Sospetta busta all’antrace? Uno scherzo In caso d’allarme non chiamare l’ospedale

Risolti i disagi al Pronto soccorso

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Men­tre non si conoscono anco­ra gli esi­ti delle anal­isi sul con­tenu­to del­la mis­te­riosa bus­ta recap­i­ta­ta a una famiglia di Padenghe saba­to scor­so, non si è affat­to spen­ta l’e­co del­la vicen­da che ha vis­to coin­volto il Pron­to soc­cor­so del­l’Ospedale di Desen­zano, costret­to a chi­ud­ere i bat­ten­ti per qua­si sei ore, con molti dis­a­gi e un po’ di pan­i­co per col­oro i quali sono entrati in con­tat­to con la bus­ta sospet­ta. Si è trat­ta­to sicu­ra­mente di uno scher­zo idio­ta, ma cche ha fat­to scattare l’allarme-antrace. Le con­dizioni di salute delle per­sone invi­ate pre­cauzional­mente al Repar­to Infet­tivi dell’ospedale Civile di Bres­cia non destano pre­oc­cu­pazioni: nel­la stes­sa gior­na­ta di saba­to sono state dimesse. Inter­pel­la­ta, l’Asl di Bres­cia non ha for­ni­to ulte­ri­ori par­ti­co­lari. Il black out del Pron­to soc­cor­so è sta­to causato, come fa sapere la Direzione san­i­taria, «per l’im­pro­pria con­seg­na del­la bus­ta, con il risul­ta­to di provo­care una cate­na di dis­a­gi, cul­mi­nati nel­la neces­sità di spostare l’ac­ces­so allo stes­so Pron­to soc­cor­so, per attuare la pro­ce­du­ra di dis­in­fes­tazione». La strut­tura san­i­taria di urgen­za del più impor­tante ospedale del è rimas­ta così bloc­ca­ta per parec­chie ore, ma va det­to che il piano di allarme è scat­ta­to in pochissi­mi minu­ti. Le pro­ce­dure da seguire in caso di sospet­to antrace o altro mate­ri­ale igno­to sono ben altre. Pro­prio ieri la Direzione di Pre­sidio ha emes­so un comu­ni­ca­to in cui si ricor­da «che nel caso di mate­ri­ale ritenu­to sospet­to, va avvisa­ta l’au­torità di Pub­bli­ca sicurez­za (numeri tele­foni­ci 112 e 113) la quale, a sua vol­ta, provved­erà ad atti­vare le pro­ce­dure pre­viste, aller­tan­do il medico igien­ista e facen­do inter­venire il servizio di dis­in­fes­tazione. «Res­ta per­ciò chiaro che com­pe­ten­ti in questi casi sono il min­is­tero degli Interni attra­ver­so la forza pub­bli­ca e l’Asl ter­ri­to­ri­ale, che è altra cosa rispet­to all’Azien­da Ospedaliera e quin­di all’ospedale. In ogni caso, non ci si deve riv­ol­gere al Pron­to soc­cor­so». La psi­cosi del car­bon­chio è com­pren­si­bile, com­men­tano le autorità ospedaliere, ma altret­tan­to com­pren­si­bili deb­bono essere le esi­gen­ze di un servizio pub­bli­co impor­tante e del­i­ca­to qual’è quel­lo di un Pron­to soc­cor­so ospedaliero, che non può venire inter­rot­to nem­meno per breve tempo.

Parole chiave: