L’ottocentesco edificio tornerà all’aspetto originario dopo la demolizione di aggiunte liberty Una decina di negozi e punti vendita nello scalo ferroviario di Desenzano

Rinasce la stazione asburgica

15/08/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
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Nuo­va vita e splen­dore per la stazione fer­roviaria «Asbur­gi­ca». Tornerà all’aspetto orig­i­nario infat­ti l’ottocentesco edi­fi­cio con la demolizione di alcune «aggiunte» di epoca lib­er­ty. Ma soprat­tut­to muterà com­ple­ta­mente la des­ti­nazione inter­na tan­to che la stazione offrirà ai passeg­geri in arri­vo e parten­za notevoli occa­sioni di richi­amo com­mer­ciale con l’apertura di una deci­na di negozi o pun­ti ven­di­ta che affi­ancher­an­no il bar ris­toro oltre che la bigli­et­te­ria e i tradizion­ali servizi. Tut­to mer­i­to di «Cen­tostazioni» il prog­et­to che rien­tra nel piano di rilan­cio vara­to dall’ente Fer­rovie e che pun­ta fra l’altro alla val­oriz­zazione delle stazioni di medie dimen­sioni. Nell’elenco stazioni fer­roviarie ital­iane prescelte per essere affi­date grad­ual­mente in ges­tione ad una apposi­ta soci­età (denom­i­na­ta Cen­tostazioni) rien­tra anche quel­la di Desen­zano. Scelta evi­den­te­mente lega­ta non solo all’edificio che offre spazi da trasfor­mare in pun­ti ven­di­ta ma anche al traf­fi­co passeg­geri ed al flus­so tur­is­ti­co che carat­ter­iz­za la cit­tà, defini­ta da sem­pre «por­ta» d’ingresso al lago di Gar­da. Ave­va intu­ito l’importanza del lago di Gar­da già nel 1851 l’ing. Lui­gi Negrel­li prin­ci­pale prog­et­tista del­la lin­ea fer­roviaria fra Verona e Bres­cia, denom­i­na­ta «Fer­nan­dea». Il pri­mo trac­cia­to prevede­va infat­ti che i bina­ri scor­ressero più a sud di Desen­zano cioè ver­so Mon­tichiari, Cas­tiglione, Vol­ta Man­to­vana, Valeg­gio e Verona. L’ing. Negrel­li volle che la fer­rovia toc­casse il Gar­da, scelta che impose per le dif­fi­coltà del trac­cia­to l’esecuzione di opere stra­or­di­nar­ie come lo sca­vo delle gal­lerie di Lona­to, la costruzione del viadot­to, e le trincee sulle quali ancor oggi i con­vogli viag­giano da Desen­zano fino a Riv­oltel­la, rac­con­ta Giuseppe Tosi, stori­co desen­zanese. La fer­rovia venne col­lau­da­ta il 23 mar­zo 1854 con il tran­si­to di un con­voglio con 40 vago­ni. Il servizio passeg­geri prese il via il 22 aprile del 1854. A quell’epoca risale la stazione Asbur­gi­ca. Ora arri­va il prog­et­to di sis­temazione che ha ottenu­to dal Comune il via lib­era. Sec­on­do gli elab­o­rati tec­ni­ci è pre­vista la demolizione del­la parte del fab­bri­ca­to che un tem­po ospi­ta­va il bar ris­torante. Qui ver­rà real­iz­za­ta una ter­raz­za iden­ti­ca a quel­la sit­u­a­ta sul lato oppos­to. Numerose sono invece le mod­i­fiche interne. Al pianter­reno è pre­vis­to lo sposta­men­to del­la bigli­et­te­ria nei locali attual­mente occu­pati dal bar e quin­di a lato del tun­nel per l’accesso al sec­on­do bina­rio. Gli altri spazi al pianter­reno ver­ran­no sis­temati abbat­ten­do alcune tramezze per ricavarvi ben 7 spazi com­mer­ciali. Qui sarà instal­la­to l’ascensore, elim­i­nate le bar­riere architet­toniche, dato insom­ma un nuo­vo volto alla stazione fer­roviaria. Lo stes­so avver­rà al pri­mo piano, dove ci sono i bina­ri e dove ver­ran­no creati altri spazi com­mer­ciali sal­van­do la sala D’Annunzio, così denom­i­na­ta per­ché il Vate uti­liz­za­va spes­so la fer­rovia per arrivare sul Gar­da e poi rag­giun­gere il Vit­to­ri­ale di Gar­done e per­ché D’Annunzio offrì il lam­padario qui col­lo­ca­to fino ad una quindic­i­na d’anni fa. Il rilan­cio del­la stazione fer­roviaria potrebbe trovare slan­cio dal prog­et­to di real­iz­zare un grande parcheg­gio pro­prio appe­na a sud del­la stazione. Il Comune fra le soluzioni allo stu­dio ha inclu­so anche quel­la di uti­liz­zare, per il tran­si­to dei tur­isti che parcheg­ger­an­no, pro­prio il tun­nel pedonale del­la fer­rovia già esistente che andrebbe adeguata­mente allun­ga­to. Con­tat­ti sono sta­ti pre­si in questi giorni con i respon­s­abili del­la ges­tione del­la stazione. L’alternativa è rap­p­re­sen­ta­ta dal­la creazione di un nuo­vo tun­nel ipo­tiz­za­ta nel­la zona del­la roton­da di via Da Vin­ci, tun­nel che in questo caso ver­rebbe real­iz­za­to per con­sen­tire anche il tran­si­to di autovetture.