Procede il recupero dei terrazzamenti settecenteschi del «Castel» Il casello verrà trasformato in spazio museale

Rifiorisce l’antica limonaia

18/04/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Un inter­ven­to che ripro­por­rà a res­i­den­ti e tur­isti di oggi uno dei prin­ci­pali sup­por­ti del­l’e­cono­mia garde­sana di ieri: il gia­rdi­no di limoni. Un’­op­er­azione che prevede il recu­pero all’at­tiv­ità pro­dut­ti­va di alcune «còle» (ter­raz­za­men­ti) e la mes­sa a pun­to di un cen­tro didat­ti­co muse­ale all’in­ter­no del­l’an­ti­co casel­lo. Dif­fi­cile ipo­tiz­zare un migliore riscat­to per una delle più belle e più sig­ni­fica­tive limon­aie garde­sane, quel­la «del Castèl» che si tro­va nel­la parte set­ten­tri­onale del­l’abi­ta­to di Limone sul Gar­da. La strut­tura risale al pri­mo Set­te­cen­to e dispone di cinque ingres­si: due da via Orti (uno con una carat­ter­is­ti­ca scala in pietra), uno da via Castel­lo, due dal­la statale Garde­sana). Si stende su tre «còle» a sud del casel­lo cen­trale e su quat­tro «còle» a nord, per una super­fi­cie totale di oltre 1.600 metri quadri. Gli ele­men­ti tipi­ci sono quel­li con­sueti che le limon­aie garde­sane pro­pon­gono all’at­ten­zione: casel­li, muraglie, ter­raz­za­men­ti, pilas­tri, scale, men­sole in pietra, canal­iz­zazione per l’ir­rigazione del­l’ac­qua. Si trat­ta di strut­ture che han­no atti­ra­to da sem­pre l’at­ten­zione di ricer­ca­tori o di sem­pli­ci curiosi. Ne è pro­pri­etario il Comune di Limone, che l’ha acquis­ta­ta nel 1995 da Domeni­co Segala nel­l’am­bito di un piano inte­gra­to di recu­pero. Con­sid­erev­ole la serie di inter­ven­ti cui la limon­a­ia dovrà essere sot­to­pos­ta e che la riporter­an­no all’antico splen­dore. Alcu­ni lavori di restau­ro avven­nero nel 1997, con la Regione che, in due momen­ti diver­si, ave­va eroga­to 200 mil­ioni di vec­chie lire, attra­ver­so la Comu­nità Par­co. Poi fu la vol­ta del Comune, che spese 27 mil­ioni di lire per sis­temare parte del tet­to di un casel­lo. Oggi è in cor­so il recu­pero con­ser­v­a­ti­vo, con­sen­ti­to dal piano per il “Rin­no­va­men­to e miglio­ra­men­to dei vil­lag­gi e pro­tezione e tutela del pat­ri­mo­nio rurale” che può con­tare su un finanzi­a­men­to regionale di 361.469,22 (ottenu­ti attra­ver­so la Comu­nità Mon­tana) che cor­rispon­dono al 70% del cos­to totale, che ammon­ta a 537.308. A cari­co del Comune di Limone restano 175.838,78. Dal can­to suo, la Soprint­en­den­za per i Beni Ambi­en­tali e Architet­toni­ci di Bres­cia ha approva­to i lavori (prog­et­tati e diret­ti da Beat­rice Angeli­ni e Adri­ano Vol­pa­to) nel mar­zo del­l’an­no scor­so. Le opere ven­gono real­iz­zate dal­la dit­ta Ipre­cos srl di Verona, per un impor­to con­trat­tuale di 450.959,53, oltre a 13.634,47 per oneri per la sicurez­za. La direzione del cantiere è affi­da­ta a Faus­to Bel­lo­mi. Quan­to alle opere vere e pro­prie, queste sono iniziate lo scor­so mese di set­tem­bre, con la pulizia delle «còle», la parziale sos­ti­tuzione del tet­to e dei piani di calpes­tio, in leg­no, del casel­lo cen­trale. L’ul­ti­mazione dei lavori è pre­vista per la fine del prossi­mo mese di luglio, nel pieno quin­di del­la sta­gione tur­is­ti­ca. Il recu­pero del­la limon­a­ia rap­p­re­sen­ta un’­op­er­azione impor­tante non solo sot­to l’aspet­to cul­tur­ale: infat­ti ne trar­rà gio­va­men­to l’in­tero cen­tro stori­co del paese, anche tur­is­ti­ca­mente. Il casel­lo cen­trale, trasfor­ma­to in cen­tro muse­ale-didat­ti­co, sarà ded­i­ca­to alla memo­ria di Giuseppe Segala,e sarà adibito a mostra per­ma­nen te di attrezzi e di fotografie: esem­pi del­l’an­ti­ca coltura e delle fasi dei lavori di restau­ro. Si real­izzerà una scala in leg­no per il col­lega­men­to dei tre liv­el­li. Pochi mesi anco­ra, quin­di, per assis­tere all’ul­ti­mazione dei lavori che porter­an­no al riscat­to ed alla val­oriz­zazione del­la limon­a­ia del Cas­tel. A Limone sono con­vin­ti che l’iniziativa offrirà una ulte­ri­ore occa­sione per la val­oriz­zazione del­la sto­ria del cen­tro garde­sano e un arric­chi­men­to del­la pro­pos­ta tur­is­ti­ca.