In dirittura d'arrivo i lavori finanziati da Arcus per il restauro della pieve di San Bartolomeo e della chiesa di San Pietro in Mavinas

Risorge l’anima longobarda della provincia di Brescia

06/12/2013 in Territorio
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Di Luigi Del Pozzo
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I restau­ri si col­lo­cano all’in­ter­no del prog­et­to Lan­go­b­ar­dia fer­til­is che ha lo scopo di indi­vid­uare, recu­per­are e val­oriz­zare le tes­ti­mo­ni­anze storiche, arche­o­logiche, architet­toniche e artis­tiche rel­a­tive alla pre­sen­za dei Lon­go­b­ar­di in area bres­ciana.

Lan­go­b­ar­dia fer­til­is si è riv­e­la­to un prog­et­to davvero profi­c­uo, — ha affer­ma­to , Asses­sore al tur­is­mo e alla cul­tura del­la Provin­cia di Bres­cia nel cor­so del­la con­feren­za stam­pa di pre­sen­tazione del prog­et­to tenu­tasi a Palaz­zo Mar­ti­nen­go — non solo per­ché i restau­ri han­no per­me­s­so il recu­pero di un pat­ri­mo­nio di asso­lu­to e indis­cus­so val­ore cul­tur­ale, ma anche per­ché sono sta­ti l’oc­ca­sione per risco­prire la sto­ria comune delle nos­tre terre. A ques­ta sto­ria ci siamo richia­mati per costru­ire il prog­et­to e avviare i restau­ri, e a ques­ta sto­ria dob­bi­amo man­ten­er­ci fedeli per immag­inare il nos­tro futuro.”

Un mes­sag­gio di unità, dunque. E di val­oriz­zazione di un pat­ri­mo­nio stori­co prezioso, che inter­es­sa tut­to il cosid­det­to “dis­tret­to dei Lon­go­b­ar­di”, cioè l’area che com­prende la pia­nu­ra, il pede­monte e le zone merid­ion­ali delle val­li bres­ciane. È pro­prio per tute­lare quest’area nel suo insieme che il fon­do Arcus ha stanzi­a­to un finanzi­a­men­to di ben 300.000 euro, di cui 200 per la cop­er­tu­ra e la val­oriz­zazione degli scavi di San Pietro, e 100 per il con­sol­i­da­men­to delle mura­ture e il rifaci­men­to del­la cop­er­tu­ra del­la pieve di Bor­na­to.

A questo propos­i­to, il diret­tore gen­erale di Arcus, Ettore Pietra­bis­sa ha dichiara­to: “Sono molto lieto che abbi­amo potu­to con­tribuire alla sal­va­guardia e val­oriz­zazione di edi­fi­ci stori­ci che rap­p­re­sen­tano un’importante tes­ti­mo­ni­an­za artis­ti­co-architet­ton­i­ca del­la pre­sen­za lon­go­b­ar­da in quest’area. Tali tes­ti­mo­ni­anze sono venute alla luce in occa­sione di moltepli­ci inter­ven­ti di opere pub­bliche sul ter­ri­to­rio, e con questo prog­et­to Arcus ha potu­to dare con­cretez­za ad uno dei pilas­tri del­la sua mis­sione: sostenere prog­et­ti riguardan­ti i beni cul­tur­ali anche nel­la loro con­nes­sione con le infra­strut­ture”.

Sod­dis­fat­ti anche Anto­nio Mossi­ni, sin­da­co di Caz­za­go e pres­i­dente del­la Fon­dazione Anti­ca Pieve di S. Bar­tolomeo, e Mon­sign­or Eveli­no Dal Bon, par­ro­co di Sirmione. Nel riconoscere l’im­por­tan­za e il val­ore dei lavori svolti entram­bi han­no evi­den­zi­a­to l’at­tac­ca­men­to del­la popo­lazione a questi mon­u­men­ti.

I restau­ri sono sta­ti por­tati avan­ti gra­zie al deside­rio di sal­vare il nos­tro pat­ri­mo­nio cul­tur­ale, architet­ton­i­co ed artis­ti­co.” dichiara Mossi­ni, sot­to­lin­e­an­do l’im­por­tan­za di con­tin­uare a inve­stire nel­la riqual­i­fi­cazione del­l’area.

D’ac­cor­do con lui anche Mons. Dal Bon, che aggiunge: “Ogni anno, questi luoghi atti­ra­no migli­a­ia di vis­i­ta­tori da tut­ta Italia. Siamo cer­ti che, restau­rati, essi saran­no anco­ra più di richi­amo per i tur­isti del­la zona.”

 

 

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