Ristrutturazione ambientale per l’area del depuratore di Peschiera

Di Luca Delpozzo
Luigi Del Pozzo

Occhio di riguar­do per l’area inter­es­sa­ta alla sede di Peschiera del Depu­ra­tore del . Recen­te­mente infat­ti è sta­to pre­sen­ta­to al Min­is­tero del­l’Am­bi­ente un prog­et­to per la riqual­i­fi­cazione ed il miglio­ra­men­to ambi­en­tale del­l’in­tero impianto depu­ra­ti­vo di Peschiera nel quale, come ben si sa, con­fluis­cono le con­dut­ture del sis­tema di col­let­ta­men­to che abbrac­ciano in prat­i­ca la mag­gior parte delle local­ità pre­sen­ti sulle sponde garde­sane: per la spon­da bres­ciana l’Azien­da Spe­ciale Con­sorzio e, per quel­la vene­ta, l’. Il prog­et­to di riqual­i­fi­cazione è sta­to illus­tra­to, ai com­po­nen­ti del Comi­ta­to di Direzione del depu­ra­tore, ai respon­s­abili dei due Con­sorzi oper­an­ti ed al vice sin­da­co Car­lo Nosè in rap­p­re­sen­tan­za del­l’Am­min­is­trazione Comu­nale, dal­lo stes­so Diret­tore Gen­erale del­l’Azien­da Gar­da Uno, che effet­tua la ges­tione del­l’impianto inter­con­sor­tile di Peschiera, arch. Fran­co Richet­ti, nel cor­so di un incon­tro svoltosi nei giorni scor­si pres­so la sede del depu­ra­tore. Un prog­et­to este­so all’in­tera area del depu­ra­tore, nel­la sua uni­ta­ri­età, sud­di­vi­so in quat­tro inter­ven­ti, fun­zional­mente autono­mi ma legati ad un uni­co filo con­dut­tore, quel­lo del­la riqual­i­fi­cazione ambi­en­tale del­l’in­tera area. Per la real­iz­zazione di questi inter­ven­ti, par­ti­co­lar­mente apprez­za­ti anche dal­lo stes­so min­is­tero, è sta­ta pre­ven­ti­va­ta una spe­sa di cir­ca 4 mil­iar­di, parte del­la quale finanzi­a­ta dal­lo stes­so min­is­tero. I quat­tro inter­ven­ti pro­gram­mati riguarder­an­no il miglio­ra­men­to ambi­en­tale con sis­temazione del verde ed adegua­men­to degli edi­fi­ci e dei cor­pi emer­gen­ti l’impianto sec­on­do le val­u­tazioni di minor impat­to; ridefinizione di alcu­ni spazi fun­zion­ali e di relazione del­l’impianto con il con­testo ambi­en­tale, rel­a­ti­va­mente agli acces­si, pedonale e carra­bile, all’inse­di­a­men­to, agli spazi di orga­niz­zazione, alla sis­temazione del verde sec­on­do cri­teri di migliore com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale. Anche la real­iz­zazione del sis­tema di con­trol­lo delle por­tate influ­en­ti (by-pass), ai fini di evitare dan­ni fun­zion­ali all’impianto stes­so e fenomeni di rig­ur­gi­to con pos­si­bili eson­dazioni fan­no parte del­l’in­sieme dei quat­tro inter­ven­ti prog­et­tati. Infine, per una mag­gior razion­al­iz­zazione degli efflu­en­ti dai sed­i­men­ti finali, è sta­ta pro­pos­ta anche la riu­nifi­cazione dei quat­tro scarichi, che con­fluis­cono nel canale Seri­o­la Prevaldesca che si immette nel Min­cio a valle del­la diga di Salionze, sia in vista di un futuro trat­ta­men­to terziario del­l’­ef­flu­ente che anche, nel­la fase attuale, per con­sen­tire una mag­giore sem­plic­ità nel mon­i­tor­ag­gio dei para­metri analiti­ci e quan­ti­ta­tivi con un’inevitabile dimin­uzione dei costi.