Alla presentazione del torneo Unicef in agenda a Gavardo Idriss ricorda: «A Gargnano ho fatto i corsi per stranieri» «Lavoravo in un ristorante di Bogliaco, prendevo buone mance»

Rimpatriata gardesana per Idriss Sanneh

09/04/2003 in Sport
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Rim­pa­tri­a­ta garde­sana per Idriss San­neh, volto noto delle trasmis­sioni sportive nazion­ali. Il sene­galese è infat­ti inter­venu­to alla pre­sen­tazione a Gargnano del tor­neo Unicef che si ter­rà a Gavar­do durante il ponte pasquale (Bres­ciaog­gi ne ha rifer­i­to nelle pagine sportive) e non ha per­so l’oc­ca­sione per ricor­dare il suo pas­sato in paese, ram­men­tan­do luoghi e per­sone con buona pre­ci­sione. «Ero qui nel 1972, per fre­quentare i cor­si del­l’, ris­er­vati agli stu­den­ti stranieri. Ricor­do bene quei mesi e come li ho vis­su­ti». Poi rac­con­ta. «Ho cam­pa­to per un peri­o­do in una stan­za vic­i­na al cen­tro del paese. Poi ho pas­sato altre set­ti­mane a Mus­lone, la frazione del­la col­li­na. In par­ti­co­lare mi ricor­do anche le viot­tole che con­duce­vano alla chieset­ta di San Toma­so, a Vil­la, da dove si gode­va un bel panora­ma». Poi il dis­cor­so va sug­li aspet­ti meno tur­is­ti­ci. «Per vivere, dove­vo lavo­rare in un ris­torante di Bogli­a­co, dove rius­ci­vo a met­tere via qualche lira gra­zie soprat­tut­to alle mance che, in quegli anni, era­no buone. Di Gargnano ricor­do anche una per­sona scom­parsa, del­la quale ero ami­co: si chia­ma­va Fran­co Quec­chia, che ges­ti­va la dis­cote­ca Gia­r­dinet­to di Vil­la». La dis­cote­ca non ebbe for­tu­na e, anni appres­so — nel 1990 — Quec­chia morì in segui­to ad un tragi­co inci­dente. Quan­to al pae­sag­gio gargnanese, Idriss non si sbi­lan­cia: «Non mi pare che sia cam­bi­a­to moltissi­mo da allo­ra e lo vedo anco­ra bene con­ser­va­to. Per poten­ziare l’aspet­to cul­tur­ale, ques­ta ha l’aria di essere una zona adat­ta. Spe­ri­amo che giun­ga anche qui una lin­fa gen­er­azionale nuo­va». Non perde l’oc­ca­sione per la bat­tuta, pas­san­do davan­ti al Set­te­cen­tesco Palaz­zo Bet­toni di Bogli­a­co, res­i­den­za nobil­iare tra le più conosciute del Bena­co. Qual­cuno gli chiede se la conosce. «Come no? Abita­vo lì» risponde iron­i­co. L’ospite fis­so del­la trasmis­sione tele­vi­si­va di Raidue «Quel­li che il cal­cio», con­dot­ta fino a un paio di anni fa da Fabio Fazio, Idriss è ora pro­pri­etario di una tele­vi­sione e di una radio nel suo paese, il Sene­gal. Per lui, è in via di ulti­mazione il libro auto­bi­ografi­co «Fratel­lo Idriss», che «dovrebbe uscire fra poco più di un mese, in occa­sione del «Salone del Libro» di Tori­no. Se non doves­si­mo farcela, slit­terebbe a dicem­bre». Poi inizia la pre­sen­tazione del tor­neo Unicef e Idriss abbrac­cia il «fratel­lo» Luciano, cal­ci­a­tore brasil­iano di col­ore in forza al Chie­vo. Quin­di rib­at­tez­za, chia­man­do­lo «fratel­lo Del Nero» l’al­lena­tore Del Neri. Per entram­bi Idriss, juventi­no dichiara­to, prevede un futuro in bian­conero.

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