Sala del Provveditore gremitissima l’altra sera a Salò in occasione della presentazione della pubblicazione, o meglio della ristampa del volume di Bongianni Gratarolo “Storia della Riviera di Salò”

Ristampata la “Storia della Riviera” del Garttarolo

12/12/2000 in Cultura
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Di Luca Delpozzo

Sala del Provved­i­tore gremi­tis­si­ma l’altra sera a Salò in occa­sione del­la pre­sen­tazione del­la pub­bli­cazione, o meglio del­la ristam­pa del vol­ume di Bon­gian­ni Grataro­lo “Sto­ria del­la Riv­iera di Salò”. Nel­la stes­sa pub­bli­cazione, edi­ta dall’ in col­lab­o­razione de “Il ”, è sta­to pub­bli­ca­to per la pri­ma vol­ta il mano­scrit­to di Rodomonte Domenicetti “descrizione del­la Riv­iera di Salò”. Doc­u­men­ti par­ti­co­lar­mente impor­tan­ti questi rac­colti e ristam­pati in un uni­co vol­ume in quan­to ci “rac­con­tano, con scrupolosa dovizia la sto­ria e lo sta­to delle cose di quel peri­o­do: 1599. A pre­sentare ques­ta pub­bli­cazione oltre al pres­i­dente dell’Ateneo salmodi­ano, Vit­to­rio Pir­lo vi era­no l’on. Mario Pedi­ni e Mario Arduino. Mario Arduino con grande com­pe­ten­za di stu­dioso, come pochi ve ne sono, purtrop­po, sul , ha trac­cia­to la sto­ria per­son­ale dei due autori, vis­su­ti cinque­cen­to anni orsono, e le loro due opere. Ma soprat­tut­to sono sta­ti elo­giati i cura­tori di questo vol­ume, Pier­car­lo Bel­lot­ti Gian­fran­co Lig­asac­chi e Giuseppe Sbarazz­i­ni che han­no saputo ren­dere leg­gi­bile, e quin­di alla por­ta­ta di tut­ti, due testi che nel­la loro orig­i­nale scrit­tura diven­ta­va di assai dif­fi­cile com­pren­sione se non ad un pub­bli­co, ristret­tis­si­mo, di stu­diosi. E cosi con note e con­tronote final­mente la sto­ria del pas­sato del Benà­co (con l’accentuazione sul­la “a”, come ha puntigliosa­mente ricorda­to Mario Arduino) è divenu­ta, anzi lo sarà nel prossi­mo futuro di facile inter­pre­tazione. “Quan­do ero min­istro ai Beni cul­tur­ali – ricorda­to l’on. Mario Pedi­ni – incen­ti­vai il volon­tari­a­to cul­tur­ale gio­vanile, ora, veden­do quan­to fat­to da questi cura­tori, se fos­si anco­ra min­istro cer­ta­mente soster­rei la creazione di un volon­tari­a­to senile ovvero fat­to da per­sone capaci, gra­zie alla loro espe­rien­za, di ritritare all’attualità scrit­ti e doc­u­men­ti del pas­sato”. Un pas­sato che, è sta­to più volte ricorda­to, riguar­da la nos­tra sto­ria, la sto­ria dei nos­tri avi. Ecco quin­di che ora lib­ri stori­ci e di notev­ole impor­tan­za riescono, gra­zie all’impegno di stu­diosi locali a diventare testi di let­tura assai piacev­ole. “Un’opera (quel­la del Grat­taro­lo ndr) che due sec­oli più tar­di (dal­la sua pri­ma pub­bli­cazione del 1599 ndr) il Brunati defini­va più una sta­tis­ti­ca che una sto­ria del­la Riv­iera, anche se godi­bile “per quel tan­to che ha di patrie notizie, per la sua vari­età, per la schi­et­tez­za delle sue nar­razioni, per lo stile suf­fi­cien­te­mente puro”. Lo stes­so Grat­taro­lo – scrivono nel­la pre­sen­tazione Vit­to­rio Pir­lo e Sele­nio Jop­pi, pres­i­dente quest’ultimo de Il Som­mo­la­go – nel­la sua ded­i­ca al Provved­i­tore Gius­tin­ian affer­ma­va del resto di aver imp­ie­ga­to le sue forze non tan­to per fini di erudizione, ben­sì per dare “cog­nizione di ques­ta bel­la parte del Mon­do a col­oro che non lo veg­gono; ma anco­ra, per­ché quel­li che la veg­gono tro­vi­no qui rau­nate le sue forme e le sue attieni”. Per quan­to riguar­da il testo del Domenicetti occorre senz’altro leg­ger­lo con cura anche per­ché di esso sino­ra solo pochissi­mi han­no potu­to e saputo pren­derne conoscen­za. Basti­no alcune righe iniziali per avviv­inar­si alla nos­tra sto­ria. “Pro­duce la Riv­iera tut­to ‘l e tut­to l’oglio che le fa bisog­no per due anni, ma non pro­duce gra­no per quat­tro mesi de l’anno” erava­mo ver­so la fine del 1500!.

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