Sette «còle», 1600 metri quadri, tre caselli, muraglie, terrazzamenti, mensole in pietra e canalette per l'acqua. La coltivazione degli agrumi sarà affiancata da un museo

Rinasce la limonaia del Settecento

26/04/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Le limon­aie, pas­sato il tem­po che ser­vivano a rifornire di agru­mi autoc­toni la nobiltà vien­nese, stan­no tor­nan­do di moda come tes­ti­mo­ni­anze del pas­sato. Men­tre a Riva s’at­tende quel­la prog­et­ta­ta sul lun­go­la­go dal­l’ar­chitet­to Lucio Dona­ti­ni, a Limone il comune ne sta recu­peran­do una del Set­te­cen­to pro­prio nel cen­tro del paese. 1633 metri quadri dis­tribuiti su tre «còle», fra le vie Orti e Castel­lo, cinque ingres­si (uno con una bel­la scala in pietra), tre casel­li, pilas­tri, men­sole, canalette.Dal 1926 era di pro­pri­età di Giuseppe Segala, che la tenne in attiv­ità fino al 70. Dopo cinque lus­tri di abban­dono, il comune l’ha acquis­ta­ta da Domeni­co Segala nel­l’am­bito di un piano inte­gra­to di recu­pero (edi­fi­ca­bil­ità con­tro ces­sione del­l’im­mo­bile). Nel 1997 con 150 mil­ioni del­la Regione c’è sta­to un pri­mo inter­ven­to; due anni più tar­di il Comune ha spe­so 27 mil­ioni per rifare il tet­to d’uno dei tre casel­li. Oggi, su prog­et­to del­l’ar­chitet­to Beat­rice Angeli­ni è in cor­so un defin­i­ti­vo recu­pero con­ser­v­a­ti­vo con una spe­sa di 516.384 euro, finanziati al 70% dal­la . I lavori, iniziati nel­lo cor­so set­tem­bre, dovreb­bero essere ulti­mati per il prossi­mo luglio: fino­ra s’è provve­du­to alla pulizia delle còle ed sos­ti­tuzione dei piani di calpes­tio in leg­no del casel­lo (il depos­i­to delle assi per la cop­er­tu­ra del­la ser­ra) cen­trale. Il recu­pero del­la limon­a­ia rap­p­re­sen­ta un’­op­er­azione impor­tante non solo per la tes­ti­mo­ni­an­za cul­tur­ale, ma anche per l’ar­ric­chi­men­to del­l’of­fer­ta tur­is­ti­ca. Nel­la limon­a­ia si prevede di des­tinare la mag­gior parte delle cole (che sono i ter­raz­za­men­ti rinchiusi fra le muraglie ed aper­ti rig­orosa­mente ver­so lev­ante) alla colti­vazione degli agru­mi, sec­on­do le tec­niche tradizion­ali. Il casel­lo cen­trale diven­terà un cen­tro muse­ale e didat­ti­co, ded­i­ca­to alla memo­ria di Giuseppe Segala (scom­par­so nel 1975). Vi saran­no rac­colti in espo­sizione per­ma­nente gli attrezzi adoperati ed una serie di fotografie che, par­tendo dal­l’an­ti­ca dis­po­sizione, daran­no ragione del­la suc­ces­sione degli inter­ven­ti di restau­ro. Oltre che come depos­i­to fun­zion­erà da col­lega­men­to fra le varie còle, sec­on­do la sua fun­zione orig­i­nar­ia. I tre liv­el­li ver­ran­no col­le­gati da una scala in leg­no. La ricer­ca stor­i­ca sul­la limon­a­ia è sta­ta cura­ta da Domeni­co Fava.

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