I dubbi del Consiglio per l’impatto ambientale

Riva accelera i lavori per collegarsi alla A22

23/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Sono giorni deci­sivi per la definizione del­l’as­set­to viario nel­la zona nord del Gar­da, vale a dire il col­lega­men­to tra Riva e l’Au­to­bren­nero, che dovrebbe accel­er­are i tem­pi di arri­vo dei tur­isti tedeschi. La pri­ma notizia si riferisce alla bretel­la di Mori. Il Con­siglio di ammin­is­trazione del­la A22 ha riesam­i­na­to i rap­por­ti con la dit­ta Cari­boni, che ave­va vin­to la gara di appal­to, ma che è fini­ta in ammin­is­trazione con­trol­la­ta, su ordine del­la mag­i­s­tratu­ra. Il con­trat­to d´appalto da 90 mil­iar­di di vec­chie lire è sta­to rescis­so, e il prog­et­to del­la vari­ante di Mori scor­po­ra­to in tre lot­ti, che ver­ran­no asseg­nati a tre dis­tinte imp­rese. L’u­ni­co modo per ulti­mare i lavori entro l´autunno 2004. La real­iz­zazione del traforo, che in nes­suna delle due canne ha anco­ra rag­giun­to la metà dei 2 chilometri e 200 metri del trac­cia­to, rimar­rà di com­pe­ten­za del­la Cari­boni: dovrà com­ple­tar­lo entro il 31 mag­gio 2003 (impor­to di 17 mil­ioni di euro). Per il ponte sul­l’Adi­ge e gli svin­coli si pro­ced­erà a una nuo­va gara di appal­to (base d’as­ta: 5 mil­ioni di euro), come del resto per l’impian­tis­ti­ca e la sicurez­za (opere per 8,5 mil­ioni di euro). La sec­on­da notizia riguar­da la pros­e­cuzione del tron­co, dal lago di Lop­pio al pas­so di S.Giovanni a Riva. La Provin­cia autono­ma di Tren­to «spinge» per la creazione di un tun­nel cor­to, da 1540 metri, con una pen­den­za del 4,8%: una soluzione più facile da finanziare (i costi si aggir­ereb­bero su 108 mil­iar­di di vec­chie lire). Si entr­erebbe in gal­le­ria a Nago, e si uscirebbe alla dis­car­i­ca del­la Maza. Dopo aver per­cor­so più di metà del­la disce­sa ver­so Arco, ecco l’in­ver­sione, ver­so sud, in modo da rag­giun­gere il fon­dovalle con una pen­den­za del 6%. Si taglia quin­di la piana e si rag­giunge il Sar­ca. Lunghez­za del nuo­vo trac­cia­to: 8,7 chilometri. Pas­sasse ques­ta soluzione, lo sca­vo in roc­cia, la costruzione delle rota­to­rie e l’al­larga­men­to del­la stra­da a dieci metri e mez­zo impor­reb­bero la chiusura per un paio di anni del­la Arco-Nago, e il dirot­ta­men­to di tut­to il traf­fi­co (diret­to ver­so il casel­lo di Rovere­to del­la A22) sul per­cor­so litoranea-Tor­bole-Nago, con effet­ti dev­as­tan­ti per il tur­is­mo. Sono infat­ti centi­na­ia i Tir che ogni giorno col­legano l’al­to Gar­da con l’Au­to­bren­nero. I con­sigli comu­nali di Riva, Tor­bole-Nago e Arco, riu­ni­tisi con­giun­ta­mente, sono invece ori­en­tati sul tun­nel lun­go, che par­tirebbe dal tor­nante all’estrem­ità occi­den­tale del lago di Lop­pio, a quo­ta 250. Dopo tre chilometri in gal­le­ria nat­u­rale (a doppia can­na, una per sen­so di mar­cia, ognuna a due cor­sie, con una pen­den­za del 3,9%), il trac­cia­to sbucherebbe di fronte alla pesci­coltura Romani sul Sar­ca. Pros­eguirebbe quin­di ver­so nord, per 450 metri (pen­den­za del 6,2%), piegherebbe ver­so ovest e si col­legherebbe al nuo­vo ponte sul fiume, su un viadot­to di 210 metri, alto dai 10 ai 20 metri sul piano del­la cam­pagna. Il col­lega­men­to alla Riva-Arco avviene lun­go la via­bil­ità inter­poderale esistente (ma da poten­ziare). Questo per­cor­so misura 6,4 chilometri. Una soluzione più con­vin­cente dal pun­to di vista del­la sicurez­za e del­la scor­rev­olez­za del traf­fi­co, però assai cos­tosa: 199 mil­iar­di di vec­chie lire. Il 1 mar­zo, sul Bol­let­ti­no uffi­ciale del­la Regione, sono state pub­bli­cate le con­clu­sioni del­la com­mis­sione per la val­u­tazione del­l’im­pat­to ambi­en­tale, favorev­ole al tun­nel cor­to. Tra le moti­vazioni addotte: evitare ogni tipo di col­lega­men­to super­stradale (che accrescerebbe i volu­mi di traf­fi­co, col tran­si­to ad esem­pio di molti auto­mo­bilisti prove­ni­en­ti dal­la Valsab­bia), pedonal­iz­zare la litoranea fra Riva e Tor­bole, elim­inare l’ipote­si del viadot­to (pre­vis­to nel caso di gal­le­ria lun­ga). I comu­ni han­no trasmes­so i loro pareri; la scelta finale spet­ta comunque alla Giun­ta provin­ciale. Sul­la vicen­da è inter­venu­to anche il Coor­di­na­men­to degli oper­a­tori eco­nomi­ci dell´Alto Gar­da e Ledro, che rap­p­re­sen­ta 350 aziende. «Il pun­to focale in tema di via­bil­ità è il col­lega­men­to rapi­do con l’Au­to­bren­nero — dice Fran­co Gam­ba, il pres­i­dente -. La soluzione del tun­nel cor­to è soltan­to un rappez­zo che non risolve le cose nel­l’im­me­di­a­to futuro».