Da Luigi Lucchini al Alberto Folonari, tutti d’accordo alla conferenza per il cinquantesimo dell’Itc «Bazoli»

Riflessioni sul lavoro:il mercato chiede studenti dinamici

29/03/2002 in Economia
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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Econo­mia, mer­ca­to glob­ale e pro­fes­sioni sono sta­ti al cen­tro di una con­feren­za che si è svol­ta a Palaz­zo Tode­s­chi­ni a con­clu­sione del pri­mo ciclo di inizia­tive pro­mosse dal­l’asses­so­ra­to alla Cul­tura e Pub­bli­ca Istruzione di Desen­zano per fes­teggia­re il mez­zo sec­o­lo di vita del­l’Itc «Bazoli». Davan­ti a un pub­li­co com­pos­to da numerosi ex allievi e da una classe quin­ta del­l’is­ti­tu­to, sono inter­venu­ti il pres­i­dente del­la Fon­dazione Luc­chi­ni, Lui­gi Luc­chi­ni, il pres­i­dente del­la Fon­dazione Cab Alber­to Folonari e il pre­side del­la Facoltà di Econo­mia e Com­mer­cio del­l’ di Bres­cia, Gian­car­lo Provasi. L’obiettivo era tentare di descri­vere l’evoluzione e le nuove prospet­tive per le imp­rese e per i gio­vani del ter­zo mil­len­nio e del­l’Eu­ropa. Ad aprire il dibat­ti­to il cav­a­lier Lui­gi Luc­chi­ni, ex pres­i­dente di Con­find­us­tria, che ha trac­cia­to luci­da­mente, basan­dosi sul­la sua espe­rien­za di «uomo vota­to al fare», la mutazione del­la nos­tra soci­età nel­la sec­on­da metà del ‘900. Dalle sue parole è emer­sa, in sin­te­si, la con­statazione del pas­sag­gio da una sfi­da pro­fes­sion­ale che pote­va essere assol­ta sen­za esserne sopraf­fat­ti, superan­do sem­plice­mente l’iniziale dif­fi­coltà di tradurre in prat­i­ca lavo­ra­ti­va le pro­prie conoscen­ze teoriche e astrat­te, a una situ­azione che esige invece un costante aggior­na­men­to, non dis­tinguen­do più una pri­ma fase di acqui­sizione di cog­nizioni da una suc­ces­si­va più pro­pri­a­mente lavo­ra­ti­va. La vita del lavo­ra­tore è in tal modo più dinam­i­ca, a dis­capi­to però di una strut­turazione non più sta­bile e riconosci­bile, come avveni­va in pas­sato. Il ruo­lo del­la scuo­la è, per Luc­chi­ni, fon­da­men­tale; essa deve garan­tire una sol­i­da istruzione uguale per tut­ti, risol­ven­do le inevitabili dis­eguaglianze che il mer­ca­to eco­nom­i­co gen­era, men­tre l’is­ti­tuzione pri­va­ta può avvaler­si di una mag­giore dut­til­ità. Il dis­cor­so di Folonari ha invece pre­so le mosse da una rif­les­sione del­lo stori­co gre­co Poli­bio il quale con­stata­va, nelle sue Sto­rie, gli effet­ti del­la «glob­al­iz­zazione» sui ter­ri­tori sogget­ti all’au­torità di Roma. Oggi come allo­ra non c’è pos­si­bil­ità di scelta, è nec­es­sario per­ciò — nel­l’opin­ione di Folonari — sta­bilire «accorg­i­men­ti che eviti­no tur­bolen­ze e dan­ni» ai pro­tag­o­nisti del mer­ca­to glob­ale. In un mon­do che pre­tende la flessibil­ità dei suoi lavo­ra­tori, Folonari assi­cu­ra — citan­do l’e­sem­pio del­la Lloyd Con­sult­ing, entu­si­as­ta dei suoi dipen­den­ti ital­iani — l’ef­fi­ca­cia del­la scuo­la ital­iana in gra­do di preparare indi­vidui capaci di adat­tar­si più facil­mente, gra­zie a una sol­i­da cul­tura gen­erale, alle richi­este delle imp­rese. Provasi ha sapi­en­te­mente trac­cia­to i con­torni di quel­la che ha defini­to una «dif­fi­coltà ogget­ti­va». La soci­età odier­na, non mette in dis­cus­sione i val­ori ered­i­tati dal pas­sato, ma si tro­va costret­ta al non facile com­pi­to di dover­li dec­linare con modal­ità diverse, adeguan­doli alla nuo­va situ­azione. Ai suoi stu­den­ti uni­ver­si­tari riconosce una mag­gior matu­rità cui si accom­pa­gna però anche una cres­cente fragilità, dovu­ta alle incertezze del futuro. Non è più pos­si­bile accon­tentar­si di una for­mazione di base gener­i­ca, pen­sare di iniziare la prat­i­ca solo dopo la con­clu­sione degli stu­di, o fare car­ri­era in un’u­ni­ca azien­da seguen­do una ger­ar­chia presta­bili­ta. Oggi i rap­por­ti di lavoro rien­tra­no per lo più nel­la cat­e­go­ria non-stan­dard; ai neoas­sun­ti è richi­es­ta la capac­ità di appren­dere costan­te­mente; i pro­gres­si nel­la pro­pria pro­fes­sione si con­quis­tano sem­pre più in aziende diverse e spes­so a segui­to di con­tinui sposta­men­ti. Ai gio­vani non solo è prospet­ta­ta la neces­sità di lavo­rare in imp­rese diverse, ma anche di mutare, nel cor­so degli anni la natu­ra del pro­prio impiego; con­trari­a­mente al pas­sato ora, anche chi rico­pre ruoli ai liv­el­li più bassi è costret­to ad assumer­si respon­s­abil­ità di un cer­to peso. Tut­to questo, se da un lato offre a chi sap­pia far­si impren­di­tore di se stes­so la pos­si­bil­ità di esprimere tutte le pro­prie poten­zial­ità, dal­l’al­tro intac­ca un’et­i­ca del lavoro che non ha saputo restare al pas­so coi tem­pi. Anni fa il lavoro era vis­su­to — per l’imp­ie­ga­to che sape­va iden­ti­fi­car­si con gli ide­ali del­la azien­da cui appartene­va — come occa­sione di cresci­ta e pres­ti­gio; oggi si assiste al prevalere di un’et­i­ca stru­men­tale, che asseg­na al lavoro esclu­si­va­mente il com­pi­to di procu­rare il denaro da spendere nel tem­po «altro». La pro­pos­ta di Provasi è di gettare le pre­messe per­ché nasca invece un’et­i­ca di auto­re­al­iz­zazione che per­me­t­ta agli indi­vidui di costru­ir­si col pro­prio lavoro un per­cor­so di vita per­son­ale. A chiusura le pacate parole del­l’asses­sore provin­ciale Mau­ro Paroli­ni han­no ripor­ta­to l’at­ten­zione sul­l’im­por­tan­za ricop­er­ta dal­la scuo­la purché sia capace di for­mare, accan­to a futuri lavo­ra­tori, anche indi­vidui che sap­pi­ano colti­vare la cul­tura del­la comu­nità cui apparten­gono, evi­tan­do che la glob­al­iz­zazione abbia tra i suoi effet­ti neg­a­tivi una sper­son­al­iz­zazione del­la soci­età. E’ obbli­go del­la scuo­la rico­prire un ruo­lo pub­bli­co e come tale essere aper­ta a tut­ti, offren­do a tut­ti le medes­ime pos­si­bil­ità, tut­tavia — ha det­to Paroli­ni — è pos­si­bile pen­sare ad una ges­tione pri­va­ta che non ignori i rap­por­ti con aziende e imp­rese locali. La sec­on­da fase delle man­i­fes­tazioni bazo­liane sarà riv­ol­ta spe­cial­mente agli stu­den­ti e agli ex allievi. Per infor­mazioni con­sultare il sito web del­l’Itc all’ind­i­riz­zo http://www.onde.net/scuole/bazoli/inizio.htm

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