Incontro a Lonato del Garda, questo mercoledì 23 gennaio alle 20.45 in Sala Celesti (palazzo comunale) con il libro "Passi bianchi e silenziosi"

Riflessioni sulla malattia mentale. “Nessuno escluso”

23/01/2013 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Le autri­ci del libro “Pas­si bianchi e silen­ziosi” (Edi­to­ri­ale Somet­ti, 230 pagine, 2012) Ani­ta Ledin­s­ki e Francesca Gar­de­na­to pre­sen­tano una ser­a­ta-tes­ti­mo­ni­an­za in comune a Lona­to del Gar­da, questo mer­coledì 23 gen­naio alle 20.45, con il patrocinio e la col­lab­o­razione dell’Assessorato ai . È l’ultimo appun­ta­men­to del­la 55ª Fiera regionale di Lona­to del Gar­da, un incon­tro per riflet­tere sul dis­a­gio del­la malat­tia men­tale e le dif­fi­coltà di chi lavo­ra a stret­to con­tat­to con pazi­en­ti psichi­atri­ci in luoghi di riabil­i­tazione come l’Opg di Cas­tiglione d/S, prossi­mo alla chiusura.Mercoledì 23 nel­la Sala del Celesti pres­so il Munici­pio di Lona­to del Gar­da, in piaz­za Mar­tiri del­la lib­ertà, le voci recitan­ti di Pao­la Big­not­ti e Angela Tiz­zano accom­pa­g­n­er­an­no la pre­sen­tazione di Francesca e Ani­ta, con l’introduzione dell’assessore ai Servizi sociali Ettore Pran­di­ni. Ani­ta Ledin­s­ki, oper­a­trice sociosan­i­taria (oss), da qua­si otto anni trascorre le sue gior­nate fra le pazi­en­ti dell’Opg di Cas­tiglione delle Stiviere, nel Man­to­vano. Con l’aiuto e la pen­na del­la gior­nal­ista Francesca Gar­de­na­to, pro­va a spie­gar­ci cosa sig­ni­fichi assis­tere per­sone malate di mente. È un rac­con­to avvin­cente, che rac­chi­ude altre sto­rie: la nar­razione pre­sen­ta varie situ­azioni di repar­to, tutte vis­sute in pri­ma per­sona, le sen­sazioni e le dif­fi­coltà per­son­ali, ma anche le espe­rien­ze e gli sta­ti d’animo di pazi­en­ti e col­leghi oper­a­tori. Ani­ta svela tor­men­ti, dub­bi, emozioni e vicis­si­tu­di­ni che quo­tid­i­ana­mente deve affrontare in questo luo­go di malat­tia e di cura. Descrive anche il rap­por­to di fidu­cia sim­bi­oti­co che si crea fra chi deve con­di­videre la mag­gior parte del­la pro­pria esisten­za tra le mura dell’Opg e chi può alle­viare la sofferenza.Quello che ne esce è un quadro di asso­lu­ta uman­ità, insieme pro­fon­do e lieve, un micro­cos­mo in cui i muri dei pregiudizi ven­gono abbat­tuti e la com­pren­sione rec­i­p­ro­ca diven­ta l’unico lin­guag­gio pos­si­bile. Con “Pas­si bianchi e silen­ziosi” Ani­ta e Francesca offrono quin­di una tes­ti­mo­ni­an­za che resti­tu­isce dig­nità e un trat­to umano a tante per­sone, pazi­en­ti in prim­is.

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