Enio Meneghelli dice sì alla snellezza, ma un forte no ad eventuali «egemonie» e al ritorno di vecchi campanilismi

Riforma dell’Apt alle porte: i timori del presidente

15/10/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Men­tre in tutte le sedi «politiche» e di cat­e­go­ria del tur­is­mo si parla­va di Gar­da Trenti­no Vacan­za (e non è fini­ta: l’as­so­ci­azione alber­ga­tori, come abbi­amo scrit­to, non è anco­ra del tut­to con­vin­ta di ques­ta soci­età per azioni che dovrebbe pren­dere in mano le redi­ni del­la pro­mozione), Enio Meneghel­li, da 12 anni pres­i­dente di quel­l’Apt del Gar­da Trenti­no in fase di sciogli­men­to (come tutte le con­sorelle del­la provin­cia), è cor­ret­ta­mente rimas­to ad osser­vare dal­l’ester­no la bagarre. Ma ora che il tra­guar­do si avvic­i­na, l’ul­ti­mo pres­i­dente del­l’Apt, non può esimer­si — a pre­cisa doman­da — di esprimere il suo sta­to d’an­i­mo: che è quel­lo (lo si capisce bene) di un ammin­is­tra­tore anco­ra dis­pos­to a dare il suo con­trib­u­to, ma tim­o­roso che la «rifor­ma» non pren­da la pie­ga sperata.«La soci­età per azioni — spie­ga Meneghel­li — è un prog­et­to che può anche piac­er­mi, ma a delle pre­cise con­dizioni. Se servirà a snel­lire la pro­mozione, a sburo­c­ra­tiz­zarla, benis­si­mo. Non vor­rei però che Gar­da Trenti­no Vacan­za potesse innescare un proces­so di pre­var­i­cazione da parte di deter­mi­nate lob­by del tur­is­mo. Ques­ta rifor­ma non dev’essere l’oc­ca­sione di tirar fuori delle voglie ege­moniche di cer­ti grup­pi di potere. Sarebbe un pas­so indi­etro intoller­a­bile, così come sarebbe un pas­so indi­etro l’even­tuale ritorno di una log­i­ca cam­panilis­ti­ca. Se c’è una cosa di cui vado fiero come pres­i­dente del­l’Apt è pro­prio quel­la di essere rius­ci­to a far ragionare tut­ti in ter­mi­ni di prodot­to e non di ter­ri­to­rio. Sono anni che ormai nes­suno, nel con­siglio diret­ti­vo, s’alza in pie­di per dire «quel­la man­i­fes­tazione è ok, però dev’essere fat­ta nel­la mia cit­tà». Molti mi chiedono come andrà a finire ques­ta rifor­ma. Io li tran­quil­liz­zo, ma sot­to sot­to non pos­so nascon­dere un po’ di preoccupazione».