Lo ha ripristinato sul monte Spino la Direzione agricoltura della Regione, avvalendosi delle competenze dell’Azienda regionale delle foreste di Gargnano.

Rinato, dopo mezzo secolo di inattività, l’Osservatorio Ornitologico

09/06/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Giuliano Fusi

È rina­to a nuo­va vita, dopo mez­zo sec­o­lo di inat­tiv­ità, l’Osservatorio orni­to­logi­co del Gar­da. Lo ha ripristi­na­to sul monte Spino la Direzione agri­coltura del­la Regione, avval­en­dosi delle com­pe­ten­ze dell’Azienda regionale delle foreste di Gargnano. È tor­na­ta a fun­zionare l’antica stazione di inanel­la­men­to degli uccel­li da pas­so che ver­ran­no con­trasseg­nati e liberati, affinché pos­sano essere indi­vid­uati nei loro sposta­men­ti attra­ver­so gli spazi infini­ti delle migrazioni. L’ di -Bic­oc­ca for­nisce la con­sulen­za sci­en­tifi­ca con una costante pre­sen­za e l’Istituto nazionale fau­na sel­vat­i­ca di Bologna ne coor­di­na l’attività come pun­to di rifer­i­men­to per tut­ti gli osser­va­tori orni­to­logi­ci ital­iani. La sin­go­lare ricer­ca, idea­ta e mes­sa in atto per la pri­ma vol­ta in Europa nel­la cit­tad­i­na danese di Viborg dall’ornitologo Mortensen, risale al 1899. In pochi anni, nuovi osser­va­tori e cen­tri di inanel­la­men­to ne seguirono l’esempio dis­tribuen­dosi in varie Nazioni europee e anche sul Gar­da sorse per deside­rio e pas­sione del salo­di­ano dott. Anto­nio Duse, al pas­so del­lo Spino nell’omonima mal­ga, oggi ristrut­tura­ta dal­la Regione. Era il 15 agos­to del 1929 quan­do il dott. Duse inseg­nò ad inanel­lare il pri­mo uccel­lo cat­tura­to dal nipote, allo­ra quat­tordi­cenne, Vit­to­rio Pir­lo. Anto­nio Duse è fra i per­son­ag­gi più inter­es­san­ti ed illus­tri del­la soci­età garde­sana del pri­mo ’900: pri­mario dell’ospedale di Salò, fu medico per­son­ale di D’Annunzio. Ded­i­can­do il tem­po libero all’uccellagione sen­za trascu­rare inizia­tive cul­tur­ali di rilie­vo come autore dei lib­ri «La migrazione degli uccel­li» e «Avi­fau­na bena­cense», infine, come fonda­tore dell’Osservatorio del Gar­da. «È per omag­gio alla sua lungimi­ran­za e alla sua deci­sione di pros­eguire l’esperienza del danese Mortensen che la Regione inti­tol­erà l’Osservatorio del­lo Spino al dott. Anto­nio Duse», dice il dott. Vit­to­rio Vig­ori­ta del­la Direzione agri­coltura, pro­mo­tore del­la ripresa degli stu­di sulle migrazioni dei volatili, il quale, nei giorni scor­si, è tor­na­to allo Spino per appro­fondire e curare gli ulti­mi det­tagli. Lo han­no accom­pa­g­na­to il dott. Enri­co Boscai­ni, cui è affi­da­ta la respon­s­abil­ità del demanio dell’Azienda, il dott. Loren­zo For­nasari respon­s­abile sci­en­tifi­co del­la ricer­ca per con­to dell’Università ed il dott. Vit­to­rio Pir­lo, pres­i­dente dell’ e scrig­no del­la memo­ria del trascor­so lavoro orni­to­logi­co svoltosi lassù per lunghi anni. Si accede all’osservatorio dall’abitato di Gaino attra­ver­so una mulat­tiera che segue la valle delle Cam­er­ate. Il dott. Pir­lo ha con­seg­na­to all’équipe regionale una quindic­i­na di reg­istri sui quali, a suo tem­po, furono anno­tati tut­ti gli uccel­li osser­vati nei 30 anni di attiv­ità di Duse. Nel­la gior­na­ta trascor­sa allo Spino la scor­sa set­ti­mana sono sta­ti cat­turati ed inanel­lati 9 lucheri­ni ed un luì. Ad essi è sta­to appli­ca­to un anelli­no d’alluminio con la scrit­ta «Infs Ozzano.Bo.Italy» segui­ta da una let­tera e da un numero di riconosci­men­to. La sigla sta per «Isti­tu­to nazionale fau­na sel­vat­i­ca» che ha sede a Ozzano di Bologna. Pri­ma del rilas­cio si è pro­ce­du­to alla sche­datu­ra, ripor­tan­do su un reg­istro la specie, il ses­so, l’età (desun­ta dal­lo sta­to di avan­za­men­to del­la mutazione delle remi­gan­ti), la misura dell’ala, la lunghez­za del­la coda, del tar­so e del bec­co, quin­di il peso e la dotazione di gras­so. Sul­la gola del­lo Spino, seguen­do i sug­ger­i­men­ti dell’ornitologo locale Alessan­dro Miche­li del «Coor­di­na­men­to fau­nis­ti­co bena­cense», è sta­ta tesa una rete di 12 metri per 3,60 che stazion­erà fino all’inverno prossi­mo sorveg­li­a­ta dal per­son­ale uni­ver­si­tario. La rete, col­lo­ca­ta sul­la «pas­sa­ta» dell’antico roc­co­lo, è una trap­po­la invis­i­bile ai volatili stremati dal­la fat­i­ca che desider­a­no scav­al­care il pas­so per librar­si già sul ver­sante oppos­to e con­ced­er­si un po’ di riposo. È in cor­so la migrazione pri­maver­ile che ripor­ta gli uccel­li ai luoghi di prove­nien­za per nid­i­fi­care. «Abbi­amo ripreso inten­sa­mente questo lavoro — ha con­clu­so Vig­ori­ta — a dis­tan­za di 70 anni dall’istituzione di Duse por­tan­do­ci al pri­mo pos­to in Lom­bar­dia con il 30% di tut­ti gli inanel­la­men­ti ital­iani. È nos­tro intendi­men­to pre­dis­porre nei locali ristrut­turati dal­la Regione un orni­to­logi­co ed un cen­tro didat­ti­co per sco­laresche e turisti».

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