La Guardia di Finanza ha recuperato 1.666 oggetti rubati due anni fa: cimeli di guerra, della Rsi e numerose armi. Era scomparso dal Nastro Azzurro. Tre persone denunciate, c’è l’ex custode

Ritrovato il «tesoro» del museo

01/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Franco Mondini

Cimeli dall’immenso val­ore stori­co, essendo in alcu­ni casi pezzi uni­ci, come il berret­to del gen­erale Achille Papa (a capo del­la Divi­sione che nel cor­so del­la Pri­ma guer­ra mon­di­ale si dis­tinse per il cor­ag­gio e val­ore nel resp­in­gere gli aus­triaci), o mate­ri­ale bel­li­co che farebbe la felic­ità di collezion­isti e stori­ci. Per un val­ore di cen­tomi­la euro. Tan­to sarebbe sta­to rica­va­to venden­do a pri­vati, con­tro la legge, 1.666 ogget­ti risalen­ti alla Pri­ma e Sec­on­da guer­ra: fucili, baionette, elmet­ti, cap­pel­li, spade, centi­na­ia di munizioni, alcune anco­ra cariche. All’occhio balza anche una let­tera auto­grafa di Ben­i­to Mus­soli­ni, che si fir­ma Pres­i­dente del Con­siglio. Gran parte di questo mate­ri­ale che la ha recu­per­a­to a fine dicem­bre nel Bres­ciano risul­ta trafu­ga­ta nel­la pri­mav­era di due anni fa sul Gar­da, a Salò nel del «Nas­tro Azzur­ro». Notizia, quel­la del fur­to, che per motivi di indagine i non ave­vano divul­ga­to speran­do di pot­er sco­prire gli autori del fur­to e, soprat­tut­to, recu­per­are la refurti­va pri­ma che venisse cedu­ta pez­zo dopo pez­zo. I mil­i­tari delle Fiamme gialle, coor­di­nati dal pm Pao­lo Savio, han­no recu­per­a­to il mate­ri­ale nelle abitazione di due per­sone che sono state denun­ci­ate a piede libero insieme all’ex cus­tode del museo salo­di­ano. L.D.P.. 50 anni, camion­ista di Nave, P.Z., car­rozziere di 35 anni di Casteg­na­to e G.V., 64 anni di Salò, quest’ultimo tra il 2002 e ii 2003 cus­tode del museo, sono sta­ti denun­ciati per fur­to, ricettazione e por­to e deten­zione illecita di armi da sparo e da pun­ta e armi da guer­ra. La pas­sione per le armi e per la sto­ria potrebbe aver tra­di­to i pri­mi due. Com­pi­to dei loro difen­sori alleg­gerire una posizione allo sta­to del­i­ca­ta. Le indagi­ni sono iniziate dopo una «sof­fi­a­ta», una seg­nalazione rel­a­ti­va alla pre­sen­za di armi nelle abitazioni dei due a Nave e a Casteg­na­to. Qual­cuno ave­va vis­to quelle pis­tole e baionette. Trovate alcune armi, gli inves­ti­ga­tori han­no perquisi­to anche la casa del cus­tode. È bas­ta­to inter­pel­lare il diret­tore del museo per accertare che gran di quel­lo mate­ri­ale era spar­i­to nel mag­gio da Salò. I finanzieri han­no accer­ta­to che il cus­tode del Museo «Nas­tro Azzur­ro» avrebbe ven­du­to alle altre due per­sone denun­ci­ate i cimeli a 300 euro l’uno. I pezzi più rari pote­vano rag­giun­gere i 1.000 euro. Il camion­ista di Nave avrebbe spe­so 2.500 euro per acquistare i cimeli che la Finan­za ha trova­to a casa sua. Tra il mate­ri­ale anche pis­tole, aut­en­ti­ci pezzi uni­ci. L’importante oper­azione è sta­ta illus­tra­ta ieri mat­ti­na nel­la sede del­la Finan­za di Bres­cia dal coman­dante provin­ciale Attilio Iodice, dal cap­i­tano Blan­di­ni del­la Com­pag­nia di Bres­cia e dal coman­dante del­la Briga­ta di Salò Gio­van­ni Durante che ha con­dot­to la dif­fi­cile indagine poten­do con­tare inizial­mente su una seg­nalazione. Il mate­ri­ale ruba­to presto tornerà nel museo di via Fantoni.

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