Domani davanti al centro nautico Acquafresca si danno battaglia i campioni che non vogliono attrezzature specifiche. Sono accettati tutti i sistemi a propulsione purché non siano a motore: l’importante è che siano originali

Ritornano i «pazzi » della più assurda regata del lago

15/08/2002 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Brenzone

Tor­na la «Rega­ta paz­za». Come tradizione scat­ta a Fer­ragos­to nel­lo spec­chio d’acqua anti­s­tante il cen­tro nau­ti­co Acquafres­ca l’ottava edi­zione del­la più assur­da com­pe­tizione nau­ti­ca del Benà­co. Alla rega­ta paz­za è ammes­so qual­si­asi ogget­to gal­leg­giante purché real­iz­za­to rig­orosa­mente sen­za l’utilizzo di mate­ri­ali e attrez­za­ture nau­tiche. Vieta­to l’uso di scafi, tav­ole da surf, vele, remi, pinne e can­ot­ti men­tre saran­no accettati tut­ti i sis­te­mi di propul­sione non a motore vale a dire vele e remi non tradizion­ali, ped­ali, pale, eliche. L’iscrizione è gra­tui­ta e va pre­sen­ta­ta alla seg­rete­ria del­la Polisporti­va Fior d’Olivo entro mez­zo­giorno di fer­ragos­to. Il cam­po di rega­ta misura cir­ca 200 metri, in prat­i­ca il perimetro fronte lago del cir­co­lo Acquafres­ca, per una «com­pe­tizione» che par­tirà alle ore 15. Ric­chi e assor­ti­ti i pre­mi con l’assegnazione del tro­feo Paz­zo all’imbarcazione più cre­ati­va, la cop­pa Nar­ciso allo scafo più vota­to dal pub­bli­co, e il tro­feo Fer­ragos­to per l’equipaggio più numeroso. Par­ti­ta per gio­co dal­la fan­ta­sia del­la Polisporti­va Fior d’O­li­vo la man­i­fes­tazione è diven­ta­ta un appun­ta­men­to cult dell’estate garde­sana. «Sono sem­pre più gli equipag­gi che deci­dono di met­ter­si alla pro­va con imbar­cazioni davvero stram­palate tan­to che lo scor­so anno abbi­amo rag­giun­to il record delle iscrizioni», affer­ma Giu­lia Sep­pi seg­re­taria del cir­co­lo nau­ti­co di Bren­zone. Pri­ma­to che viste le domande ad oggi per­venute al cir­co­lo dovrebbe essere polver­iz­za­to in ques­ta otta­va edi­zione. Già alcu­ni equipag­gi da alcu­ni giorni sono al lavoro pres­so lo stes­so cen­tro nau­ti­co Acquafres­ca per assem­blare il natante più orig­i­nale. Gio­va ricor­dare, in atte­sa di vedere all’opera i nuovi sfi­dan­ti, i vinci­tori ma soprat­tut­to le barche delle ultime due edi­zioni. A imprimere il sig­illo vin­cente nel 2000 furono Nadia e Mar­cel­lo Gal­let­ti di Cas­sone a bor­do del­la Foxi, uno scafo costru­ito con un ban­cale di leg­no tenu­to a gal­la da uno stra­to di poli­s­tiro­lo e al cen­tro una rudi­men­tale vela di nylon. L’anno scor­so vin­sero invece nove ragazzi di Pes­cant­i­na pron­ti a spin­gere a nuo­to le loro tav­ole col­orate unite con del­lo spa­go. Giuria che asseg­nò la pal­ma di Nar­ciso alla Pra­vana Jizni, bar­ca di car­ta degli «Ami­ci per la vita» costru­i­ta da Anto­nio e Michele Tog­no­li di Verona. Il pre­mio Leonar­do da Vin­ci andò agli ingeg­nosi Arno e Mina Pern­thaler, due bam­bi­ni altotesi­ni a bor­do del­la Be-free cos­ti­tui­ta da bot­tiglie vuote, nylon da pac­chi e canne da bam­bù. Pre­mio spe­ciale per i due più pic­coli con­cor­ren­ti: Mar­ti­na Tedeschi, 5 anni, a bor­do del “Lavandi­no jet” e del fratel­lo Mat­teo, otto anni, sul Reef: una sedia a sdraio tenu­ta a gal­la da bot­tiglie di plastica.