Erano i «rave party» sulle spiagge bresciane a tenere sveglio il lago

Risolto il mistero dell’estate

22/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Era­no rave par­ty, feste in spi­ag­gia con musi­ca a tut­to vol­ume. Rego­lar­mente autor­iz­zate dagli ammin­is­tra­tori del­la riva bres­ciana. Ecco­la qui la fonte del fras­tuono che ha tenu­to sveg­lio l’alto Gar­da veronese nei week end del­la scor­sa estate. A sco­prir­lo è sta­ta l’associazione alber­ga­tori di Mal­ce­sine. Il suo pres­i­dente, Ugo Trec­ca­ni, ha anche pre­so car­ta e pen­na chieden­do all’amministrazione mal­cesinese d’intervenire pres­so i sin­daci dirimpet­tai. Non solo Tor­ri, Albisano, Pai e San Zeno di Mon­tagna, dunque, era­no state mar­to­ri­ate dall’insistente, inter­minabile tun-tun-tun che proveni­va dall’opposta riva. Anche Mal­ce­sine ne era sta­ta investi­ta. Trec­ca­ni dice d’aver rac­colto «reit­er­ate proteste» da parte degli alber­ga­tori del­la «per­la del lago». Alber­ga­tori che, ovvi­a­mente, a loro vol­ta esprimevano il dis­ap­pun­to (il let­tore pen­si a sinon­i­mi ben più for­ti e col­ori­ti…) dei loro cli­en­ti. «Da infor­mazioni rac­colte — dice il pres­i­dente dell’associazione alber­ga­tori di Mal­ce­sine — l’origine del dis­tur­bo, per il nos­tro paese, proviene da Limone ed è dovu­to a man­i­fes­tazioni musi­cali autor­iz­zate, orga­niz­zate dai gio­vani locali sul­la spi­ag­gia. Non so se le stesse abbiano dis­tur­ba­to gli altri pae­si a sud. Non cre­do. Pos­so però sup­porre — aggiunge Trec­ca­ni — che siano sta­ti dis­tur­bati da feste sim­ili svolte­si a Cam­pi­one sul Gar­da o pae­si dirimpet­tai». Ecco risolto il mis­tero dell’estate. Ne ave­va­mo par­la­to sulle pagine de «L’Arena». Ver­so le dieci di ogni benedet­to week end emerge­va dal nul­la un insop­porta­bile, martel­lante, inter­minabile suono di bas­so in stile musi­ca tech­no: tun-tun-tun per ore ed ore, sino alle due e mez­za di notte. Difend­er­sene era impos­si­bile. Inutile tap­pare porte e finestre sur­riscal­dan­do le stanze. Il suono fras­tor­nante attra­ver­sa­va mura e ser­ra­men­ti. Poi, a notte fon­da, tor­na­va il silen­zio, ma ormai addio relax. L’unica cosa cer­ta era che l’ossessivo rumore veni­va dal­la cos­ta bres­ciana, forse ampli­fi­ca­to dal­la super­fi­cie lacus­tre o dai fianchi delle mon­tagne. Il sin­da­co di Tor­ri, Alber­to Vedovel­li, quan­do ad inizio estate il dis­tur­bo s’era ripresen­ta­to (già c’erano sta­ti prob­le­mi l’anno pri­ma), ave­va chiesto alla locale stazione di fare accer­ta­men­ti. Il mares­cial­lo di Tor­ri, Wal­ter Van­zani, se n’era inter­es­sato, anche in col­lab­o­razione coi col­leghi del­la riv­iera bres­ciana. Ma s’era trat­ta­to di con­trol­li infor­mali, per­ché nes­suno ave­va pre­sen­ta­to un vero e pro­prio reclamo. Un reclamo in ver­ità c’era, ma i cara­binieri di Tor­ri non pote­vano conoscer­lo, dato che gli alber­ga­tori di Mal­ce­sine l’avevano invi­a­to al loro comune. C’è da sper­are che per la prossi­ma sta­gione si provve­da per tem­po: «Per favore, lib­er­ate­ci dal tun-tun-tun che non ci fa dormire», sup­pli­cano res­i­den­ti e tur­isti.

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