Tregua di un anno tra i proprietari dell’area e il Comune per consentire la ripresa dei lavori di restauro ai Santi. Ma sul diritto di accesso alla strada è ancora in corso una causa civile

Riparte il cantiere al romitorio

16/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Dopo il bloc­co dei lavori da parte del tec­ni­co comu­nale, geome­tra Giseppe Zani­ni, resosi nec­es­sario a fronte del­la let­tera inoltra­ta al Comune di Lazise dal legale dei pro­pri­etari del­la stra­da di acces­so alla chiesa dei San­ti, Gior­gio Nalin, Lida Sel­ogna e Mar­cel­la Gandin e risalente anco­ra al mese di luglio, da pochi giorni il cantiere per il restau­ro del romi­to­rio annes­so alla chiesa ha ria­per­to. È sta­ta fir­ma­ta la con­ven­zione fra i pre­det­ti pro­pri­etari e il Comune di Lazise e così l’impresa edile, alla quale sono sta­ti appal­tati i lavori, ha già potu­to ripren­dere l’attività. Il prog­et­to prevede il risana­men­to delle pareti con sot­to­mu­razioni e ves­pai per l’aerazione, il rifaci­men­to del pavi­men­to e del solaio, la scala inter­na e i ser­ra­men­ti, infine gli impianti ter­mosan­i­tari. L’importo di spe­sa per questo lot­to è di 60.700 euro, finanzi­a­to dall’amministrazione comu­nale. L’assessorato alla cul­tura del­la parte­ci­pa con un con­trib­u­to di 32 mila euro a valere sul­la legge regionale n. 6/85. L’ammontare com­p­lessi­vo del­la spe­sa per il restau­ro del romi­to­rio sarà di 104.300 euro. La strut­tura sarà quin­di des­ti­na­ta a cen­tro di doc­u­men­tazione cul­tur­ale, sede dell’associazione cul­tur­ale Francesco Fontana e luo­go per le attiv­ità asso­cia­tive del Comune di Lazise. «Bene ha fat­to l’amministrazione comu­nale di Lazise a sot­to­scri­vere la con­ven­zione per l’accesso tem­po­ra­neo, per un anno, alla chiesa dei San­ti (non ex chiesa come intende il legale di con­troparte)», spie­ga Ser­gio Mar­coni del­la Francesco Fontana, «per­ché così pos­sono par­tire i lavori di restau­ro e non c’è quin­di il peri­co­lo di perdere i con­tribu­ti region­ali e dei pri­vati». «Questi ulti­mi, in par­ti­co­lare», sot­to­lin­ea Mar­coni, «vedono con­cretiz­zarsi il pro­prio con­trib­u­to in opere di restau­ro. Non mi trovano però d’accordo, a giudizio per­son­ale, alcune con­dizioni con­tenute nel­la con­ven­zione, per­ché deno­tano una volon­tà non favorev­ole a con­cedere il dirit­to perenne di acces­so alla chiesa». «Cito ad esem­pio il pun­to 5: il pas­sag­gio sarà con­sen­ti­to solo agli addet­ti ai lavori. Quin­di sola­mente all’impresa, al per­son­ale tec­ni­co del comune e dell’associazione». «E gli altri cit­ta­di­ni di Lazise? Per chiarez­za va det­to», sot­to­lin­ea anco­ra Mar­coni, «che la pro­pri­età del­la chiesa è del Comune, cioè appar­tiene a tut­ta la comu­nità di Lazise. Inoltre, per­ché imporre la chiusura dell’accesso al romi­to­rio sul lato est del­la recinzione?». Per evitare motivi di scon­tro e pro­prio per favorire la stip­u­la del­la con­ven­zione appe­na sot­to­scrit­ta, la Francesco Fontana quest’estate ave­va annul­la­to la ser­a­ta di musi­ca e pro­gram­ma­ta il 4 agos­to, ad un anno dal­la grand­i­na­ta del 2002, nonché la mes­sa in onore dei San­ti Fer­mo e Rus­ti­co nel giorno del loro mar­tirolo­gio, il 9 agos­to scor­so. «Dopo 10 anni da quan­do il Comune ha affida­to alla Francesco Fontana il restau­ro dei San­ti», sot­to­lin­ea anco­ra Ser­gio Mar­coni, «con­sideran­do tutte le ostil­ità incon­trate, viene spon­ta­neo chieder­ci: cosa vogliono questi vici­ni dal Comune? Han­no costru­ito le loro abitazioni nel 1970 e la chiesa esiste­va già da oltre mille anni. La con­ces­sione edilizia era sta­ta rilas­ci­a­ta dall’ufficio tec­ni­co a con­dizione che … la chieset­ta esistente ven­ga restau­ra­ta e ria­per­ta al cul­to a spese del­la soci­età lot­tiz­zante, sec­on­do le indi­cazioni del­la Soprint­en­den­za, con sis­temazione e allarga­men­to del­la stra­da di acces­so alla medes­i­ma». E la stra­da in ques­tione è pro­prio ques­ta. Lo tes­ti­mo­ni­ano molte per­sone che risiedono o han­no vis­su­to nel tem­po in local­ità San­ti. L’accesso alla chiesa è sem­pre avvenu­to pro­prio dal­la stra­da oggi con­tes­ta­ta. Gli atti notar­ili di com­praven­di­ta dei ter­reni in ques­tione recitano: «.… Beni acquis­ta­ti nel­lo sta­to di fat­to e nel­la con­dizione giuridi­ca in cui si trovano con tut­ti i dirit­ti, ragioni, azioni, per­ti­nen­ze ed even­tu­ali servitù». «È evi­dente che si inten­dono», spie­ga anco­ra Mar­coni, «servitù di pas­so per accedere alla chieset­ta e al romi­to­rio annes­so». Fino ad ora l’amministrazione di Lazise e l’associazione Francesco Fontana han­no investi­to oltre 300 mil­ioni di vec­chie lire per il recu­pero del­la chiesa dei San­ti e sono quin­di deter­mi­nati a com­pletare i lavori val­oriz­zan­do il sito. Lì, sot­to la chiesa e nei don­torni, sono state rin­venute tes­ti­mo­ni­anze di vis­su­to di epoca tar­do romana e alto medievale. Nel frat­tem­po è in cor­so la causa civile fra gli attori del­la con­ven­zione appe­na siglata, ovvero ammin­is­trazione comu­nale e pro­pri­etari del­la stra­da. Una sor­ta di tregua arma­ta, del­la dura­ta di un anno, nell’attesa del­la sen­ten­za defin­i­ti­va del tri­bunale di Verona che deter­mi­ni in via con­clu­si­va i ter­mi­ni per l’accesso alla chiesa dei San­ti, mag­a­ri con una soluzione di buon sen­so che accon­tenti tut­ti, pri­vati e Comune.

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