La gente butta di tutto: dalla carriola ai copertoni fino al cartello stradale.
Raccolti 40 quintali di immondizia dalla Protezione civile

Rifiuti in fondo al lago

17/06/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Cir­ca 40 quin­tali di immon­dizia, suf­fi­ci­en­ti a sti­pare ben due auto­car­ri di mer­ce di ogni genere. È sta­to questo il risul­ta­to del­la pesca che gli uomi­ni del Grup­po del­la di Tor­ri, gui­dati da Mar­cel­lo Rizzi in col­lab­o­razione con i col­leghi di Castel­n­uo­vo, agli ordi­ni di Fran­co Zen­dri­ni, e con il Grup­po Aps Mon­dadori di Caldiero, oltre che alla Pro­tezione Civile di Bus­solen­go, han­no effet­tua­to nelle acque del lago. Da local­ità Sal­dam fino al traghet­to, a sud del cen­tro, e poi da lun­go­la­go Bar­barani fino alla chiesa, una trenti­na di per­sone tra sub e per­son­ale di ter­ra ha scan­daglia­to le pro­fon­dità del Gar­da, liberan­dole da parte del seg­no del­la inciviltà las­ci­a­to da mano igno­ta. Tre gom­moni e una chi­at­ta per recu­per­are vec­chi cop­er­toni di auto­mo­bile e di camion, pezzi di lamiere, bran­del­li di fer­ro, catene arrug­gi­nite di tutte le mis­ure, una car­rio­la sen­za ruo­ta e perfi­no un cartel­lo stradale con il lim­ite di veloc­ità di 20 chilometri orari (l’inciviltà di chi lo ha get­ta­to nelle acque del più grande lago d’Italia corre molto più velocemente).«L’operazione fon­dali puli­ti», ha illus­tra­to Mar­cel­lo Rizzi ideatore, assieme a Fran­co Zen­dri­ni, del­la inizia­ti­va e respon­s­abile del coor­di­na­men­to di tut­ti gli uomi­ni, «è un seg­nale forte che si è volu­to dare per cer­care di sen­si­bi­liz­zare tut­ti sul­la sal­va­guardia ambi­en­tale. Deve ter­minare l’atteggiamento di alcu­ni che, evi­den­te­mente, con­sid­er­a­no il Gar­da come una immen­sa dis­car­i­ca dove gettare di tutto».«Queste gior­nate», han­no con­tin­u­a­to dal­la Pro­tezione civile, che è sta­ta sup­por­t­a­ta nelle oper­azioni anche dai nau­ti­ci di Tor­ri, dal­la polizia munic­i­pale, dal­la Croce Bian­ca e dal Cir­co­lo anziani, «han­no sen­so solo se poi si cam­bia il modo di fare. Altri­men­ti tut­to tornerà come pri­ma, anche se abbi­amo già in pro­gram­ma di ripetere ques­ta inizia­ti­va qui in paese».Tra chi si è immer­so nei fon­dali lacus­tri a dare aiu­to, anche l’espertissimo sub­ac­queo di Vil­lafran­ca Francesco Scar­in­ci, vero e pro­prio «mito» per gli appas­sion­ati, che più volte ha mes­so a dis­po­sizione delle forze dell’Ordine la pro­pria espe­rien­za per cer­care di evitare inci­den­ti ai sub­ac­quei. Inoltre, un altro esper­to sub­ac­queo d’eccezione: l’assessore regionale ai lavori pub­bli­ci e allo sport, Mas­si­mo Gior­get­ti, che ha det­to: «Per­sonal­mente ho recu­per­a­to un sedile di auto­mo­bile, tre cop­er­toni di macchi­na e una maschera da sub che avrà almeno una trenti­na d’anni». Poi la dura anal­isi: «A Tor­ri è sta­to come soll­e­vare e guardare sot­to al tap­peto in una casa di per­sone poco pulite. La si deve smet­tere di non rispettare il Gar­da, che è il cen­tro di un volano eco­nom­i­co notevolis­si­mo per tut­ti il Veneto».Una rispos­ta pos­i­ti­va è infine giun­ta dal politi­co, ormai di casa a Tor­ri, al coor­di­na­tore del­la Pro­tezione civile Mar­cel­lo Rizzi. Rizzi ha infat­ti chiesto per il grup­po l’interessamento di Gior­get­ti per avere dal­la Regione un gom­mone. «Marte­di scor­so», ha det­to l’assessore regionale, «la giun­ta vene­ta ha delib­er­a­to il ban­do per i con­tribu­ti per l’acquisto di mate­ri­ali e mezzi per i grup­pi del­la Pro­tezione civile. Invi­to il grup­po di Tor­ri a fare la doman­da e garan­tis­co che il mio aiu­to poi non mancherà di cer­to, vista l’importanza del lavoro che questi uomi­ni, che sono volon­tari è bene ricorda­lo, svol­go­no a favore dell’intera soci­età».