Positivi risultati nella gestione dell’Azienda ospedaliera. Diminuita del 25% la quantità di materiali scartati Il direttore generale Borelli annuncia: «Risparmiati 116mila euro riducendo gli sprechi»

Rifiuti, la Sanità dà l’esempio ecologico

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Di Luca Delpozzo

Risparmio. È la paro­la d’or­dine che rim­balza nel­la san­ità pub­bli­ca per i noti prob­le­mi finanziari. Stanzi­a­men­ti che non arrivano, spe­sa san­i­taria sali­ta alle stelle, inves­ti­men­ti sem­pre più nec­es­sari per restare com­pet­i­tivi, specie dopo che le unità san­i­tarie sono state trasfor­mate in aziende eco­nomiche. Ma c’è chi pun­ta a ridurre le spese ges­tion­ali per evitare che la cura dima­grante impos­ta da esi­gen­ze di bilan­cio colpis­ca quel­li che non c’en­tra­no: i malati. L’azien­da ospedaliera di Desen­zano annun­cia per esem­pio di «aver prodot­to nel 2003 il 25% in meno di rifiu­ti», otte­nen­do un risparmio di 116 mila euro (qua­si 230 mil­ioni delle vec­chie lire) e, gra­zie ad una «buona ges­tione che ha con­sen­ti­to sen­si­bili rispar­mi», di aver fat­to acquisti extra-bud­get (cioè con un’oc­u­la­ta ges­tione) di apparec­chia­ture e mate­ri­ale pari a mez­zo mil­ione di euro. L’ospedale è forse uno dei mag­giori pro­dut­tori di rifiu­ti, tra l’al­tro alcu­ni peri­colosi e nocivi a ris­chio chim­i­co ed infet­ti­vo. «Lo smal­ti­men­to dei rifiu­ti è sicu­ra­mente una delle voci più pesan­ti, ed allo­ra — dice Mau­ro Borel­li, numero uno del­l’azien­da garde­sana — appe­na ho mes­so piede a Desen­zano ho chiesto i dati sul proces­so dei rifiu­ti. Imme­data­mente, abbi­amo introdot­to delle mod­i­fiche sui sis­te­mi di ges­tione e, oltre ai rispar­mi rag­giun­ti, abbi­amo con­tribuito alla cresci­ta ed allo svilup­po di una “cul­tura del rifi­u­to” che non ha tarda­to a dare i frut­ti sperati. Di qui — con­clude Borel­li — si è rius­ci­to ad intro­durre nuovi pro­ces­si ges­tion­ali che han­no con­sen­ti­to un calo sig­ni­fica­ti­vo del­la spe­sa in questo set­tore». Ma in con­cre­to cosa è sta­to fat­to per risparmi­are? «Il nos­tro servizio — spie­ga il respon­s­abile Giuseppe Bod­i­ni — ha atti­va­to un prog­et­to per con­trol­lare e ridurre la pro­duzione dei rifiu­ti bat­tez­za­to ‘razion­al­iz­zazione del flus­so ges­tionale dei rifiu­ti spe­ciali’. Abbi­amo introdot­to apposi­ti con­teni­tori di capac­ità diverse (20, 40 e 60 litri) e una cap­il­lare che ha ridot­to sen­si­bil­mente i flus­si ges­tion­ali non cor­ret­ti. I dati ci stan­no dan­do ragione: il calo nel 2003 è sta­to del 25,2% (372 mila kg. nel 2002 con­tro i 278 mila del­lo scor­so anno) con un risparmio di 116.560 euro. I numeri — con­clude Bod­i­ni — met­tono in risalto un dato: la riduzione dei rifiu­ti a fronte di un’at­tiv­ità san­i­taria rimas­ta immu­ta­ta». L’al­tro risparmio ottenu­to dal­la ges­tione Borel­li riguar­da gli acquisti «extra-bud­get». In 40 giorni appe­na, il Provved­i­tora­to azien­dale diret­to da Giuseppe Solazzi ha acquis­ta­to beni per 500 mila euro. Qualche esem­pio. Per Desen­zano-Lona­to oltre 181 mila euro (tra arre­di, stru­men­tari, apparec­chia­ture), per Maner­bio-Leno poco più di 87 mila, per Gavar­do-Salò cir­ca 97 mila e, infine, per i servizi cen­tral­iz­za­ti oltre 138 mila euro. Per questi ulti­mi, il provved­i­tora­to ha pro­ce­du­to alla for­ni­tu­ra di una parte di seg­nalet­i­ca inter­na, attrez­za­ture d’e­mer­gen­za ed anti­ncen­dio, dis­pos­i­tivi di pro­tezione ed arre­di non sanitari.

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