L’Anas accetta la proposta della Soprintendenza che prevede anche un cavalcavia per la strada provinciale

Riprendono i lavori della tangenziale

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Le rovine delle antiche mura del Ser­raglio torner­an­no sot­to ter­ra e la stra­da provin­ciale prove­niente da Vil­lafran­ca ver­rà innalza­ta per scav­al­care la cir­con­va­l­lazione in costruzione e per sal­va­guardare le stesse rovine. Ques­ta la soluzione pro­pos­ta dal­la Soprint­en­den­za che l’Anas ha dovu­to accettare; se invece l’Ente nazionale strade avesse volu­to portare avan­ti la lin­ea appog­gia­ta dall’amministrazione comu­nale (lo sfon­da­men­to delle mura per portare alla luce una ottan­ti­na di metri del Ser­raglio a fian­co del ritrova­men­to attuale) c’era il ris­chio di star fer­mi anni per super­are le obiezioni dei Beni ambi­en­tali. Così non sarà: l’Anas ha recepi­to i sug­ger­i­men­ti del­la Soprint­en­den­za, ha fat­to un prog­et­to che ha manda­to alla Giun­ta che adesso dovrà decidere. «Ma abbi­amo già dis­cus­so insieme», fa sapere il sin­da­co, «e siamo d’accordo. Il prog­et­to tornerà alla Soprint­en­den­za che darà il suo parere uff­i­cale e l’Anas ripren­derà i lavori. Quan­do? spero nel più breve tem­po pos­si­bile. I resti del Ser­raglio sono sta­ti trovati a una quo­ta più bas­sa del pre­vis­to quin­di, non poten­do fare un buco nei resti ave­va­mo due alter­na­tive: abbas­sare anco­ra la cir­con­va­l­lazione o far­la pas­sare sopra i rud­eri e, con­seguente­mente, alzare la stra­da che va a Vil­lafran­ca di 3,50 metri». «Alla fine», pros­egue Ivo Mazzi, il respon­s­abile dell’ufficio tec­ni­co comu­nale che ha segui­to pas­so pas­so la vicen­da assieme al sin­da­co Faus­to Sac­chet­to, «è sta­to rag­giun­to il com­pro­mes­so tra Anas e Soprint­en­den­za che dovrebbe per­me­t­tere all’Anas di con­clud­ere l’opera nei tem­pi pre­visti e alla Soprint­en­den­za di sal­va­guardare la muraglia del Ser­raglio». Bisogn­erà riportare lì migli­a­ia di ton­nel­late di mate­ri­ale per coprire il buco che c’è attual­mente? «Cer­to ma per for­tu­na molto del mate­ri­ale sca­v­a­to è anco­ra nei parag­gi», con­tin­ua Mazzi, «e l’Anas, che è in anticipo sul­la tabel­la di mar­cia, farà rien­trare l’intervento nelle spese pre­viste. Inoltre il cav­al­cavia si alz­erà solo di tre metri e cinquan­ta questo non pregiu­dicherà la visuale sul castel­lo». Rimane l’amaro in boc­ca per­ché il Ser­raglio, ques­ta stra­or­di­nar­ia for­ti­fi­cazione medievale che, come doc­u­men­ta tan­ta car­tografia anti­ca, parti­va da Valeg­gio per arrivare oltre Vil­lafran­ca, tra poco non sarà più vis­i­bile. «Il soprint­en­dente Boschi», riv­ela Mazzi, un po’ scon­cer­ta­to da questo atteggia­men­to, «ci ha det­to che, poiché il sito ormai era sta­to doc­u­men­ta­to, si pote­va richi­ud­ere, anche per sot­trar­lo alle intem­perie». Nel­la scelta del­la Soprint­en­den­za ha prob­a­bil­mente avu­to il suo peso anche la con­sid­er­azione che non c’era la certez­za di trovare a fian­co una strut­tura così ben con­ser­va­ta. Anco­ra più grave è quin­di la respon­s­abil­ità dell’archeologo inglese Hud­son che, alla fine degli anni ottan­ta, prob­a­bil­mente non fece sondag­gi adeguati. «A quan­to pare», dichiara Mazzi, «tro­vò delle fon­dazioni, ma non i con­traf­for­ti che sono ora venu­ti alla luce e questo fece sì che la Soprint­en­den­za si rite­nesse tran­quil­la facen­do scen­dere la cir­con­va­l­lazione sot­to i nove metri». Cosa sarebbe suc­ces­so se il Ser­raglio, del quale si conosce­va l’esistenza, fos­se sta­to trova­to all’inizio dei lavori? Forse avrebbe ripreso quo­ta l’idea, avver­sa­ta dall’Anas, di una stra­da in piano meno cos­tosa e meno rovi­nosa per l’assetto del ter­ri­to­rio. «Mi auguro che sia anco­ra pos­si­bile», con­fes­sa dispiaci­u­to Gior­gio Van­del­li dell’Archeoclub, «una vari­ante al prog­et­to del­la Soprint­en­den­za per ren­dere vis­i­bile parte del man­u­fat­to». Alessan­dro Foroni

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