Riflessioni dell’Assessore Tira sull’Alta Velocità Ferroviaria e governo del territorio

Di Luigi Del Pozzo

Cer­chi­amo di fare il pun­to sul prog­et­to (alta veloc­ità / alta capac­ità) per cui molti, con ragione, invo­cano anco­ra un ripen­sa­men­to gen­erale, alla luce di quan­to ormai da più par­ti viene ritenu­to un dis­eg­no obso­le­to, fonda­to su stime datate e inadegua­to allo sta­to attuale dei luoghi.

I comu­ni del­la zona tra Desen­zano del Gar­da e Sona han­no con­di­vi­so la richi­es­ta di ver­i­fi­ca del poten­zi­a­men­to del­la lin­ea stor­i­ca (che non è il qua­dru­pli­ca­men­to), quale alter­na­ti­va al prog­et­to TAV, con­sapevoli che tale soluzione non con­sen­tirà di rag­giun­gere gli stan­dard alta veloc­ità, ma per­me­t­terà comunque un aumen­to di capac­ità e quin­di di servizio alle stazioni del Gar­da.

Su ques­ta osser­vazione si esprime anche la cor­posa richi­es­ta di inte­grazioni che la Com­mis­sione Tec­ni­ca di ver­i­fi­ca dell’Impatto Ambi­en­tale VIA e VAS ha fat­to il 23 dicem­bre 2014 al Con­sorzio CEPAV 2, gen­er­al con­trac­tor dell’opera.

La com­mis­sione di esper­ti min­is­te­ri­ali riprende ele­men­ti di val­u­tazione impor­tan­ti, ripe­tendo più volte la richi­es­ta di con­sid­er­azione degli impat­ti cumu­la­tivi, ovvero degli impat­ti che si som­mano real­iz­zan­do diver­si cantieri, infra­strut­ture, via­bil­ità di servizio e che si som­mano alla pre­sen­za di infra­strut­ture sul ter­ri­to­rio. Soprat­tut­to però la Com­mis­sione richia­ma esplici­ta­mente la richi­es­ta di val­utare la fat­tibil­ità di adeguamento/potenziamento del­la lin­ea stor­i­ca, per evitare di con­sumare suo­lo agri­co­lo di pre­gio, facen­do pro­pria la richi­es­ta di molti comu­ni.

Nel­la rispos­ta di CEPAV2, pub­bli­ca­ta il 10 feb­braio sul sito del Min­is­tero dell’Ambiente, il gen­er­al con­trac­tor risponde: “Si pre­cisa che l’alternativa rel­a­ti­va all’adeguamento del­la lin­ea stor­i­ca non è pre­sente nel­la doc­u­men­tazione pre­sen­ta­ta in quan­to non ogget­to del­la attuale fase autor­iz­za­ti­va. L’analisi delle alter­na­tive di sis­tema e di trac­cia­to è sta­ta val­u­ta­ta in occa­sione del­la pro­nun­cia di com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale sul prog­et­to pre­lim­inare del 2003”.

Solo la polit­i­ca potrà dire se la par­ti­ta è chiusa così, anche per­ché, diver­sa­mente da quan­to ripor­ta­to dagli organi di stam­pa, non è il gen­er­al con­trac­tor CEPAV2 che mette la paro­la fine sul­la vicen­da, ma il Min­istro dell’Ambiente nel rilas­cia­re il giudizio di com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale!

Riguar­do al parere del­la Regione Lom­bar­dia, favorev­ole, ma con­dizion­a­to, esso è sta­to sovente illus­tra­to nei suoi ris­volti favorevoli al prog­et­to. Tut­tavia il parere regionale pre­sen­ta anch’esso alcu­ni pun­ti impor­tan­ti e richi­este di appro­fondi­men­to.

In par­ti­co­lare la Regione ril­e­va che le scelte local­iz­za­tive prog­et­tuali non risul­tano pien­amente coer­en­ti con il tema del­la sal­va­guardia delle aree agri­cole e dell’impiego di suo­lo libero. E anco­ra: “È nec­es­sario rivedere la prog­et­tazione del trac­cia­to sul­la base di car­tografie aggior­nate al fine di coeren­ziare tale prog­et­tazione rispet­to agli usi attuali del suo­lo, lim­i­tan­do quan­to più pos­si­bile gli impat­ti sul ter­ri­to­rio, anche in relazione alle strut­ture esisten­ti ed agli even­tu­ali futuri espro­pri con la loro nec­es­saria quan­tifi­cazione.

Com­pren­si­bile: il 28 novem­bre 2014 il Con­siglio regionale lom­bar­do ha approva­to la Legge 31 Dis­po­sizioni per la riduzione del con­sumo di suo­lo e per la riqual­i­fi­cazione del suo­lo degrada­to, in cui — nel­la definizione di con­sumo di suo­lo — si legge: “con­sumo di suo­lo: la trasfor­mazione, per la pri­ma vol­ta, di una super­fi­cie agri­co­la da parte di uno stru­men­to di gov­er­no del ter­ri­to­rio, non con­nes­sa con l’at­tiv­ità agro-sil­vo-pas­torale, esclusa la real­iz­zazione di parchi urbani ter­ri­to­ri­ali e inclusa la real­iz­zazione di infra­strut­ture sovra comu­nali(art. 2, c. 1, lett. c). Vale anche per la TAV o dal­la prossi­ma vol­ta?

Di nuo­vo una scelta mera­mente polit­i­ca, se chi­ud­ere la par­ti­ta igno­ran­do le “sommesse” richi­este di revi­sione del prog­et­to, avan­zate non solo dal ter­ri­to­rio, ma anche da organ­is­mi min­is­te­ri­ali e dal­la regione più grande coin­vol­ta dall’opera, o riaprire un dibat­ti­to sulle strate­gie del trasporto pub­bli­co in Italia nel cor­so del pre­sente sec­o­lo!