Rigenerazione del patrimonio arboreo sul lungolago di Desenzano del Garda

Di Luigi Del Pozzo

È inizia­to quest’anno un per­cor­so di rigen­er­azione delle essen­ze arboree del lun­go­la­go di Desen­zano del Gar­da, con la piantu­mazione di essen­ze arboree preva­len­te­mente autoc­tone, l’estirpazione di piante purtrop­po malate e la fre­satu­ra dei cep­pi in modo da creare le giuste con­dizioni per la mes­sa a dimo­ra delle nuove essen­ze, pri­ma del­la pri­mav­era. Saran­no infat­ti piantati sul lun­go­la­go ben dod­i­ci tigli: esem­plari molto longevi, con cir­con­feren­za del tron­co di cir­ca 40 cm, cor­ret­ta­mente impal­cate e con un adegua­to appa­ra­to rad­i­cale.

«Non si trat­ta di inter­ven­ti sin­goli – pre­cisa l’assessore all’Ambiente Mau­r­izio Maf­fi – ben­sì di un vero e pro­prio prog­et­to di rigen­er­azione urbana dell’area del lun­go­la­go, par­ti­co­lar­mente impor­tante per una cit­tà tur­is­ti­ca come la nos­tra. Quin­di è sta­ta redat­ta una pun­tuale relazione agro­nom­i­ca, con la quale si sono pro­gram­mati anche i vari inter­ven­ti di manuten­zione attra­ver­so la potatu­ra di numerose essen­ze del nos­tro ter­ri­to­rio».

In questi giorni si sta lavo­ran­do sui Pinus pinea (pini domes­ti­ci tipi­ci del Mediter­ra­neo) che dal lido Desen­zani­no si esten­dono fino al Vò, come pure i lec­ci di tut­ta via Loren­zi­ni. Sono in fase di potatu­ra anche i pini ed altre piante dell’area Mara­tona e sul lun­go­la­go tra piaz­za Cap­pel­let­ti e piaz­za 4 Novem­bre la manuten­zione toc­ca una deci­na di esem­plari di Pinus pinea ad alto fus­to.

«Si trat­ta di essen­ze che da molti anni non veni­vano potate – con­tin­ua l’assessore Maf­fi –, nonos­tante la manuten­zione delle piante sia da con­sid­er­ar­si un inves­ti­men­to per la tutela del pat­ri­mo­nio arboreo del­la cit­tà. Pro­prio per dare val­ore ai pini già pre­sen­ti e al con­testo di piaz­za Cap­pel­let­ti, attual­mente in fase di riqual­i­fi­cazione, si è preferi­ta la potatu­ra attra­ver­so la metodolo­gia del tree-climb­ing, una tec­ni­ca che rap­p­re­sen­ta un’eccellenza e con­ferisce mag­gior val­ore alla pianta».

Il tree-climb­ing si basa su un approc­cio par­ti­co­lare: attra­ver­so l’arrampicata, per­me­tte di muover­si dall’interno all’esterno del­la chioma, anche negli alberi ad alto fus­to. Con­sente di oper­are con una potatu­ra essen­ziale, evi­tan­do di dan­neg­gia­re l’albero come può suc­cedere con l’impiego di mac­chine oper­a­tri­ci o di tec­niche di lavoro non cor­rette. Inoltre il tree-climb­ing per­me­tte di val­utare bene la pre­sen­za o l’insorgere di patolo­gie e di difet­ti strut­turali del tron­co e del­la chioma, dif­fi­cil­mente vis­i­bili con altre tec­niche.

Oggi, lun­go tut­to il viale Cesare Bat­tisti all’interno dell’area pedonale che dal­la diga foranea, in direzione Desen­zani­no, por­ta al vico­lo delle lavandaie, sono pre­sen­ti 33 piante di tiglio piantu­mate. Queste sono state ogget­to dell’accennata relazione tec­ni­ca per accertare lo sta­to veg­e­to-pro­dut­ti­vo delle stesse e, dalle ver­i­fiche effet­tuate, è risul­ta­to purtrop­po che otto piante era­no da estir­pare per­ché ‘com­pro­messe’. L’operazione, spie­ga l’assessore all’Ambiente citan­do la relazione, «si è resa nec­es­saria in quan­to era­no piante ormai com­ple­ta­mente sec­che o prossime a rin­sec­chir­si o per­ché prive di suf­fi­ci­en­ti rami per ripren­dere l’attività veg­e­ta­ti­va in pri­mav­era, o a causa di carie e mar­ci­u­mi che di fat­to ne han­no com­pro­mes­so la vital­ità e aggiun­to un ris­chio di peri­colosità».

In par­ti­co­lare, si legge nel­la relazione: «Sulle piante più vec­chie si notano carie e mar­ci­u­mi dovute alle errate manuten­zioni effet­tuate nel pas­sato e ai tagli di branche pri­marie che, non veg­e­tan­do più, han­no inizia­to dei pro­ces­si di marcescen­za».