Sono numerosi sui rilievi della provincia. Il più antico è il Tonolini nella Conca del Baitone e risale al 1892, il più recente è Malga Staìn.
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Rifugi, la montagna apre i battenti

13/06/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Pot­er vedere un col­oratis­si­mo tra­mon­to le cui ombre rim­balzano sui pic­chi più alti; osser­vare un’alba rosseg­giante che a poco a poco dis­tribuisce le sue pen­nel­late di luce sulle mon­tagne cir­costan­ti men­tre nelle orec­chie ascolti­amo solo il sibi­lo del ven­to; guardare ammi­rati un cielo tra­pun­ta­to di stelle come non è più dato di vedere nelle nos­tre cit­tà trop­po ric­che di inquina­men­to lumi­noso. Questi e tan­ti altri sono i motivi per cui vale la pena di pas­sare una notte in mez­zo all’aria friz­zante delle nos­tre val­li. Una pos­si­bil­ità che, con l’apertura esti­va dei rifu­gi , diven­ta ora alla por­ta­ta di tut­ti, non solo di col­oro che queste emozioni le vivono anche d’inverno, nei bivac­chi o con una ten­d­i­na sulle spalle.Sabato e Domeni­ca inizia uffi­cial­mente la sta­gione dei rifu­gi del Club Alpino Ital­iano. Alcu­ni per la ver­ità han­no già aper­to negli scor­si week­end ma d’ora in poi, per tut­ta la set­ti­mana, i rifugisti ed i loro col­lab­o­ra­tori saran­no lì ad aspettar­ci, ad offrir­ci riparo ed ospi­tal­ità, con­sigli ed indi­cazioni. Accoglier­an­no l’alpinista esper­to che ha in prog­et­to ambiziose arrampi­cate, le comi­tive di escur­sion­isti diret­ti a qualche impor­tante e conosci­u­ta cima dei din­torni, l’appassionato di mon­tagna che ha solo voglia di andare a vagabon­dare sen­za meta pre­cisa in val­late dove dove la natu­ra reg­na sovrana ed esige il rispet­to che si deve ad una entità supre­ma. Il rifu­gio è pure un cal­do ed accogliente pun­to d’arrivo di una tran­quil­la passeg­gia­ta adat­ta anche alle famiglie bam­bi­ni; una notte in rifu­gio è uno dei migliori modi per far conoscere ed apprez­zare la mon­tagna ai gio­vanis­si­mi. Che tra l’altro sono molto meno pigri di quel­lo che pen­sa la mag­gior parte degli adulti.Conoscere la mon­tagna, la natu­ra che ci cir­con­da, gli ani­mali e le piante, le roc­ce ed i ghi­ac­ciai, bighel­lonare per sen­tieri sconosciu­ti, è un po’ come conoscere noi stes­si; un po’ come ritrovare l’essenza dell’uomo che per mil­ioni di anni ha vis­su­to a stret­to con­tat­to con la natu­ra. E la rispet­ta­va più di noi.All’appuntamento ci saran­no ovvi­a­mente anche i rifu­gi bres­ciani. Che sono tan­ti, dis­sem­i­nati tra i grup­pi mon­tu­osi del­la nos­tra bel­la provin­cia: le Pre­alpi Bres­ciane ed i Mon­ti del Gar­da, il mas­s­ic­cio dell’Adamello, le Oro­bie lun­go il ver­sante occi­den­tale del­la Val Camon­i­ca, la fet­ta bres­ciana del mas­s­ic­cio dell’Ortles Cevedale e del Par­co Nazionale del­lo Stelvio. Rifu­gi vici­ni e rifu­gi che richiedono lunghe cam­mi­nate per poter­li rag­giun­gere; rifu­gi stori­ci (il più anti­co è il Tono­li­ni nel­la Con­ca del Baitone, costru­ito nel 1892 e poi più volte ristrut­tura­to) e nuovi (il più recente è il Rifu­gio Mal­ga Staìn, all’ombra del Monte Fop­pa nel sot­togrup­po dell’Aviolo).Tutti che mer­i­tano una nos­tra visi­ta: non c’è che l’imbarazzo del­la scelta. Ripor­ti­amo qui accan­to la tabel­la con l’elenco di tut­ti i rifu­gi delle Val­li Bres­ciane. In essa si trovano i dati prin­ci­pali rel­a­tivi a tutte le strut­ture alpine e anche di quelle che, pur non essendo dei veri rifu­gi ma piut­tosto degli alberghet­ti rag­giun­ti anche da strade per­cor­ri­bili in auto, ven­gono uti­liz­za­ti come basi di parten­za per inter­es­san­ti ascen­sioni nei boschi e nelle val­late dei dintorni.Ricordiamo inoltre che pur non essendo un com­por­ta­men­to obbli­ga­to è bene tele­fonare in anticipo ai rifu­gi dove si desidera per­nottare: faciliter­e­mo il com­pi­to del rifugista e non cor­rere­mo il ris­chio, soprat­tut­to nei fine set­ti­mana e nei mesi estivi di mas­si­mo affol­la­men­to se il rifu­gio è pieno, di dormire sopra un tavo­lo.

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