sirmione — pun­ta Grotte, l’-Cavaz­za, il gol­fo di Salò). Il lim­ite mas­si­mo di veloc­ità è sta­bil­i­to in 20 nodi di giorno e 5 di notte, non più quin­di 22 e 10 nodi. Ven­gono rib­a­di­ti alcu­ni divi­eti di nav­igazione (negli spazi ris­er­vati alla bal­neazione, man­tenu­ti a can­neto o di ril­e­van­za nat­u­ral­is­ti­ca e arche­o­log­i­ca) e date indi­cazioni di carat­tere eco­logi­co (per la manuten­zione, il riforn­i­men­to e lo scari­co di rifiu­ti). Non è più pre­vista la pre­sen­za di una bar­ca di appog­gio per i sub che si immer­gono par­tendo dal­la spi­ag­gia. Lo sci nau­ti­co è con­sen­ti­to, dalle ore 8 alle 20, con tem­po favorev­ole e lago cal­mo, nelle acque dis­tan­ti almeno 500 metri dal­la riva. Proibito l’u­ti­liz­zo delle tav­ole a vela sul­la rot­ta dei mezzi di lin­ea, nei por­ti, ecc. Introdotte norme di com­por­ta­men­to per la sos­ta nelle zone por­tu­ali, sal­vo negli spazi autor­iz­za­ti. Non è pos­si­bile provo­care rumori supe­ri­ori a 60 deci­bel, mis­urati a ven­ti metri di dis­tan­za. Nel Trenti­no per­mane il divi­eto asso­lu­to alla nav­igazione a motore, ma sono state ampli­ate le cat­e­gorie di sogget­ti che pos­sono derog­a­re: forze del­l’or­dine, bat­tel­li pub­bli­ci non di lin­ea, pesca­tori res­i­den­ti nei comu­ni tren­ti­ni riv­ieraschi, velisti in entra­ta ed usci­ta dai por­ti (o in dif­fi­coltà). «Con la pub­bli­cazione del­la legge del­la Provin­cia autono­ma e la sua entra­ta in vig­ore — aggiunge Cere­sa in una nota dif­fusa sul notiziario del­la Comu­nità -, diven­gono effet­tive e vigen­ti le analoghe dis­po­sizioni delle leg­gi prece­den­te­mente approvate da (n. 20 del ’94) e Vene­to (n. 52 dell’89 e suc­ces­sive mod­i­fiche). Gli inter­es­si tute­lati riguardano la sicurez­za, la tutela del­l’am­bi­ente, lo svilup­po tur­is­ti­co. E’ oppor­tuno ril­e­vare, però, che non esistono indi­cazioni per quan­to riguar­da la pub­blic­ità del­la nuo­va nor­ma­ti­va, nè alcun finanzi­a­men­to. «Abbi­amo già fat­to pre­sente tale esi­gen­za. Occorre una cap­il­lare ed effi­cace divul­gazione, medi­ante stru­men­ti idonei. Noi ci siamo dati da fare, in occa­sione delle fiere di inizio anno. Ma pun­ter­e­mo soprat­tut­to sul­l’an­nuale con­veg­no con l’Adac (l’Au­to­mo­bil club tedesco), che si ter­rà l’8 maggio».